La DGR n. XII/6692 del 3 agosto 2026 introduce un progetto sperimentale che riconosce all’ortottista un ruolo strutturato nei percorsi di accesso alle prestazioni oculistiche. Per AIOrAO è un passo significativo verso una sanità più appropriata e una piena valorizzazione delle professionalità sanitarie.
Brescia, 15 settembre 2026 – L’Associazione Italiana Ortottisti Assistenti in Oftalmologia (AIOrAO) esprime il proprio apprezzamento alla Regione Lombardia per l’adozione della Deliberazione n. XII/6692 del 3 agosto 2026, nell’ambito della quale viene previsto il progetto sperimentale di riorganizzazione dei percorsi oculistici finalizzato al contenimento delle liste d’attesa.
Il provvedimento introduce un modello organizzativo nel quale la valutazione ortottica viene inserita in modo strutturato nei percorsi di accesso alle prestazioni, con l’obiettivo di rendere più coerente la risposta assistenziale rispetto alle diverse caratteristiche della domanda.
Per AIOrAO si tratta di una scelta particolarmente significativa perché porta all’interno dell’organizzazione sanitaria competenze che appartengono da decenni al profilo professionale dell’ortottista e che riguardano la valutazione della funzione visiva, la motilità oculare, la visione binoculare, la prevenzione e la riabilitazione.
«Accogliamo con grande soddisfazione la scelta della Regione Lombardia – dichiara la Presidente Nazionale AIOrAO, Erica Scarica – perché rappresenta un riconoscimento concreto del patrimonio professionale dell’ortottista. È importante sottolineare che le attività previste dal progetto non costituiscono una nuova attribuzione professionale, ma valorizzano competenze che fanno parte da lungo tempo della formazione e dell’esercizio dell’ortottista».
Il progetto lombardo prevede specifici percorsi differenziati per fasce di popolazione.
Per l’area pediatrica, la delibera contempla una valutazione ortottica in età prescolare, su prescrizione del Pediatra di Libera Scelta, finalizzata a individuare precocemente eventuali alterazioni della funzione visiva, della motilità oculare e della visione binoculare. In relazione all’esito della valutazione, il percorso può prevedere la conclusione dell’iter, un successivo controllo ortottico oppure l’approfondimento specialistico.
Per la popolazione adulta, il progetto riguarda alcune richieste a minore complessità, tra cui il calo visivo in assenza di sintomi d’allarme, la verifica della refrazione e le esigenze relative alla prescrizione o all’aggiornamento delle lenti correttive. L’organizzazione prevista consente di indirizzare verso il percorso specialistico le situazioni nelle quali emergano elementi che richiedano una valutazione medica.
AIOrAO ritiene inoltre importante che l’esperienza lombarda venga accompagnata da un adeguato monitoraggio degli esiti, attraverso indicatori relativi ai tempi di attesa, all’appropriatezza degli accessi, agli invii ai successivi livelli assistenziali e alla qualità percepita dai cittadini e dai professionisti.
La sperimentazione potrà così fornire elementi concreti per valutare l’effettiva efficacia del modello e la sua eventuale applicabilità in altri contesti regionali.
«Da anni AIOrAO sostiene la necessità di una maggiore valorizzazione delle competenze delle professioni sanitarie – aggiunge la Presidente Nazionale –. La vera innovazione non consiste nell’attribuire nuove competenze, ma nel costruire modelli organizzativi capaci di utilizzare pienamente quelle già riconosciute ai professionisti. La Regione Lombardia ha compiuto un passo importante in questa direzione».
L’Associazione sottolinea infine il valore strategico del provvedimento anche in una prospettiva più ampia. L’esperienza lombarda si inserisce infatti nel dibattito sulla necessità di ripensare i modelli organizzativi del Servizio sanitario, soprattutto di fronte all’incremento della domanda di prestazioni e alla difficoltà di garantire tempi di risposta adeguati.
Per AIOrAO, l’appropriatezza organizzativa passa anche dalla capacità di riconoscere il contributo specifico di ogni professionista sanitario e di costruire percorsi nei quali formazione, competenze e responsabilità siano coerenti con le attività affidate.
La valorizzazione delle competenze professionali, secondo l’Associazione, deve infatti rappresentare uno dei pilastri della riorganizzazione della sanità: non una semplice redistribuzione delle attività, ma una presa in carico multidisciplinare nella quale ogni professionista opera secondo le proprie competenze e responsabilità.
«La scelta della Regione Lombardia va nella direzione che AIOrAO sostiene da tempo – conclude la Presidente Nazionale –: una sanità moderna deve saper valorizzare tutte le professionalità sanitarie e costruire percorsi appropriati intorno ai bisogni del cittadino. L’ortottista possiede competenze specifiche nell’ambito della funzione visiva, della motilità oculare, della visione binoculare e della riabilitazione visiva, che possono contribuire in modo significativo alla prevenzione, alla diagnosi funzionale, al follow-up e all’orientamento dei pazienti nei percorsi assistenziali. La Delibera della Regione Lombardia rappresenta un importante passo avanti in questa direzione e auspichiamo che l’esperienza possa essere monitorata, valutata e, se i risultati confermeranno le aspettative, ulteriormente sviluppata e presa a riferimento anche in altre realtà regionali».
Valorizzare le competenze significa rendere più efficace l’organizzazione della sanità. E una sanità capace di utilizzare pienamente le competenze dei propri professionisti è una sanità più vicina ai bisogni dei cittadini.