domenica, 4 Ottobre 2026

Sanità lombarda. Anaao Assomed: “Più medici, più giovani, ma resta alto il fenomeno delle dimissioni”

Milano, 02 ottobre 2026 – Lo studio nazionale di Anaao Assomed “Radiografia della sanità pubblica 2015-2025” consegna un quadro articolato della situazione della dirigenza medica del Servizio Sanitario Nazionale e, per la Lombardia, evidenzia segnali incoraggianti sul fronte del ricambio generazionale e dell’incremento degli organici, ma anche criticità che continuano a mettere sotto pressione il sistema sanitario pubblico.

I dati mostrano che il numero dei medici ospedalieri lombardi è passato da 14.077 unità nel 2015 a 15.329 nel 2024, con una crescita complessiva dell’8,9%. Un risultato importante che testimonia lo sforzo compiuto negli ultimi anni per rafforzare gli organici e recuperare almeno in parte gli effetti delle politiche di contenimento del personale che hanno caratterizzato il decennio precedente. Particolarmente significativo è il calo dell’età media dei professionisti. Le donne passano da un’età media di 49,2 a 47 anni, mentre per gli uomini si registra una riduzione da 53,5 a 49,8 anni. Si tratta di un indicatore che conferma l’ingresso di nuove generazioni di medici nelle strutture pubbliche lombarde e l’efficacia delle misure straordinarie di reclutamento introdotte negli ultimi anni. Anche le assunzioni a tempo indeterminato mostrano un andamento positivo, passando da 641 nel 2015 al picco di 1.784 nel 2023, per poi mantenersi su livelli analoghi nel 2025, con 1.770 assunzioni. Parallelamente si riduce il ricorso ai contratti a tempo determinato, passati da 1.939 nel 2015 a 858 nel 2024, segnalando una maggiore stabilizzazione del personale.

Resta tuttavia aperta la questione della distribuzione delle nuove assunzioni tra le diverse discipline: non tutte le specialità beneficiano infatti della stessa capacità di reclutamento e persistono aree professionali nelle quali le difficoltà di copertura degli organici continuano a rappresentare una criticità per le aziende sanitarie. Inoltre, emerge con forza una criticità che non può essere ignorata: la Lombardia continua a registrare il più elevato numero assoluto di dimissioni volontarie tra tutte le regioni italiane. Dopo il picco di 719 dimissioni registrato nel 2021, il fenomeno rimane su livelli elevati, con 484 uscite nel 2025. Le dimissioni volontarie, pari all’1,4% nel 2015 (197), hanno infatti raggiunto il 4,8% nel 2021 (719), per poi ridursi a 484 nel 2025, valore assoluto più alto d’Italia. Il dato lombardo deve tuttavia essere letto nel contesto del più grande Sistema Sanitario Regionale italiano, caratterizzato da una delle più elevate consistenze di personale medico del Paese; per questo motivo, i valori assoluti, da soli, non descrivono adeguatamente la portata del fenomeno. Anche i pensionamenti hanno seguito un andamento variabile nel periodo considerato: dal 3,8% del 2015 (528) hanno raggiunto il picco del 4,7% nel 2020 (714), attestandosi al 4% nel 2024 (609) e a 355 uscite nel 2025.

«I dati dimostrano che quando si investe sul personale i risultati arrivano. Oggi abbiamo più medici e mediamente più giovani rispetto a dieci anni fa. Ma sarebbe un grave errore limitarsi a leggere solo gli aspetti positivi della fotografia lombarda. Le dimissioni volontarie continuano a rappresentare un campanello d’allarme che non può essere sottovalutato», dichiara il Dott. Massimiliano Oliva, Segretario Regionale di Anaao Assomed Lombardia. «Regione Lombardia si è certamente impegnata in questo decennio sul fronte della copertura degli organici dei diversi presidi ospedalieri, attivando un numero elevato di bandi e concorsi e permettendo anche un importante ricambio generazionale. I numeri evidenziano però la criticità dell’alto numero di dimissioni volontarie, che in Lombardia interessa ogni ASST e ATS. Tra i fattori che hanno inciso sulle dimissioni vi è anche il periodo del Covid, con le conseguenze che ha avuto sulla realtà sanitaria regionale e con situazioni di stress e burnout, soprattutto in alcune aree sanitarie. A questo si aggiunge l’attrattività del sistema sanitario privato convenzionato, particolarmente presente in Lombardia con numerose strutture in tutte le province, che offre in alcuni casi condizioni di lavoro ed economiche migliori e maggiori possibilità di crescita professionale. Troppi professionisti scelgono di lasciare il Servizio Sanitario Pubblico per cercare condizioni di lavoro migliori, carichi assistenziali più sostenibili, maggiori opportunità professionali o un migliore equilibrio tra vita e lavoro. La capacità di assumere deve essere accompagnata dalla capacità di trattenere i professionisti che già lavorano negli ospedali e nei servizi del territorio.

Lo studio evidenzia che il ricambio generazionale è finalmente ripartito, ma non si può considerare risolto poiché il problema della carenza di personale permane in molte discipline e restano difficoltà di reclutamento e condizioni di lavoro. Ciò rischia di vanificare i numerosi sforzi compiuti negli ultimi anni.

Ora è il momento di passare da politiche emergenziali a una vera strategia di valorizzazione del lavoro medico sanitario. Per Anaao Assomed, il futuro del sistema sanitario regionale si costruisce accompagnando il ricambio generazionale con interventi strutturali capaci di rafforzare il reclutamento, valorizzare il lavoro medico e rendere il SSN più attrattivo, sicuro e sostenibile. Servono il consolidamento degli strumenti che hanno favorito le assunzioni, una maggiore valorizzazione professionale ed economica, il rafforzamento della sicurezza e delle tutele, misure di welfare organizzativo e una più efficace conciliazione tra attività lavorativa e vita privata.

La sfida dei prossimi anni non sarà soltanto assumere nuovi medici, ma creare le condizioni perché scelgano di rimanere nel Servizio sanitario pubblico. Solo così sarà possibile consolidare i risultati evidenziati dallo studio, garantire la qualità delle cure e assicurare la sostenibilità del sistema sanitario pubblico lombardo.»

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