Milano, 30 settembre 2026 – L’Associazione Io Sono OSS richiama l’attenzione delle istituzioni regionali e nazionali sulle crescenti criticità che coinvolgono operatori socio-sanitari (OSS), ausiliari socio-assistenziali (ASA) e infermieri impiegati nelle RSA lombarde.
Da tempo gli operatori segnalano condizioni lavorative sempre più difficili, caratterizzate da carenza di personale, carichi di lavoro elevati, turni gravosi e una crescente difficoltà nel garantire un’assistenza adeguata agli ospiti delle strutture. Una situazione che rischia di compromettere non solo il benessere dei lavoratori, ma anche la qualità delle cure e dell’assistenza erogata alle persone anziane e fragili.
“L’impegno e la professionalità di OSS, ASA e infermieri stanno consentendo alle RSA di continuare a funzionare nonostante le numerose difficoltà organizzative”, dichiara l’Associazione Io Sono OSS. “Tuttavia non è più possibile ignorare le richieste di migliaia di operatori che chiedono condizioni di lavoro dignitose, maggiori tutele e un adeguato riconoscimento professionale ed economico”.
L’associazione evidenzia inoltre il problema della scarsa attrattività delle professioni sanitarie e socio-sanitarie nel settore delle RSA, fenomeno che sta aggravando la carenza di personale e aumentando la pressione sugli operatori già in servizio.
Per questo motivo, Io Sono OSS chiede alla Regione Lombardia, ai gestori delle strutture e alle parti sociali di aprire un confronto concreto finalizzato a:
- incrementare gli organici;
- ridurre il ricorso a turni eccessivamente gravosi;
- valorizzare le competenze professionali di OSS, ASA e infermieri;
- migliorare le condizioni economiche e contrattuali del personale;
- garantire standard assistenziali adeguati per gli ospiti delle RSA.
“L’assistenza agli anziani rappresenta una responsabilità fondamentale per l’intera società. Investire negli operatori significa investire nella qualità delle cure e nella dignità delle persone assistite”, conclude l’Associazione.