Nel 2025 si registrano quasi 18 mila aggressioni che hanno coinvolto oltre 23 mila operatori sanitari. Basili (Founder e Presidente del CdA del Gruppo ECOSafety): «La prevenzione non può esaurirsi in un adempimento burocratico». Disponibile anche un nuovo corso ECM dedicato alla gestione del rischio aggressioni.
ROMA, 12 luglio 2026 – Le aggressioni contro gli operatori sanitari sono oggi un rischio professionale che le strutture sanitarie sono chiamate a prevenire con strumenti organizzativi, formativi e gestionali sempre più efficaci. È quanto evidenzia il Gruppo ECOSafety, alla luce della Legge 198/2025, che ha modificato il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008), inserendo tra le misure generali di tutela la prevenzione delle condotte violente e moleste nei confronti dei lavoratori.
Il nuovo quadro normativo richiede a ospedali, cliniche, RSA, poliambulatori e strutture territoriali di integrare il rischio aggressioni nel proprio sistema di gestione della salute e sicurezza, andando oltre il semplice aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi.
«Pensare che basti aggiornare un DVR per risolvere il problema delle aggressioni sarebbe un grave errore», dichiara Fulvio Basili, Founder e Presidente del CdA del Gruppo ECOSafety. «Il documento rappresenta il punto di partenza. La vera tutela nasce quando le misure previste vengono trasformate in procedure operative, formazione, organizzazione e cultura della prevenzione.»
L’urgenza è confermata anche dai dati dell’ultima Relazione dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie: nel 2025 sono state registrate quasi 18 mila aggressioni che hanno coinvolto 23.367 professionisti, con il personale infermieristico tra le categorie più esposte (55%), seguito da medici (16%) e operatori socio-sanitari (11%). I contesti più colpiti restano Pronto Soccorso, SPDC, reparti di degenza e servizi territoriali.
Per accompagnare le strutture sanitarie nell’applicazione concreta della normativa, il Gruppo ECOSafety ha sviluppato il corso “Aggressioni e violenze sul lavoro: il settore sanitario”, disponibile in modalità FAD e, per tutto il 2026, anche in versione accreditata ECM per il personale sanitario.
«La sicurezza non coincide con un fascicolo custodito in archivio, ma con un’organizzazione capace di riconoscere il rischio, programmare interventi efficaci e preparare il personale», conclude Basili. «La nuova normativa ci chiede di passare dalla semplice conformità alla prevenzione reale.»