domenica, 4 Ottobre 2026

Conciliazione vita-lavoro, approvato a Bergamo il Piano territoriale 2025-2027: oltre 1,2 milioni di euro per un welfare più vicino ai lavoratori

La Comunità di Pratica ha approvato il Piano e le due progettualità che ne tradurranno gli obiettivi in servizi concreti. Massimo Giupponi, DG di ATS Bergamo: «La sfida è costruire interventi capaci di durare oltre il finanziamento e diventare parte stabile del welfare territoriale e aziendale».

Bergamo, 1° ottobre 2026 – Un investimento totale di oltre 1,2 milioni di euro e due progetti per trasformare la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro in una responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese, Terzo Settore e parti sociali.

Il 23 settembre, la Comunità di Pratica ha approvato il Piano Territoriale di Conciliazione 2025-2027 per la provincia di Bergamo e le due progettualità attraverso le quali il Piano troverà concreta attuazione: “ConciliaMente – Più tempo per ciò che conta”, con capofila la Cooperativa Il Piccolo Principe, e “Work & Care – Hub territoriali per la conciliazione”, con capofila la Cooperativa AEPER.

Il Piano nasce con un’impostazione che amplia il concetto stesso di conciliazione: non più soltanto una questione legata all’organizzazione interna delle Aziende o al welfare aziendale, ma un elemento che riguarda la tenuta complessiva del welfare familiare, territoriale e lavorativo. Il tempo dedicato alla cura diventa così oggetto di programmazione e di corresponsabilità tra Amministrazioni Pubbliche, imprese e Terzo Settore.

Per la sua realizzazione sono disponibili circa 1,2 milioni di euro, considerando le risorse messe a disposizione dalla DGR 5464/2025 (330.000€), i residui delle precedenti programmazioni autorizzati da Regione Lombardia (542.414€) e il cofinanziamento previsto dai progetti (377.564€).

«La fiducia che Regione Lombardia ci ha accordato, consentendoci di utilizzare anche le risorse residue, ci permette di mettere in campo un investimento importante – sottolinea il Direttore Generale di ATS Bergamo, Massimo Giupponi –. Ma il valore di questo percorso non si misura soltanto nelle risorse disponibili. La vera opportunità è utilizzare questi progetti per costruire modelli nuovi, capaci di mettere in relazione welfare territoriale e mondo del lavoro e di stimolare anche le imprese a valutare l’inserimento di questi servizi nella contrattazione di secondo livello».

Due i progetti che daranno attuazione al Piano a partire da novembre 2026

“ConciliaMente” coinvolgerà l’area di Bergamo Est, con 7 Ambiti territoriali e 103 Comuni, 16 partner e una rete di 60 soggetti, tra cui 38 imprese. Il progetto agirà attraverso tre principali linee di intervento:

  • servizi educativi flessibili, voucher e accompagnamenti a supporto delle responsabilità di cura;
  • servizi di prossimità per alleggerire le incombenze quotidiane;
  • una sperimentazione di car pooling casa-lavoro in Valle Seriana.

Verranno raggiunti circa 950 lavoratori.

“Work & Care” punta invece alla creazione di una rete di Hub territoriali, supportata da una piattaforma digitale, in grado di offrire risposte concrete ai working parents e ai lavoratori con responsabilità di cura verso genitori o familiari anziani. L’intento è integrare servizi di conciliazione, supporto alla cura, interventi “salva-tempo” e Welfare Point aziendali in una rete di prossimità che punta a raggiungere circa 2.000 lavoratori.

L’approvazione rappresenta, nelle intenzioni di ATS Bergamo, non un punto di arrivo ma l’avvio di un percorso che dovrà guardare già al “dopo”.

«Abbiamo proposto alla Comunità di Pratica alcuni principi che dovranno accompagnare l’intero sviluppo dei progetti – prosegue Giupponi –. Il primo è la trasferibilità: ciò che sperimenteremo a Bergamo deve poter essere replicato in altri territori e in contesti produttivi diversi. Il secondo è il coinvolgimento strutturato delle associazioni datoriali e delle organizzazioni sindacali. ATS accompagnerà da vicino i progetti, non soltanto nella verifica delle attività, ma nella ricerca delle opportunità che potranno nascere dal confronto tra tutti i soggetti coinvolti. Centrale sarà infine il tema della sostenibilità. L’obiettivo è evitare che i Servizi si esauriscano con la conclusione del finanziamento, favorendone progressivamente l’inserimento nella programmazione sociale territoriale, negli accordi aziendali e, ripeto, nella contrattazione di secondo livello o negli strumenti degli Enti bilaterali. È questa la prospettiva già individuata dal Piano per dare continuità agli interventi una volta terminato il sostegno economico iniziale».

«Vogliamo che questa esperienza lasci qualcosa di stabile – conclude Giupponi –. La conciliazione vita-lavoro non può essere affidata esclusivamente alla capacità del singolo lavoratore o della singola famiglia di trovare una soluzione: deve diventare sempre più una componente del Welfare di comunità e del rapporto tra territorio e imprese».

Il Direttore del Dipartimento PIPSSS di ATS Iorio Riva ha sottolineato che «La salute non si produce solo nei luoghi di cura: si costruisce ogni giorno nei luoghi di lavoro, nelle famiglie e nelle comunità. Per questo la conciliazione vita-lavoro deve entrare a pieno titolo nella programmazione sociosanitaria. Significa superare una visione del welfare che interviene soltanto sul bisogno e costruire un welfare generativo, capace di mettere in rete aziende, servizi, istituzioni, famiglie e territorio. Non solo rispondere alla fragilità, quindi, ma creare le condizioni perché le persone possano stare bene, lavorare, prendersi cura e partecipare alla vita della propria comunità. La vera innovazione del welfare è questa: non limitarsi a erogare prestazioni, ma generare salute».

La Provincia di Bergamo ha manifestato il proprio sostegno ai progettisti, mettendo a disposizione le proprie banche dati e favorendo l’integrazione tra i servizi provinciali e le azioni progettuali proposte.

Le OOSS presenti, CGIL, CISL e UIL, hanno evidenziato quanto la bilateralità sia un valore aggiunto, cui guardare per un percorso strutturato e nel tempo, soprattutto in fase di concertazione di II livello come luogo in cui esprimere tutte le potenzialità che ATS ha messo in campo, governando tutte le fasi di messa a terra del Progetto e l’impegno che ha espresso nel seguirlo costantemente.

La Comunità di Pratica è l’organismo deputato a sviluppare, approvare ed accompagnare il Piano di Conciliazione locale. È composta da ATS Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII, ASST Bergamo Est, ASST Bergamo Ovest, Provincia, Camera di Commercio, gli Ambiti Territoriali Sociali afferenti alla Conferenza dei Sindaci dell’ASST Papa Giovanni XXIII e dell’ASST Bergamo Ovest, CGIL Bergamo, CISL Bergamo, UIL Bergamo, CNA Bergamo, Imprese & Territorio, Confcooperative e Welfare Lynx.

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