Il progetto, diretto dalla Dott.ssa Roberta Netto, punta a ridurre le complicanze e rafforzare la continuità delle cure tra ospedale e territorio.
L’Azienda USL della Valle d’Aosta avvia il progetto per il potenziamento del Team aziendale per gli Accessi Vascolari, un gruppo multi-professionale e interdisciplinare composto da medici e infermieri, dedicato alla valutazione, all’impianto, alla gestione ed al monitoraggio dei dispositivi utilizzati per la somministrazione di terapie endovenose.
Il progetto sarà diretto dalla Dott.ssa Roberta Netto, medico della Struttura complessa Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale regionale “Umberto Parini” di Aosta, professionista con una specifica formazione ed esperienza nel campo degli accessi vascolari. Il team multidisciplinare è composto dalla Dott.ssa Alessandra Cena e dagli infermieri Federica Guidetti e Stefano Piccinno.
«Un accesso vascolare – sottolinea la Dott.ssa Roberta Netto, Responsabile del progetto – è un dispositivo medico che consente di raggiungere il sistema venoso e, in casi particolari, quello arterioso, in modo sicuro. Rappresenta il “canale” attraverso il quale medici e infermieri possono somministrare farmaci, liquidi, nutrizione artificiale, trasfusioni e chemioterapia, oltre a effettuare, quando possibile, prelievi di sangue senza dover ricorrere a ripetute venipunture. Non è soltanto una procedura tecnica, ma costituisce una parte fondamentale del percorso assistenziale. La scelta del dispositivo corretto deve essere effettuata tenendo conto delle condizioni cliniche del paziente, della tipologia di terapia e della sua durata e del luogo nel quale sarà somministrata. Il nostro team specializzato permette di intervenire precocemente, ridurre le complicanze garantendo una maggiore sicurezza, comfort e continuità di cura».
La necessità di disporre di un accesso venoso stabile e sicuro riguarda numerosi ambiti assistenziali. L’aumento della sopravvivenza media, delle patologie croniche e delle comorbidità hanno infatti determinato una crescita del numero di pazienti che presentano un accesso venoso difficile e che contestualmente devono sottoporsi a trattamenti prolungati, anche al domicilio.
«Non si tratta solamente di competenze tecniche, quelle messe in campo dal team degli accessi vascolari – dichiara il Direttore sanitario dell’Azienda USL, Dott. Mauro Occhi –. Si tratta di scolpire nel DNA di un’azienda uno dei capitoli cruciali dell’umanizzazione delle cure, quello di rendere meno faticosi i percorsi di chi ha a cha fare con malattie di lungo corso. Nella riconoscenza di chi è stato curato rimangono anche l’infermiere e il medico che si sono prodigati per minimizzare i disagi».
La presenza di personale esperto e specificamente formato contribuirà a ridurre le infezioni e le altre complicanze correlate ai cateteri, limitare le interruzioni delle terapie, evitare ricoveri inappropriati e favorire la prosecuzione dei trattamenti endovenosi in day hospital, nelle strutture territoriali o direttamente al domicilio del paziente.
Il progetto punta quindi a rendere più rapidi e omogenei i percorsi di accesso al servizio, ridurre la durata dei ricoveri e migliorare la qualità della vita dei pazienti, in particolare delle persone affette da patologie croniche, oncologiche o sottoposte a terapie infusionali di lunga durata.
Il Team avrà il compito di prendere in carico il paziente lungo tutto il percorso: dalla valutazione dell’appropriatezza della richiesta alla scelta del dispositivo più indicato, dall’impianto alla gestione delle eventuali complicanze infettive, trombotiche o meccaniche, fino ai controlli periodici e al follow-up.
Saranno inoltre sviluppate le attività di consulenza rivolte ai reparti ospedalieri, ai servizi territoriali, alle strutture residenziali e all’assistenza domiciliare, insieme alla formazione degli operatori sanitari, dei pazienti e dei familiari che partecipano alla gestione quotidiana del dispositivo.
L’iniziativa consolida un’attività avviata all’interno dell’Azienda USL già nel 2009, inizialmente su base volontaria, da medici e infermieri della Struttura di Anestesia e Rianimazione. In questi anni il Team ha registrato una crescita costante dell’attività, passando dai 138 impianti effettuati nel 2009 ai 712 del 2025, a testimonianza dell’aumento delle competenze specialistiche e della crescente richiesta di questo servizio da parte delle strutture ospedaliere e del territorio. Il gruppo fa parte della Rete PICC Italia, che consente ai portatori di cateteri centrali a inserzione periferica di ricevere consulenza anche quando si trovano lontani dalla propria struttura sanitaria di riferimento.
Dal 2023, in collaborazione con la Struttura di Oncologia, il Team ha inoltre avviato l’impianto dei PICC-Port, dispositivi totalmente impiantabili attraverso una vena periferica, permettendo di individuare per ogni paziente oncologico la soluzione più adeguata rispetto al tipo e alla durata della terapia. Nel biennio 2023-2024 sono stati formati sulla gestione degli accessi vascolari oltre 200 infermieri operanti sia in ospedale sia sul territorio.
Il progetto prevede anche la definizione e l’aggiornamento delle procedure aziendali, la predisposizione di percorsi condivisi per la scelta dei dispositivi, la gestione di una banca dati degli impianti e delle complicanze e la progressiva estensione delle attività al di fuori del presidio ospedaliero, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’integrazione tra ospedale e territorio.