martedì, 7 Luglio 2026

ONCOLOGIA E MULTIDISCIPLINARITÀ, MODERNA RADIOTERAPIA RIVOLUZIONA TRATTAMENTO: PRECISIONE DIGITALE E BIOLOGICA CON MINOR IMPATTO SUI TESSUTI SANI

Messina, 7 luglio 2026 – I dati sono chiari, crudi, pesanti: nel 2025 in Italia sono state 390mila le nuove diagnosi di cancro, di cui 27mila in Sicilia, 2,3 milioni in totale nell’Unione Europea. Si confida su prevenzione e screening, ma in prima linea rimangono le terapie sempre più innovative e tecnologiche. In questo contesto va inserita la moderna radioterapia, il cui ruolo innovativo nei tumori solidi in ambito multidisciplinare è stato al centro di un convegno tenutosi al Royal Palace Hotel di Messina.

L’evento è stato introdotto dai responsabili scientifici prof. Vincenzo Adamo, ordinario f.r. di Oncologia Medica e consulente del Clinical Trial Center di Oncologia dell’A.O. Papardo di Messina, il prof. Stefano Pergolizzi, professore ordinario di Radioterapia dell’Università degli Studi di Messina e direttore della UOC di Radioterapia Oncologica dell’AOU Policlinico “G. Martino” e dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Messina, Giacomo Caudo.

“Questo è il secondo evento satellite nell’ambito del Cracking Cancer Forum, dedicato alla collaborazione tra oncologi e radio-oncologi in un contesto di oncologia clinica, dove possono convivere diverse discipline in ottica multidisciplinare, come la radioterapia, l’oncologia medica con le sue terapie, la chirurgia, ed ancora altre realtà costituite dall’anatomopatologo, del patologo molecolare e dal genetista. – dichiara il prof. Adamo – Nell’evento si è parlato di questo, ma soprattutto del confronto e dell’approccio convergente tra nuove terapie innovative, nelle modalità e nella tempistica, della radioterapia attuale e futura, e le recenti acquisizioni terapeutiche e le moderne innovazioni terapeutiche in ambito oncologico-medico come l’immunoterapia, le terapie target a bersaglio molecolare o recettoriale che porteranno a perfezionare ulteriormente la medicina di precisione a cui tutti noi puntiamo”.

“L’evento mette in luce quella che dovrebbe essere la pratica quotidiana di tutti i centri in cui si cura la patologia oncologica. Dobbiamo divulgare un modo di operare multidisciplinare, mettendo da parte le divisioni delle varie discipline. L’integrazione dei vari presidi terapeutici va applicata al momento giusto a seguito di una accurata valutazione multidisciplinare verso un trattamento mirato e personalizzato – ha approfondito il prof. Pergolizzi – L’obiettivo è difficile da raggiungere, anche per la scarsezza di risorse, che però trova un contraltare nella grande volontà di curare queste malattie. La radioterapia ha ormai una storia di oltre un secolo, ma adesso è in grado di modificare il bersaglio clinico, non solo la malattia globale, ma anche parti piccole, integrandosi bene col trattamento con i nuovi farmaci, sia a bersaglio molecolare che immunoterapici: questo è il presente e il futuro! I pazienti dovranno sempre più affidarsi a una equipe piuttosto che a singoli professionisti”.

Nella prima sessione è intervenuto in collegamento da Torino il presidente di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) prof. Massimo Di Maio, sul ruolo della collaborazione tra specialisti e associazioni mediche nella cornice del sistema sanitario nazionale, nell’ambito oncologico e radioterapico. Un esempio è l’intenso rapporto tra AIOM e AIRO (Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia Clinica).

“Se la collaborazione universale e multidisciplinare tra specialisti ed associazioni mediche è necessaria per il buon esito delle cure al paziente e di una efficace presa in carico, anche in un momento di difficoltà del sistema sanitario nazionale, è centrale risolvere le criticità che si frappongono al buon esito di questa collaborazione, che va inquadrata all’interno di un sistema sanitario nazionale tempestivo ed efficiente. – ha spiegato Di Maio – Sono quattro i livelli da attenzionare e migliorare in questo ambito: produrre raccomandazioni e consigli, fornire attività educazionale che deve spingere ed uniformare verso l’alto il livello delle cure, la ricerca, non solo in merito alla integrazione tra nuovi farmaci e radioterapia, ma anche incrociando i dati che vengono dal mondo reale, e infine, la necessità di fare fronte comune con le istituzioni nella presa in carico. Questi aspetti sono spesso demandati alla sensibilità dei singoli, mancando a questa forma di collaborazione un riconoscimento ufficiale. Devono essere invece resi esito di un confronto più sistematico, per il bene dei professionisti, ma soprattutto dei pazienti”.

L’incontro ha riunito oncologi, radio-oncologici, medici nucleari, chirurghi, radiologi e altri specialisti impegnati nella presa in carico del paziente oncologico, offrendo un aggiornamento multidisciplinare sulle più recenti innovazioni della radioterapia e sulle nuove strategie terapeutiche integrate.

Al centro del confronto anche la tollerabilità dei trattamenti combinati con le terapie sistemiche e la personalizzazione dei percorsi di cura nei diversi tumori solidi, aspetti oggi determinanti per garantire terapie sempre più efficaci, appropriate e orientate ai bisogni del paziente.

Presente anche il prof. Paolo Ascerto, direttore dell’unità di Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative presso l’Istituto Nazionale Tumori IRCSS di Napoli, uno dei maggiori esperti di immunoterapia a livello mondiale. Il suo intervento ha focalizzato l’attenzione sull’importanza della immunoterapia nei trattamenti combinati.

Il meeting si è concluso con una tavola rotonda dedicata al futuro delle terapie combinate nei tumori solidi e gli impatti sugli esiti a lungo termine.

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