giovedì, 20 Agosto 2026

Ausl Valle d’Aosta. 22 agosto appuntamento su pressione arteriosa e salute in montagna

Sabato 22 agosto alla Malga La Tchavana in Val d’Ayas si svolgerà l’appuntamento dedicato a prevenzione e ricerca: alpinisti ed escursionisti potranno sottoporsi alla misurazione della pressione arteriosa e contribuire alla raccolta, in forma anonima, di dati utili a fini scientifici e di ricerca. Partecipa il Direttore della Neurologia e del Dipartimento delle Medicine dell’Azienda USL, responsabile dell’Ambulatorio di Medicina di montagna dell’Ospedale Parini.

L’evento è coordinato dal Prof. Gianfranco Parati, docente di Cardiologia all’Università Milano-Bicocca, Direttore Scientifico dell’IRCCS Auxologico di Milano e attuale Presidente della World Hypertension League.

Aosta, 20 agosto 2026 – L’Azienda USL della Valle d’Aosta comunica che sabato 22 agosto 2026 alla Malga La Tchavana, all’Alpe Metzan (2.000 metri di quota), in Val d’Ayas, si svolgerà uno degli appuntamenti della campagna nazionale “La Pressione Arteriosa in Montagna”, iniziativa dedicata alla prevenzione, alla sensibilizzazione e alla ricerca sugli effetti dell’altitudine sulla pressione arteriosa. La manifestazione è promossa dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) e dalla Società Italiana di Medicina di Montagna (S.I.Me.M.), con il supporto organizzativo dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano di Milano e dell’Università di Milano-Bicocca, con il patrocinio della Fondazione Montagna Sicura, dell’AUSL Valle d’Aosta, dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, di EURAC Bolzano e della Lega Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa (World Hypertension League).

All’iniziativa partecipa il Dott. Guido Giardini, Direttore della Struttura Complessa Neurologia e del Dipartimento delle Medicine, nonché responsabile dell’Ambulatorio di Medicina di montagna dell’Ospedale regionale “Umberto Parini” di Aosta. Partecipa inoltre il Prof. Gianfranco Parati, promotore di questi eventi in Italia da dieci anni, e attuale Presidente della World Hypertension League.

Alpinisti ed escursionisti potranno sottoporsi alla misurazione della pressione arteriosa e contribuire alla raccolta, in forma anonima, di dati utili a fini scientifici e di ricerca.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sui possibili effetti dell’altitudine sull’apparato cardiovascolare e di promuovere un approccio alla montagna attento anche alle proprie condizioni di salute.

L’ipertensione arteriosa rappresenta ancora oggi uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Spesso asintomatica, tanto da essere definita il “killer silenzioso”, interessa circa il 40% della popolazione adulta occidentale. In montagna il corpo umano deve adattarsi a cambiamenti significativi di altitudine e a quote elevate, la pressione atmosferica diminuisce, portando a una riduzione dell’ossigeno disponibile (ipossia). Questo stato può avere effetti diretti e indiretti sulla pressione arteriosa.

Il Prof. Gianfranco Parati, Presidente della World Hypertension League: «Studi dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano e dell’Università di Milano-Bicocca hanno chiaramente dimostrato come la pressione arteriosa salga in modo significativo durante esposizione acuta ad alta quota (sopra i 2500 metri), iniziando a modificarsi anche in caso di salita ad altitudini moderate (attorno ai 1800-2000 metri) ed in modo progressivamente più evidente con l’avanzare dell’età. Questo rialzo di pressione si verifica in persone normali e potrebbe diventare rilevante in pazienti già affetti da ipertensione arteriosa, sollevando così il problema di come affrontare questa risposta, per garantire un approccio alla montagna sicuro e privo di rischi per l’apparato cardiovascolare».

«La montagna offre straordinarie opportunità per il benessere e la salute, ma deve essere vissuta con consapevolezza, soprattutto quando si sale di quota – sottolinea il Dott. Guido Giardini –. Iniziative come questa consentono di unire prevenzione, informazione e ricerca direttamente sul territorio, incontrando le persone nei luoghi in cui praticano attività fisica. Misurare la pressione è un gesto semplice, ma può fornire informazioni molto importanti, soprattutto perché l’ipertensione può essere presente senza dare sintomi. È anche il principio che guida l’attività del nostro Ambulatorio di Medicina di montagna, dedicato alla valutazione e alla prevenzione dei problemi di salute legati alla frequentazione e all’attività in quota».

La permanenza a quote moderate o elevate richiede infatti all’organismo un adattamento alla minore disponibilità di ossigeno. Per le persone che soffrono di ipertensione, in particolare se non adeguatamente controllata, o di patologie cardiovascolari, è importante valutare preventivamente con il proprio medico le condizioni di salute, affrontare l’ascesa gradualmente e prestare attenzione ai valori pressori.

La campagna “La Pressione Arteriosa in Montagna”, nata dieci anni fa, coinvolge durante l’estate numerosi rifugi dell’arco alpino e dell’Appennino e vede la partecipazione volontaria di medici e operatori sanitari. L’obiettivo è portare la prevenzione direttamente sui sentieri e nei luoghi frequentati dagli escursionisti, raccogliendo contemporaneamente informazioni utili ad approfondire scientificamente la risposta dell’organismo all’altitudine.

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