Novara, 14 settembre 2026 – Il 17 settembre si celebra l’ottava Giornata mondiale della sicurezza dei pazienti, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il tema di quest’anno è “Cure sicure per le malattie non trasmissibili”, con lo slogan “Cure sicure per tutta la vita!”. L’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara aderisce all’iniziativa, rinnovando il proprio impegno per un’assistenza sicura e di qualità.
Per chi convive con una malattia non trasmissibile — cardiovascolare, oncologica, diabete, patologie respiratorie croniche — la sicurezza non riguarda un singolo momento, ma l’intero percorso di cura: diagnosi, terapie, controlli, ricoveri, riabilitazione, gestione quotidiana della malattia. L’obiettivo della campagna OMS 2026 è rafforzare l’attenzione alla sicurezza lungo tutto questo percorso, coinvolgendo attivamente le persone nella propria cura.
Diagnosi tempestive
Una diagnosi corretta e tempestiva è il primo passo per un percorso di cura sicuro. Ridurre ritardi ed errori diagnostici richiede competenze professionali, buona organizzazione, comunicazione efficace e, quando utile, il supporto di tecnologie innovative.
Farmaci: sicurezza in ogni fase
La terapia farmacologica è spesso centrale nella gestione delle malattie croniche, ma la presenza di più patologie e più medicinali insieme rende la gestione complessa. Servono attenzione costante dalla prescrizione alla somministrazione, monitoraggio dell’aderenza terapeutica e particolare cura per la politerapia e i farmaci ad alto rischio.
Ospedale e territorio: continuità senza interruzioni
Un percorso sicuro è anche un percorso coordinato. Il passaggio tra ospedale e servizi territoriali è un momento critico: una comunicazione incompleta può aumentare il rischio di errori. Per questo ospedale, territorio, assistenza domiciliare e riabilitazione devono dialogare, mettendo la persona al centro.
La tecnologia al servizio della sicurezza
Telemedicina e strumenti digitali possono rendere i percorsi di cura più continui e accessibili, favorendo il monitoraggio a distanza e la condivisione delle informazioni. Per essere davvero efficaci, però, richiedono un uso appropriato e attenzione a chi ha più difficoltà di accesso alla tecnologia.
Il paziente, protagonista della propria sicurezza
La sicurezza delle cure non è responsabilità solo dei professionisti sanitari. Conoscere la propria malattia, seguire i controlli, comunicare cambiamenti nelle proprie condizioni e fare domande sono comportamenti che contribuiscono concretamente alla qualità dell’assistenza. Anche familiari, caregiver e associazioni hanno un ruolo importante in questo percorso.
Sicurezza ed equità vanno insieme
Una cura sicura è anche una cura accessibile. Barriere organizzative, sociali, economiche o linguistiche possono causare ritardi e discontinuità nell’assistenza: garantire sicurezza significa anche ridurre le disuguaglianze.
Una responsabilità condivisa
La sicurezza delle cure nasce da un impegno quotidiano: prevenire i rischi, riconoscere le criticità, imparare dagli errori, migliorare i processi. È una responsabilità condivisa tra professionisti sanitari, organizzazioni, pazienti, familiari e caregiver.
Le iniziative dell’AOU “Maggiore della Carità”
Per la Giornata, l’AOU promuove diverse iniziative dedicate alla sicurezza delle cure:
- SCDU Medicina Interna 1: prevenzione e gestione del delirium nei pazienti anziani e fragili.
- SSVD Area degenza polifunzionale del presidio ospedaliero di Galliate: peer review di casi clinici sulle malattie non trasmissibili.
- Disfagia in sicurezza: percorso multidisciplinare (servizio Logopedia – SCDU Otorinolaringoiatria – SCDO Dietetica e nutrizione clinica – SCDO Medicina fisica e riabilitativa – SCDO Direzione medica dei presidi ospedalieri) per l’identificazione precoce e la presa in carico.
- SCDO Terapia del Dolore: follow-up dei pazienti tramite televisita.
- SCDU Ematologia: trasporto gratuito e ospitalità presso Casa AIL per favorire l’accesso alle cure.
- AOU Novara e UPO: progetto INTERCOACH per pazienti over 65 dimessi dopo ricovero per scompenso cardiaco.
Un segno visibile per tutti: Novara e la sicurezza delle cure
Per condividere con la comunità l’impegno costante dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara a favore della sicurezza delle cure, saranno esposti poster celebrativi all’ingresso principale della sede centrale dell’ospedale di Novara e presso gli ingressi delle strutture sanitarie.
Nella notte tra il 16 e il 17 settembre 2026, la Cupola di San Gaudenzio si illuminerà di arancione, colore simbolo della Giornata mondiale della sicurezza dei pazienti. L’iniziativa, resa possibile grazie alla disponibilità del Comune di Novara, vuole essere un segno visibile e concreto rivolto a tutta la comunità: la sicurezza delle cure riguarda tutti, in ogni fase della vita.