Roma, 22 luglio 2026 – “L’aggravarsi della situazione della Peste Suina Africana in Toscana dimostra che l’attenzione su questa malattia deve rimanere alta. Al tempo stesso, è importante ribadire che la PSA non è una zoonosi e non rappresenta alcun rischio per l’uomo. Questo, però, non significa abbassare la guardia. La sorveglianza sanitaria resta infatti essenziale, perché molte altre malattie animali possono avere un impatto sulla salute delle persone. In questo contesto, la Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali rappresenta uno dei principali protagonisti del sistema di prevenzione, controllo e contrasto all’epidemia, consentendo di orientare le decisioni sulla base di evidenze scientifiche. Gli IZS svolgono un ruolo determinante sia sul piano epidemiologico, attraverso la sorveglianza e il monitoraggio della diffusione del virus, sia sul piano diagnostico, grazie all’attività dei laboratori. A questo si aggiunge un ulteriore elemento strategico: la ricerca. Più in generale, la Rete IZS è un pilastro del sistema sanitario veterinario italiano e opera secondo un approccio One Health, nella consapevolezza che la salute degli animali, quella delle persone e quella dell’ambiente sono strettamente interconnesse”.
Così Giovanni Filippini, Direttore Generale della salute animale al Ministero della Salute e commissario straordinario alla PSA, in un’intervista rilasciata a One Health, rivista online del Gruppo The Skill, tracciando un bilancio della situazione in Italia e i recenti sviluppi in Toscana, ribadendo il ruolo strategico della Rete IZS.
“La situazione in Toscana – spiega Filippini – richiede un’attenzione particolare. Di fronte a un’espansione così significativa del virus, favorita anche dall’elevata densità di cinghiali presenti sul territorio, è ancora più importante garantire la piena e tempestiva applicazione delle misure già previste dal Piano strategico nazionale e delle ordinanze che ne derivano. Proprio con questo obiettivo la Regione, anche su nostro suggerimento, ha individuato un coordinatore regionale che avrà il compito di fare da raccordo tra la struttura commissariale nazionale e i territori coinvolti, verificando che le misure previste vengano applicate in modo efficace e nel più breve tempo possibile”.
“Guardando al quadro nazionale, il bilancio è positivo sotto molti aspetti, ma finché non riusciremo a eliminare tutte le zone soggette a restrizione non potremo parlare di un risultato pienamente soddisfacente. Le strategie che stiamo applicando stanno producendo risultati concreti: siamo riusciti a eradicare la malattia in Sardegna e a superare i focolai che avevano interessato Calabria, Campania e Roma. Oggi, però, siamo impegnati con uno dei cluster più impegnativi, quello del Nord Italia, dove l’elevata densità di cinghiali e la forte presenza di allevamenti suinicoli rendono il contesto particolarmente delicato. L’obiettivo è contenere al massimo la diffusione del virus e far progressivamente arretrare la malattia fino alla rimozione di tutte le aree sottoposte a restrizione”, conclude.