venerdì, 18 Settembre 2026

Sindrome Feto-Alcolica, a Catania professionisti a confronto per la definizione di un percorso aziendale condiviso

Concluse le due giornate formative promosse dall’Asp di Catania nell’ambito delle iniziative per la Giornata mondiale della Sindrome Feto-Alcolica. Al centro dei lavori la definizione di un PDTA per la prevenzione, la diagnosi precoce e la presa in carico.

Catania, 17 settembre 2026 – Rafforzare la prevenzione dei Disturbi dello Spettro Feto-Alcolico (FASD), favorire l’individuazione precoce delle situazioni di rischio e consolidare una presa in carico integrata del bambino e della famiglia. Sono stati questi i principali temi affrontati nel corso delle due giornate formative promosse dall’Asp di Catania, svoltesi il 9 e il 16 settembre in occasione della Giornata mondiale della Sindrome Feto-Alcolica, celebrata il 9 settembre.

L’iniziativa ha coinvolto i professionisti dei diversi servizi aziendali in un confronto multidisciplinare volto a rafforzare le competenze e l’integrazione tra i servizi, condividendo criteri, procedure e modalità operative.

Tra gli aspetti al centro dei lavori, anche la definizione di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) aziendale dedicato alla FASD, con particolare attenzione alle modalità di raccordo fra i servizi coinvolti nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella presa in carico del bambino e della famiglia.

Il percorso formativo è stato promosso dal Dipartimento Materno Infantile, diretto da Angelo Tarascio, e dal Dipartimento di Salute Mentale, diretto da Carmelo Florio, con l’organizzazione della UOS Formazione, guidata da Sebastiano Ferraro, afferente alla UOC Coordinamento Staff, diretta da Daniela Castronovo.

«La definizione di percorsi condivisi è uno degli strumenti attraverso i quali possiamo mettere in relazione competenze, responsabilità e servizi attorno ai bisogni della persona – ha detto il direttore sanitario dell’Asp di Catania, Giovanni Francesco Di Fede, che ha portato i saluti del direttore generale Giuseppe Laganga Senzio –. Condividere procedure e linguaggi professionali significa superare la frammentazione degli interventi e costruire risposte sempre più tempestive, appropriate e vicine alle famiglie».

La FASD comprende un insieme di disturbi associati all’esposizione prenatale all’alcol. La prevenzione riveste pertanto un ruolo centrale, attraverso una corretta informazione e la capacità di intercettare precocemente i comportamenti a rischio. In questa prospettiva, il percorso formativo ha posto l’attenzione sull’importanza di promuovere scelte consapevoli e rafforzare l’azione coordinata dei servizi già dall’adolescenza e dalla fase preconcezionale.

«La prevenzione deve iniziare prima della gravidanza, promuovendo scelte consapevoli e una corretta informazione già a partire dall’adolescenza – sottolinea Tarascio –. È fondamentale rafforzare la capacità dei servizi di intercettare precocemente i fattori di rischio e accompagnare donne e famiglie lungo tutto il percorso».

Particolare attenzione è stata dedicata alla dimensione multidisciplinare della presa in carico e al raccordo fra il Dipartimento Materno Infantile e il Dipartimento di Salute Mentale, con il coinvolgimento delle Pediatrie degli ospedali aziendali, dei Consultori familiari, dei SerD, della Neuropsichiatria Infantile, della Psicologia, del Servizio Sociale e degli altri servizi interessati.

«La FASD richiede una risposta capace di integrare gli aspetti sanitari, psicologici, sociali e familiari – evidenzia Florio –. L’obiettivo è mettere in rete competenze diverse e costruire modalità condivise di presa in carico, assicurando continuità nell’assistenza e un accompagnamento della persona e della famiglia senza interruzioni e senza stigma».

Le due giornate formative hanno coinvolto ginecologi, pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, ostetriche e professionisti dei Consultori familiari, dei SerD, del Servizio Sociale e degli altri servizi aziendali interessati. Il programma ha approfondito i diversi aspetti della prevenzione, della diagnosi precoce e della condivisione di approcci, strumenti e modalità operative tra i professionisti coinvolti.

Le attività formative hanno visto il coinvolgimento, in qualità di docenti, di Giuseppe Calvo, direttore della UOSD Percorso Nascita e Diagnosi Prenatale; Laura Cameli, dirigente psicologa del Consultorio di Ramacca-Palagonia; Luana Coco, dirigente medico responsabile dei Consultori; Giuseppa Di Vita, dirigente di Neuropsichiatria Infantile del P.O. di Acireale; Filomena Galano, dirigente pedagogista dell’UOC Dipendenze Patologiche; Maria Luca, dirigente psichiatra del SerD di Adrano-Bronte; Concetta Nicotra, dirigente medico e direttore f.f. della Pediatria e Neonatologia del P.O. di Acireale; Maria Selene Tarascio, dirigente psicologa del Consultorio di Acireale; Lucia Paladino, ostetrica del Consultorio di Santa Venerina; e Francesca Tempra, coordinatrice ostetrica dell’Ospedale di Biancavilla.

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