Roma, 2 ottobre 2026 – «Come più volte ribadito e comunicato con chiarezza a mezzo stampa dal Presidente Rocca, per ovviare alla cosiddetta “fuga” dei medici è necessario intraprendere una concertazione sul piano nazionale che preveda riforme inerenti la contrattazione collettiva dei medici. Il Governatore del Lazio ha avanzato proposte in materia, sottolineando come le Regioni abbiano possibilità di intervento estremamente circoscritte per quanto attiene la voce riguardante gli emolumenti nei contratti nazionali.
Da rilevare inoltre che grazie alla Giunta Rocca si è potuto stipulare nello scorso giugno un Accordo Integrativo Regionale con i medici di medicina generale che era atteso da due decenni, mirato a migliorare la gestione dell’assistenza territoriale e stabilire ruoli e funzioni dei medici di famiglia nel sistema sanitario regionale e nelle Case di Comunità.
In questi tre anni di governo del centrodestra nel Lazio, si è fatto molto per contrastare la carenza di medici, in particolare nei reparti di emergenza e sul territorio. Ricordo gli stanziamenti di Bilancio per i fondi dedicati agli incentivi al personale sanitario dei Pronto Soccorso.
Soprattutto va sottolineato che la Regione Lazio ha avviato un ingente piano straordinario di assunzioni e riorganizzazione che conta 14.000 unità, oltre al normale blocco del turnover. Parliamo di un incremento di personale sanitario senza eguali negli ultimi venti anni. Lavoro che ad oggi ha portato al numero di più 5.000 unità nel personale della Sanità Regionale, rispetto a quando era assessore D’Amato». Così in un comunicato Marika Rotondi (FdI), Consigliere regionale del Lazio.