Enna, 7 agosto 2026 – Ricomincia il viaggio dell’ASP di Enna tra le sagre, le feste patronali e gli appuntamenti che animano l’estate nei comuni della provincia, un itinerario fatto di gazebo, banchetti e operatori sanitari che quest’anno riparte da Calascibetta, dove i festeggiamenti in onore di San Pietro Apostolo hanno richiamato in questi giorni migliaia di persone.
Tra la folla della festa, l’Azienda Sanitaria Provinciale ha scelto di riprendere la propria campagna di promozione degli screening oncologici, con una formula ormai collaudata che ribalta la logica tradizionale della sanità pubblica: non più soltanto attendere che siano i cittadini a raggiungere l’ASP, ma andare a cercarli dove vivono, dove si incontrano, dove si divertono, spiegando faccia a faccia perché vale la pena dedicare pochi minuti alla propria salute.
I programmi al centro dell’iniziativa sono i tre previsti dai Livelli Essenziali di Assistenza e completamente gratuiti, senza bisogno di alcuna ricetta del medico di famiglia: la mammografia per le donne tra i 50 e i 69 anni, il Pap test e l’HPV test per le donne dai 25 ai 64 anni, e la ricerca del sangue occulto nelle feci, rivolta a uomini e donne dai 50 ai 69 anni, con la provetta che può essere ritirata e riconsegnata comodamente in una delle farmacie aderenti del territorio.
Dietro numeri e fasce d’età c’è però una questione molto concreta, perché il tumore della mammella, quello della cervice uterina e quello del colon retto sono fra i più diffusi nel nostro Paese e hanno una caratteristica in comune: nelle fasi iniziali non fanno rumore, non danno sintomi, e quando si manifestano il percorso di cura diventa inevitabilmente più lungo e più aggressivo. Individuarli il prima possibile significa spesso poter intervenire con trattamenti meno invasivi, con tempi di guarigione più brevi e con prospettive di guarigione radicalmente diverse.
L’ASP di Enna, che nell’ultimo anno si è collocata ai vertici delle graduatorie regionali per adesione ai programmi di screening, sa bene che il margine di crescita più ampio riguarda proprio la prevenzione del colon retto, dove diffidenza e disinformazione continuano a pesare più di qualunque difficoltà organizzativa.
Da qui la scelta di puntare sulla prossimità e sul contatto diretto, perché una lettera d’invito può restare dimenticata in un cassetto, una telefonata può essere, sovente, accolta con superficialità mentre una conversazione di due minuti con un operatore, magari mentre si passeggia tra le bancarelle di una sagra, riesce spesso a sciogliere dubbi e timori che nessuna campagna istituzionale, da sola, potrebbe superare.
Al banchetto allestito per l’occasione era presente anche il Direttore Sanitario Paolo La Paglia che ha voluto seguire da vicino la ripartenza della campagna: «Stare in mezzo alla gente ci permette di parlare di prevenzione in modo semplice e diretto. Molte persone si fermano per curiosità e scoprono che aderire a uno screening richiede pochi minuti, non è impegnativo ed è completamente gratuito. Parlare di persona con le persone è un passo vincente per ottenere la loro fiducia che rappresenta il primo e più efficace strumento della prevenzione».
Nelle prossime settimane il gazebo aziendale sarà presente ad altri appuntamenti in giro per la provincia, con la possibilità di prenotare gli esami sul posto, senza file e con tempi di attesa ridotti al minimo: pochi minuti che, davvero, possono salvare una vita.