venerdì, 24 Luglio 2026

Ortopedia di Legnago. Intervento record sul calcagno, tra i primi in Italia con approccio mini invasivo

L’Azienda Ulss 9 Scaligera tra le prime in Italia ad eseguire una procedura mini-invasiva all’avanguardia per una patologia ad alto rischio di invalidità.

Legnago, 24 luglio 2026 – Un traguardo di altissimo livello per la sanità veronese. Presso il reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale “Mater Salutis” di Legnago, diretto dal Dott. Michele Trevisan, è stato eseguito con successo un eccezionale intervento chirurgico su una donna con una grave frattura al calcagno. La paziente è stata dimessa nel giro di sole 48 ore dopo l’intervento.

L’Ulss 9 Scaligera esprime profonda soddisfazione per un primato che posiziona la struttura legnaghese tra le primissime in Italia ad adottare questa specifica e innovativa procedura. La frattura del calcagno rappresenta da sempre una delle lesioni più complesse e invalidanti per l’apparato scheletrico, spesso causa di disabilità permanenti e lunghi decorsi post-operatori.

Il successo dell’operazione è il risultato della combinazione di tre fattori chiave:

  • Nuove tecnologie: l’utilizzo di strumentazioni di ultima generazione ha permesso un approccio chirurgico mini-invasivo.
  • Competenze internazionali: l’applicazione di tecniche d’avanguardia nate dalle più recenti e prestigiose esperienze mediche estere.
  • Approccio interdisciplinare: la sinergia e la collaborazione attiva tra diversi specialisti e reparti del polo ospedaliero.

Grazie infatti alla preziosa collaborazione della Radiologia diretta dal dottor Lamberto Bologna e al contributo dei tecnici coordinati da Silvia Ciardo, è stato possibile eseguire per la prima volta questa complessa procedura su una paziente di 63 anni affetta da una frattura pluriframmentaria scomposta del calcagno conseguente a un trauma accidentale. L’intervento è stato completato in poco più di un’ora, in condizioni di massima sicurezza e senza la necessità di effettuare accessi chirurgici estesi. La paziente è stata dimessa al domicilio dopo sole 48 ore, senza bisogno di apparecchi di immobilizzazione, avviando così un percorso di recupero caratterizzato da minore invasività e da un ridotto rischio di complicanze post-operatorie.

«Questo intervento rappresenta un motivo di grande orgoglio per tutta l’azienda sanitaria», commenta il Direttore dell’ULSS 9 Scaligera, Dott. Pietro Girardi. «Dimettere una paziente in due soli giorni dall’intervento per una patologia così complessa dimostra l’eccellenza dei nostri professionisti e la capacità di tradurre l’innovazione tecnologica in un beneficio immediato e concreto per la qualità della vita del cittadino».

“Sono molto soddisfatto che nella nostra équipe si punti costantemente sull’innovazione attraverso l’introduzione di nuove tecnologie e metodiche – dichiara il Direttore UOC Ortopedia e Traumatologia del ‘Mater Salutis’, Dott. Michele Trevisan. Questo approccio ha contribuito a rendere il nostro lavoro sempre più qualificato e attrattivo, permettendoci di richiamare sia nuovi professionisti medici e paramedici che pazienti.

Le fratture del calcagno rappresentano traumi particolarmente complessi, spesso associati a esiti invalidanti che possono compromettere in modo significativo la capacità lavorativa e la qualità della vita dei pazienti. A questo si aggiungono le criticità della chirurgia tradizionale a cielo aperto, gravata da un elevato rischio di complicanze, soprattutto a carico della ferita chirurgica, come ritardi di guarigione e infezioni.

Ad operare la paziente è stato il Dott. Stefano Negri che, insieme al suo staff, ha messo in pratica l’esperienza acquisita di recente a livello internazionale:

Negli ultimi anni lo sviluppo di tecniche mini-invasive ha assunto un ruolo centrale nel migliorare gli esiti clinici di queste lesioni – spiega il Dott. Negri. Grazie alla nostra esperienza internazionale abbiamo avuto l’opportunità di collaborare con Christian Rodemund, chirurgo austriaco considerato uno dei massimi esperti mondiali nella chirurgia mini-invasiva delle fratture del calcagno. Da questa collaborazione abbiamo appreso una tecnica innovativa che prevede l’utilizzo di uno speciale dispositivo di distrazione esterna, in grado di esercitare una trazione sui frammenti ossei e di riallinearli senza la necessità di ampie esposizioni chirurgiche. Una volta ottenuta la riduzione della frattura, attraverso mini-accessi cutanei viene eseguita l’osteosintesi con viti che rimangono completamente all’interno dell’osso. A completare questa procedura si aggiunge l’impiego di una sofisticata tecnologia di imaging, la radioscopia rotazionale, che consente di ottenere una ricostruzione tridimensionale delle strutture ossee e di verificare con elevata precisione ciascuna fase dell’intervento, aumentando ulteriormente sicurezza e accuratezza chirurgica”.

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