martedì, 29 Settembre 2026

Valvola tricuspide sostituita dalla gamba senza aprire il torace: a Padova primo impianto italiano di una nuova bioprotesi

Una possibilità di cura per pazienti con insufficienza tricuspidalica grave che, per dimensioni e per caratteristiche anatomiche della valvola, non potevano essere trattati né con la chirurgia tradizionale, né con le procedure percutanee finora disponibili.

Padova, 28 settembre 2026 – Per alcuni pazienti con insufficienza tricuspidalica grave, soprattutto in presenza di una valvola molto dilatata o di una morfologia particolarmente complessa, fino ad oggi poteva non esistere una protesi in grado di adattarsi in modo adeguato. È proprio in questo scenario che la UOSD Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università Padova, diretta dal prof. Giuseppe Tarantini, ha eseguito con successo il primo impianto in Italia, dopo l’acquisizione del marchio CE, di una nuova bioprotesi per la sostituzione percutanea della valvola tricuspide.

La paziente trattata presentava una grave insufficienza tricuspidalica ed era stata giudicata non operabile con la chirurgia tradizionale. Allo stesso tempo, le dimensioni e la conformazione della valvola rendevano non praticabili anche le altre procedure transcatetere disponibili. Senza questa nuova tecnologia, quindi, non avrebbe avuto una concreta alternativa terapeutica. La nuova protesi è stata sviluppata proprio per affrontare anatomie complesse, comprese valvole tricuspidali molto dilatate, grazie a dimensioni maggiori e a un sistema di ancoraggio progettato per adattarsi a morfologie non trattabili con le soluzioni precedenti. La procedura è stata eseguita attraverso una vena della gamba, raggiungendo il cuore senza aprire il torace e senza lasciare cicatrici chirurgiche.

«Il valore di questa tecnologia non sta soltanto nella sua novità, ma soprattutto nella possibilità di offrire un trattamento a pazienti che prima non avevano alternative praticabili – sottolinea il prof. Giuseppe Tarantini – è questo l’aspetto clinicamente più importante».

L’intervento è stato eseguito dal prof. Tarantini e dalla sua équipe di cardiologi interventisti insieme agli ecocardiografisti interventisti, agli anestesisti e al personale tecnico e infermieristico della Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Il decorso è stato rapido: dopo la procedura la paziente è stata risvegliata e dimessa dopo soli due giorni, in buone condizioni cliniche e senza cicatrice chirurgica.

Si tratta del primo caso italiano eseguito nella fase post-marketing successiva al marchio CE della nuova protesi. Un risultato che amplia concretamente le possibilità di trattamento per pazienti con insufficienza tricuspidalica grave e anatomie particolarmente complesse, fino a oggi esclusi sia dalla chirurgia sia dalle altre opzioni percutanee. Per la Cardiologia dell’Azienda Ospedale Università Padova è un nuovo traguardo nell’ambito della cardiologia interventistica strutturale e, soprattutto, un’ulteriore possibilità di cura per pazienti ad elevata complessità.

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