venerdì, 24 Luglio 2026

Odontoiatria AOU Messina: più sedute operatorie per il “Centro di salute orale senza barriere”

In crescita gli interventi eseguiti.

Messina, 24 luglio 2026 – Registra sempre più accessi e richieste di interventi il centro di salute orale senza barriere dell’AOU G. Martino di Messina. La struttura, incardinata all’interno dell’U.O.C. di Odontoiatria e Odontostomatologia, diretta dal Prof. Giacomo Oteri, è un riferimento per quei pazienti, bambini o adulti, affetti da una disabilità e spesso non collaboranti, che anche per l’estrazione di un dente hanno bisogno di cure speciali e della presenza dell’anestetista dedicato.

224 quelli trattati dall’ottobre 2024 ad oggi, di cui 114 lo scorso anno e 80 già nel primo semestre 2026; la previsione è quella di crescere ancora di più, incrementando entro fine anno il numero di sedute per ampliare l’offerta e rispondere alle numerose richieste.

La gran parte dei pazienti già trattati erano minori con disabilità o bisogni particolari, ma tra coloro che hanno beneficiato di questa assistenza vi sono anche adulti con fragilità comportamentali che, per la presenza di pluripatologie, avevano bisogno di un supporto specifico. Il valore aggiunto è la presenza di uno staff di anestesisti specializzati nell’area materno infantile e, dunque, con esperienze di lavoro con i bambini, anche fragili.

“La possibilità di effettuare alcuni trattamenti in narcosi – spiega il Prof. Oteri – è importante specie laddove è necessario intervenire su più quadranti della bocca. Ciò ci consente di sfruttare al massimo la seduta operatoria, eseguendo anche alcuni interventi preventivi; un aspetto significativo in pazienti già medicalizzati, perché più fragili, e che al tempo stesso trovano una risposta tempestiva e completa”.

Una realtà che rappresenta anche un terreno fertile sul piano formativo per le attività della scuola di specializzazione in chirurgia orale.

“Il centro – sottolinea la Dott.ssa Elvira Amata, Direttore Amministrativo dell’AOU G. Martino – ha la peculiarità di essere inserito all’interno di un contesto di ospedale universitario dove molti pazienti sono già seguiti nell’ambito di percorsi specifici (pediatria, neuropsichiatria infantile, malattie neuromuscolari e metaboliche). Poter offrire una filiera di assistenza completa, specie ai bambini con fragilità, è di certo un servizio che va oltre l’assistenza ospedaliera, diventando un riferimento concreto per il territorio e per la comunità”.

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