giovedì, 24 Settembre 2026

SIDiLV, Rete IZS a confronto per “costruire valore” nella sanità pubblica

Lecce, 23 settembre 2026 – Condividere competenze, dati e tecnologie. Integrare diagnostica, ricerca, epidemiologia e sorveglianza. Mettere in relazione il livello centrale con i territori per trasformare le conoscenze scientifiche in strumenti di prevenzione e decisione. È attorno a questi obiettivi che si costruisce il valore della Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, chiamata oggi a confrontarsi con rischi sanitari sempre più complessi e interconnessi.

Sarà proprio “Costruire valore nella rete integrata della sanità pubblica” il tema della tavola rotonda che oggi, nella giornata inaugurale del XXIV Congresso nazionale della Società Italiana di Diagnostica di Laboratorio Veterinaria (SIDiLV), riunisce a Lecce i direttori generali dei dieci Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Al confronto partecipano anche Giovanni Filippini, direttore generale della Salute animale del Ministero della Salute, Ugo Della Marta, direttore generale dell’Igiene e della sicurezza alimentare dello stesso Ministero, e Umberto Agrimi, direttore del Dipartimento di Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Istituto Superiore di Sanità.

La tavola rotonda si inserisce in un Congresso che per tre giornate farà della diagnostica veterinaria una lente attraverso cui leggere alcune delle principali sfide della sanità pubblica contemporanea. Salute animale, sicurezza alimentare, zoonosi e antimicrobico-resistenza saranno al centro delle sessioni scientifiche, insieme ai cambiamenti climatici, alle malattie trasmesse da vettori, alla sostenibilità sanitaria e ambientale, all’innovazione diagnostica, alla formazione e alla ricerca.

«La pluralità dei temi del Congresso dimostra quanto la diagnostica veterinaria sia ormai parte integrante della sanità pubblica – osserva Antonio Fasanella, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata (IZSPB), che ospita il Congresso in collaborazione con SIDiLV –. Gli Istituti non si limitano più a fare diagnosi, ma devono intercettare i rischi, leggere i fenomeni evolutivi e fornire conoscenze utili a orientare le decisioni e rafforzare la prevenzione. Porterò al confronto la necessità di rafforzare l’integrazione tra diagnostica, ricerca, epidemiologia e sorveglianza. Dobbiamo investire nel capitale umano, nelle tecnologie e nelle reti istituzionali, perché una prevenzione efficace nasce anche dalla capacità di fare squadra e lavorare in sinergia».

La capacità di lavorare come sistema rappresenta uno dei punti di forza del modello italiano di sanità pubblica veterinaria: una “catena del valore” che collega Ministero, Regioni, servizi veterinari e Istituti Zooprofilattici, ciascuno con competenze e responsabilità specifiche.

«Costruire una catena del valore significa innanzitutto costruire una squadra che condivida e partecipi alle strategie – spiega Giovanni Filippini –. Gli IZS rappresentano per molti aspetti il braccio operativo del Ministero. Se dovessi usare una metafora calcistica, direi che gli Istituti Zooprofilattici giocano contemporaneamente in difesa, a centrocampo e in attacco, mentre il Ministero ha un po’ il ruolo dell’allenatore, che deve coordinare tutte queste figure. Il gol, in questo caso, è la salute pubblica: è, fondamentalmente, la One Health».

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