I risultati del progetto SPESAL e Centro Screening presentati al Congresso nazionale di Medicina del Lavoro
Foggia, 5 ottobre 2026 – Screening direttamente nei luoghi di lavoro della Capitanata. Il modello della prevenzione di prossimità sperimentato da ASL Foggia, approda al Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro, in programma a Messina dal 7 al 9 ottobre prossimi.
L’esperienza territoriale diventerà tema di confronto scientifico con la presentazione dei risultati preliminari dei programmi di ASL Foggia, dedicati agli screening oncologici e per l’infezione HCV (Epatite C) eseguiti nei luoghi di lavoro, dal 2025 ad oggi 2026.
Il progetto sperimentato da ASL Foggia nasce dall’integrazione tra le diverse competenze professionali del Dipartimento di Prevenzione: SPESAL (Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) e il rapporto diretto con il mondo del lavoro e le aziende presenti nella provincia e Centro Screening Oncologico con l’organizzazione di percorsi di prevenzione e l’impiego dei mezzi mobili.
Obiettivo del modello, ideato e promosso dalla dott.ssa Addolorata Arsa, direttrice facente funzioni dello SPESAL, e dalla dott.ssa Elvira Sparacia, coordinatrice del Centro Screening Oncologico aziendale, è avvicinare la popolazione adulta ai programmi di prevenzione, portando tutte le attività di screening oncologico e di prevenzione dell’infezione da HCV (Hepatitis C virus), nelle aziende private e nelle pubbliche amministrazioni. A fare da ponte tra sanità e luoghi di lavoro, gli ambulatori mobili di ASL Foggia, Mammomobile e Papmobile.
I dati preliminari delle prestazioni eseguite restituiscono un quadro particolarmente significativo: 329 lavoratori coinvolti, 623 esami di screening oncologico e per HCV erogate, a cui si aggiungono 48 vaccinazioni antitetaniche effettuate nell’ambito delle attività di prevenzione, per un totale di 671 prestazioni.
Particolarmente rilevante il dato relativo alla partecipazione: il tasso medio di adesione è risultato pari al 94,5%, confermando l’efficacia di un modello organizzativo capace di avvicinare concretamente i servizi sanitari alla popolazione lavorativa.
“La presentazione del report al Congresso nazionale di Medicina del Lavoro di Messina costituisce un primo momento di restituzione scientifica di un’esperienza sviluppata sul campo”, dichiara Addolorata Arsa, direttrice facente funzioni dello SPESAL di ASL Foggia. “L’esperienza maturata dimostra che la tutela della salute nei luoghi di lavoro può andare oltre la tradizionale prevenzione dei rischi professionali, integrandosi con interventi di sanità pubblica per garantire il diritto alla salute. Portare gli screening direttamente nei luoghi di lavoro significa intercettare una parte della popolazione che, per ragioni organizzative, lavorative o personali, incontra difficoltà ad aderire ai programmi di screening. Il modello – conclude Arsa – consente di rendere la prevenzione più accessibile, tempestiva ed equa”.
“La prossimità non è soltanto una modalità organizzativa, ma una scelta di sanità pubblica”, aggiunge Elvira Sparacia, coordinatrice del Centro Screening Oncologico aziendale. “I risultati preliminari, e in particolare l’elevata adesione registrata, indicano come il modello mobile sviluppato da ASL Foggia possa rappresentare un approccio potenzialmente replicabile e integrabile nei programmi di prevenzione anche in altri contesti”.
L’esperienza di ASL Foggia, inoltre, è diventata oggetto di analisi scientifica condotta dai dottori Francesca Maglietta, medico in formazione specialistica in Igiene e Medicina Preventiva presso l’Università degli Studi di Foggia, e Antonio Cesareo, medico in formazione specialistica in Medicina del Lavoro presso l’Università “d’Annunzio” di Chieti-Pescara, insieme alle dottoresse Arsa e Sparacia.
I medici approfondiranno ulteriormente gli aspetti epidemiologici, organizzativi e di medicina del lavoro legati alla prevenzione di prossimità.
Nuovi modelli di promozione della salute
“La prevenzione di prossimità rappresenta una delle direzioni verso cui deve indirizzarsi la sanità pubblica. Non basta offrire prestazioni: occorre creare le condizioni per garantire l’accesso”, dichiara Tiziana Dimatteo, Direttrice Generale di ASL Foggia. “Portare gli screening nei luoghi di lavoro consente di ampliare la partecipazione e di intervenire prima che la malattia si manifesti, favorendo la diagnosi precoce. L’esperienza della Capitanata, supportata dall’analisi dei dati, può contribuire a definire e sviluppare nuovi modelli di promozione della salute. Un percorso – conclude la DG – che unisce assistenza, prevenzione, ricerca e formazione e che, presentato in un contesto nazionale, diventa patrimonio per i professionisti della sanità”.