martedì, 14 Luglio 2026

Ospedale di Perugia: eseguito innovativo intervento di salvataggio dell’arto inferiore in paziente con piede diabetico

Perugia, 13 luglio 2026 – Per la prima volta in Umbria è stato eseguito con successo un innovativo intervento di salvataggio d’arto in paziente affetto da sindrome del piede diabetico, grazie all’utilizzo di tecniche avanzate e a un approccio altamente multidisciplinare.

L’intervento ha riguardato un uomo di 53 anni affetto da grave piede di Charcot nell’ambito della sindrome del piede diabetico. L’équipe multidisciplinare ha eseguito con successo il trasporto tibiale trasversale (TTT), innovativa tecnica finalizzata al salvataggio dell’arto inferiore.

Si tratta di una collaborazione multidisciplinare tra il Centro regionale per il Piede Diabetico, responsabile dr.ssa Cristiana Vermigli, e le strutture di Ortopedia e Traumatologia, diretta dal prof. Auro Caraffa, e di Anestesia e Rianimazione, diretta dal prof. Edoardo De Robertis.

Il risultato è stato possibile grazie alla collaborazione con l’equipe di chirurghi ortopedici dr. Lorenzo Maria Di Giacomo e dr. Paolo Ceccarini, e il Centro regionale del Piede Diabetico composto dalla dr.ssa Cristiana Vermigli e dal dr. Giuseppe Murdolo, della struttura complessa di Endocrinologia diretta dal prof. Efisio Puxeddu.

«Si tratta di una tecnica innovativa, utilizzata fino a pochi mesi fa in meno di 100 casi in Europa», spiega il dr. Murdolo – «È utilizzata principalmente per il salvataggio degli arti inferiori in pazienti complessi affetti da piede diabetico».

“Il trasporto tibiale trasversale è una procedura mini-invasiva basata sui principi della distrazione osteogenetica descritti da Ilizarov – aggiunge il dr. Di Giacomo – La tecnica prevede l’esecuzione di una piccola osteotomia corticale tibiale, con isolamento di un frammento osseo rettangolare. Mediante un fissatore esterno, il frammento viene progressivamente traslato lateralmente di circa un millimetro al giorno per un periodo di circa sei settimane, per poi essere gradualmente riportato nella posizione originaria”.

«Questo processo di distrazione controllata – spiegano il dr. Ceccarini e la dr.ssa Vermigli – innesca una significativa risposta biologica caratterizzata da intensa neo-vascolarizzazione. Lo stimolo meccanico favorisce infatti la formazione di nuovi vasi sanguigni, migliorando l’apporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti del piede, presupposto essenziale per garantire il successo delle osteotomie di correzione e delle tecniche di medicina rigenerativa utilizzate per la guarigione dei tessuti».

«La metodica ha già dimostrato risultati molto promettenti ed è in uso da diversi anni in Cina, dove sono stato personalmente per apprendere e studiare questa tecnica innovativa», conclude il dr. Di Giacomo.

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