Coinvolti 300 pazienti nella ricerca promossa da AIGO e coordinata dalla Gastroenterologia di Pescia, con CRO di Aviano, ASST Sette Laghi di Varese e Gastroenterologia di Firenze
Pescia (PT), 30 settembre 2026 – Un nuovo approccio alla preparazione alla colonscopia per i pazienti anziani è stato premiato a livello internazionale. Il 24 settembre, durante la cerimonia d’apertura del congresso Endo 2026 (World Endoscopy Organization) a Città del Capo, sono stati presentati i risultati dello studio Platone, ricerca multicentrica italiana che vede la Gastroenterologia di Pescia dell’Ausl Toscana centro come centro coordinatore. Il lavoro è stato selezionato tra i tre migliori contributi scientifici a livello globale, ricevendo il prestigioso “Glaciomar Machado Distinguished Abstract Award”.
L’indagine, promossa dall’AIGO (Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri), ha affrontato uno degli ostacoli principali alla prevenzione del tumore del colon-retto: la difficoltà di assumere grandi quantità di liquidi per la pulizia intestinale. Per un paziente anziano, bere due o più litri di preparato può rappresentare una barriera importante, che può portare a esami incompleti o rinunce.
Lo studio Platone (acronimo che sta per PEG bowel preparation in elderly outpatients) ha messo a confronto una preparazione a basso volume (solo 1 litro) con quella standard da 2 litri. I risultati, presentati dal dottor Paolo Montalto, direttore della Gastroenterologia di Pescia e presidente eletto di AIGO, hanno mostrato che il regime da un litro non è solo paragonabile a quello tradizionale, ma si è dimostrato superiore in termini di pulizia efficace e capacità di individuare le lesioni.
«Semplificare la procedura per i pazienti anziani non è solo una questione di comfort, ma un requisito fondamentale per la sicurezza e l’efficacia clinica – ha dichiarato il dottor Paolo Montalto a margine della presentazione -. In una popolazione che invecchia, con più colonscopie e maggiore rischio di tumore colo-rettale, ci ritroviamo oggi un paziente con preparazione inadeguata in media nel 20% dei casi. I nostri dati confermano che ridurre il volume del preparato aiuta a superare le barriere di aderenza, garantendo al medico una visibilità migliore e, di conseguenza, una diagnosi più accurata».
Lo studio scientifico multicentrico, che ha coinvolto 300 pazienti anziani trattati a livello ambulatoriale, nasce da una collaborazione tra quattro centri italiani, coordinata dalla Gastroenterologia dell’ospedale Ss. Cosma e Damiano di Pescia, nell’ambito della SOC Gastro Pistoia-Prato diretta dal dottor Mario Lombardi. Al progetto hanno contribuito la Gastroenterologia oncologica del CRO di Aviano (con il direttore professor Renato Cannizzaro), la Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’ASST Sette Laghi di Varese (con il direttore dottor Sergio Segato e lo sperimentatore dottor Marco Balzarini) e la Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva di Firenze dell’Ausl Toscana centro (con il direttore dottor Ottaviano Tarantino e lo sperimentatore dottor Bernardo Fani).
Dal punto di vista tecnico, lo studio è stato condotto con un protocollo “in cieco”: l’endoscopista che eseguiva l’esame non sapeva quale preparazione avesse assunto il paziente, riducendo così il rischio di condizionamenti nella valutazione. Oltre a essere più facile da assumere, il preparato da un litro ha mostrato un profilo di sicurezza e tollerabilità favorevole, indicando una possibile opzione per i pazienti anziani che devono sottoporsi a colonscopia in regime ambulatoriale.
Il riconoscimento ottenuto a Città del Capo sottolinea il contributo della ricerca clinica italiana e delle strutture ospedaliere pubbliche al dibattito scientifico internazionale, con l’obiettivo di migliorare l’aderenza dei pazienti alle procedure senza compromettere la precisione diagnostica.