lunedì, 21 Settembre 2026

Alzheimer, diagnosi precoce e cura all’ospedale Apuane: al centro la persona e la sua famiglia

All’ospedale Apuane, in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, il confronto sulle prospettive terapeutiche e assistenziali. La mostra “Ti rivedo nei tuoi occhi” porta nella comunità il valore della relazione e della dignità della persona.

Massa, 21 settembre 2026 – Riconoscere tempestivamente la malattia, comprendere le nuove possibilità di trattamento e accompagnare le persone e le loro famiglie nelle diverse fasi della cura. Sono questi i temi della conferenza stampa multidisciplinare che ha riunito Azienda USL Toscana nord ovest e Fondazione Dott. Ezio Pelù ETS oggi, lunedì 21 settembre, nell’auditorium dell’ospedale Apuane di Massa, in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer.

Sono intervenuti Alessandro Napolitano, direttore della U.O.C. Neurologia dell’ospedale Apuane, Michela Zanetti, coordinatrice dei Centri disturbi cognitivi e demenze dell’Azienda USL Toscana nord ovest e Sonia Mazzucchi, dirigente medico della U.O.C. Neurologia dell’ospedale Apuane, insieme a Carlo Manfredi, presidente della Fondazione Dott. Ezio Pelù ETS. Presenti anche Fabrizio Pucci e Antonio Sconosciuto, rispettivamente presidente e direttore della RSA Regina Elena di Carrara.

Il confronto si inserisce in una fase di evoluzione delle conoscenze, con nuovi studi e trattamenti che aprono prospettive nella gestione della malattia e richiedono percorsi diagnostici, assistenziali e di monitoraggio adeguati.

Accanto alla ricerca, un ruolo importante spetta alla prevenzione. Una parte dei casi di demenza potrebbe infatti essere prevenuta o ritardata intervenendo sui 14 fattori di rischio modificabili individuati dalla ricerca, tra cui perdita dell’udito, ipertensione, sedentarietà e basso livello di istruzione. L’attenzione si allarga anche alle influenze dell’ambiente sulla salute e sullo sviluppo del cervello, fin dalle prime fasi della vita.

Dopo la diagnosi, il percorso deve accompagnare pazienti e famiglie: dalla valutazione neurologica alle attività dei Centri Disturbi Cognitivi e Demenze, fino al sostegno nella quotidianità. Un’attenzione che riguarda anche i caregiver, chiamati ad affrontare cambiamenti nelle relazioni, nelle abitudini e nell’organizzazione familiare.

“Ogni anno – evidenzia Alessandro Napolitano – vengono accertati in Italia circa 65.000 nuovi casi di Alzheimer, ma il numero è in aumento, visto l’invecchiamento della popolazione. C’è la necessità di disporre di screening precoci che consentano di intercettare specifici marcatori dei primi segni della patologia. A Massa siamo già pronti per questi percorsi e per l’utilizzo dei nuovi farmaci anti-amiloide. Vedremo poi come gestire la necessità di spazi adeguati, soprattutto per accogliere e monitorare le persone che potranno ricevere i trattamenti in arrivo, qualora vengano approvati”.

La disponibilità di nuove terapie si affianca al lavoro che già oggi può aiutare concretamente le persone e chi le assiste.

“Il CDCD – spiega Sonia Mazzucchi – offre un percorso articolato, che coinvolge 300-400 pazienti l’anno e che comprende visite neurologiche, test e controlli periodici, attività di stimolazione cognitiva e sostegno ai caregiver. Il supporto a chi si prende cura di un familiare è uno dei punti di forza della nostra assistenza. È importante guardare alle nuove terapie e, insieme, conoscere e utilizzare gli strumenti che abbiamo già a disposizione. Rivolgersi al CDCD nelle prime fasi dei disturbi cognitivi e chiedere aiuto quando il carico dell’assistenza porta a esaurimento e burnout può offrire un sostegno concreto. Le attività gratuite dedicate ai caregiver sono ancora troppo poco conosciute: dobbiamo aiutare le famiglie a sapere che esistono e a utilizzarle”.

Il valore della relazione è anche il filo conduttore della mostra “Ti rivedo nei tuoi occhi. Antologia di storie di vita e di declino”, promossa dalla Fondazione Dott. Ezio Pelù ETS.

Le fotografie di Paola Nizza raccontano sguardi, espressioni e dettagli delle persone con decadimento cognitivo. Alle immagini si affiancano frammenti biografici e testimonianze raccolte con il contributo di familiari, caregiver e operatori, insieme ad approfondimenti neuroscientifici. Fotografia, esperienza umana e conoscenza scientifica si incontrano per aiutare a riconoscere la storia e l’identità di ogni persona, anche quando la malattia rende più difficile comunicare.

“Una diagnosi – conclude Carlo Manfredi – deve aprire un percorso nel quale la persona e la sua famiglia sappiano a chi rivolgersi e su quale sostegno poter contare. La collaborazione della Fondazione con l’Azienda USL Toscana nord ovest e con i professionisti del territorio ci permette di affiancare ai percorsi sanitari iniziative molto concrete e gratuite di ascolto e sostegno a malati e caregiver. Con questa mostra vogliamo portare nella comunità la stessa attenzione: dietro ogni sguardo c’è una persona, con la sua storia e i suoi legami. Riconoscerla e continuare a cercare una relazione è senza dubbio parte del prendersi cura”.

Tutte le informazioni sul portale web dell’Azienda USL Toscana nord ovest e su quello della Fondazione, fondazioneeziopelu.org.

Notiziario

Archivio Notizie