Il Segretario Scotti: «La soluzione c’è, non adottarla sarebbe una scelta politica».
Roma, 6 agosto 2026 – «Come Paese non possiamo permetterci di perdere neanche una sola borsa destinata alla Formazione specifica in medicina generale». A lanciare l’allarme sul drammatico squilibrio tra pensionamenti e nuove entrate è la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG). «Perdere anche una sola borsa significherebbe avere un medico di medicina generale in meno, ma soprattutto significherebbe che, per ciascuna borsa persa, ci sarebbero tra i 1.500 e i 1.800 cittadini senza medico». La Federazione ha elaborato un’analisi per definire una matrice di rischio per le 21 regioni e lancia un appello affinché si proceda con un decreto urgente che consenta una mobilità volontaria interregionale degli idonei.
Perché si rischia di perdere alcune borse. Sono in tutto 5.870 le domande pervenute per l’accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG 2026-2029) e 2.651 i posti disponibili. Tuttavia, tra agosto e novembre 2026, i concorsi di specializzazione tradizionali pubblicheranno i loro risultati: migliaia di idonei al CFSMG potrebbero scoprire di essere anche idonei a specializzazioni accademiche e sceglierle. La conseguenza prevedibile è che, quando inizierà il corso a novembre, alcune regioni avranno posti scoperti.
La proposta della FIMMG. La Federazione ha elaborato una soluzione operativa in tre componenti. La prima è un decreto ministeriale sulla mobilità degli idonei che consenta il ripescaggio volontario di idonei da regioni con posti saturi (Campania 4,50:1, Sicilia 3,11:1, Emilia-Romagna 3,38:1, Lazio 3,00:1) verso regioni con deficit strutturale (Bolzano 0,43:1, Piemonte 0,96:1) e a rischio alto, con incentivi economici e fiscali per chi accetta (bonus di trasferimento di 3.000-5.000 euro e agevolazioni fiscali per i primi 2-3 anni).
La seconda componente è una matrice di rischio per il monitoraggio continuo che grada le 21 regioni: rischio reale per Bolzano e Piemonte (ripescaggio urgente); rischio alto per Basilicata, Lombardia, Marche, Trento e Valle d’Aosta; rischio medio per la Toscana; rischio basso per le restanti 13 regioni. La terza componente riguarda azioni parlamentari immediate: interrogazioni urgenti al Ministro della Salute, emendamenti ai provvedimenti in via di approvazione e richieste alla Conferenza delle Regioni.
«Non solo come FIMMG abbiamo individuato la soluzione ad un enorme problema – dice il Segretario Generale Silvestro Scotti –: l’abbiamo proposta, strutturata, messa su carta. È uno strumento operativo che comprende una matrice che identifica, regione per regione, il livello di rischio; un decreto che legalmente consente il ripescaggio; un’azione parlamentare che lo autorizza. Adesso dipende dalle Istituzioni. Se questa proposta non sarà adottata nei prossimi 60 giorni, nessuno potrà nascondersi dietro un problema di difficoltà amministrativa: sarà stata la scelta consapevole di non voler risolvere un problema che è assolutamente risolvibile. Ma vogliamo credere che non accadrà».
MATRICE DI RISCHIO CFSMG 2026-2029