giovedì, 1 Ottobre 2026

Malattie autoimmuni del fegato, all’ARNAS G. Brotzu il Primo Focus Regionale: diagnosi precoce, nuove terapie e alleanza con i pazienti

Cagliari, 1 ottobre 2026 – Riconoscere la malattia prima che diventi più difficile da curare, costruire percorsi assistenziali condivisi e mettere il paziente al centro delle decisioni cliniche: sono questi i temi che saranno affrontati nel Primo Focus Regionale sulle Malattie Autoimmuni del Fegato, in programma venerdì 2 e sabato 3 ottobre 2026 nella Sala Convegni dell’Aula Atza dell’ARNAS G. Brotzu di Cagliari.

Il convegno, presieduto dai dottori Teresa Zolfino, Cristina Manieli e Giuliano Alagna, con la presidenza onoraria del professor Luchino Chessa, riunirà specialisti di diverse discipline per affrontare un’area complessa dell’epatologia contemporanea: patologie come Epatite Autoimmune, Colangite Biliare Primitiva e Colangite Sclerosante Primitiva, che possono rimanere a lungo silenziose o essere difficili da riconoscere e che, se non diagnosticate e trattate tempestivamente, possono evolvere fino alla cirrosi.

La diagnosi precoce rappresenta uno dei messaggi centrali dell’incontro: intercettare la malattia nelle sue fasi iniziali significa infatti poter intervenire tempestivamente, monitorarne l’evoluzione e individuare il percorso terapeutico più appropriato. Per raggiungere questo obiettivo è necessario andare oltre i confini della singola specialità: le malattie autoimmuni del fegato possono infatti associarsi ad altre condizioni autoimmuni e metaboliche e richiedono, proprio per questo, una maggiore attenzione da parte di tutti i professionisti che entrano in contatto con il paziente: dal medico di medicina generale agli specialisti di reumatologia, endocrinologia, diabetologia, ginecologia, dermatologia, oncologia, pediatria e radiologia.

Il programma scientifico affronterà le principali innovazioni che stanno modificando la gestione delle malattie autoimmuni del fegato. La lettura magistrale della professoressa Giorgina Mieli Vergani (esperta internazionale e pioniera delle malattie autoimmuni del fegato in età pediatrica), insieme agli interventi del professor Pietro Invernizzi (esperto internazionale e promotore delle reti assistenziali) e ancora Umberto Vespasiani Gentilucci, Laura Cristoferi, Davide Firinu, Giovanni Argiolas, Marco Carbone, Alessio Gerussi, Mauro Viganò e Francesca Ponziani, permetteranno di approfondire l’evoluzione delle conoscenze e delle strategie terapeutiche.

Particolare attenzione sarà dedicata ai nuovi farmaci, tra cui i PPAR agonisti per la Colangite Biliare Primitiva e al ruolo della diagnostica avanzata, con un focus sull’impiego appropriato della risonanza magnetica.

Al centro del confronto anche una delle sfide più attuali dell’epatologia: la gestione delle complicanze epatiche associate all’immunoterapia oncologica. Il successo degli inibitori dei checkpoint immunitari ha aperto nuove prospettive nella cura dei tumori, ma può essere accompagnato da eventi avversi immunomediati che richiedono una stretta collaborazione tra oncologo ed epatologo, per garantire al paziente il miglior equilibrio possibile tra efficacia della terapia antitumorale e sicurezza.

Accanto alla ricerca e all’innovazione terapeutica, il Focus regionale pone un’altra domanda fondamentale: come accompagnare la persona lungo tutto il percorso di cura? Un tema particolarmente significativo sarà quello della transizione dall’età pediatrica all’età adulta, affrontato da Gianmarco Mocci. Per un adolescente con una malattia cronica, il passaggio tra due sistemi assistenziali rappresenta un momento delicato, nel quale la continuità delle cure diventa parte integrante della presa in carico. La stessa attenzione alla persona sarà protagonista della sessione interattiva multidisciplinare conclusiva, nella quale la medicina incontrerà direttamente le esperienze vissute dai pazienti. Un confronto a più voci, con la partecipazione di reumatologi, ginecologi, dermatologi, endocrinologi, chirurghi e medici di medicina generale, insieme alle associazioni dei pazienti. Gli interventi clinici di Stefania Casu, Anna Rocca, Alessandra Deidda, Chiara Scudu, Giorgia Orrù ed Erica Loddo contribuiranno a portare nel dibattito la dimensione concreta della malattia e dei percorsi di cura.

«Le malattie autoimmuni del fegato rappresentano una sfida che è allo stesso tempo scientifica, organizzativa e umana», commenta il Direttore Generale dell’ARNAS G. Brotzu, Maurizio Marcias. «La diagnosi precoce, l’innovazione terapeutica e la collaborazione tra professionisti rappresentano strumenti fondamentali, ma altrettanto importante è ascoltare le persone che ogni giorno convivono con queste patologie. La sessione dedicata al confronto con le associazioni dei pazienti esprime proprio questa volontà: costruire una sanità capace di curare la malattia senza perdere di vista la persona. Ospitare questo Focus regionale – conclude Marcias – significa rafforzare il ruolo dell’ARNAS G. Brotzu come luogo di confronto e di crescita del SSR. Vogliamo contribuire a una rete nella quale le competenze possano dialogare, la diagnosi possa arrivare prima e il paziente possa trovare continuità, ascolto e risposte lungo tutto il proprio percorso di cura».

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