lunedì, 6 Luglio 2026

Liste d’attesa e agende chiuse, UGL Salute Puglia denuncia continua violazione Legge 266/05: “cittadini bersaglio di sistema al collasso”

Tempi di attesa biblici nel canale pubblico che si azzerano a pagamento e agende di prenotazione illegittimamente bloccate. È una denuncia a tutto campo quella sollevata dalla UGL Salute Puglia, che punta il dito contro la sistematica disapplicazione della Legge 266/05 e chiede un cambio di rotta radicale ai vertici della sanità pugliese per ristabilire il diritto alla cura.

A intervenire duramente sulla questione sono Giuseppe Mesto, Segretario Regionale UGL Salute Puglia, e Alessandro Galizia, Dirigente Regionale.

“Siamo di fronte a una palese negazione del diritto alla salute,” dichiara Giuseppe Mesto. “La Legge 266/05, e recentemente il DL 107/2024, parlano chiaro: è fatto divieto assoluto di sospendere le attività di prenotazione. Eppure, quotidianamente, i cittadini pugliesi si sentono rispondere dai CUP che le agende sono chiuse. Quando i tempi massimi saltano, le Direzioni Generali e Sanitarie hanno l’obbligo di garantire le prestazioni in intramoenia o nel privato accreditato al solo costo del ticket. Continuare a ignorare questa norma significa trasformare le cure mediche da diritto universale a un lusso per pochi, mascherando i reali ritardi per salvare le statistiche aziendali”.

Alle criticità sulle liste d’attesa si somma l’allarme per l’organizzazione delle agende e la gestione del personale, come sottolinea il Dirigente Regionale Alessandro Galizia: “Non possiamo accettare che la disorganizzazione cronica ricada esclusivamente sulle tasche dei cittadini e sulle spalle degli operatori. Il paradosso è che, mentre si negano le prenotazioni ai pazienti trincerandosi dietro la carenza di organico, si continua a spremere il personale sanitario esistente con carichi di lavoro massacranti. Probabilmente manca una reale volontà manageriale di ottimizzare le risorse e di applicare le normative vigenti sui percorsi di garanzia. Le ASL non possono comportarsi come se il problema delle liste d’attesa fosse un evento ineluttabile: è una precisa responsabilità organizzativa che oggi viene scaricata su chi ha bisogno di cure”.

Di fronte a questo scenario, la UGL Salute Puglia non è più disposta a tollerare rimpalli di responsabilità. Il sindacato annuncia l’inoltro di una richiesta di convocazione indirizzata direttamente al Presidente della Giunta Regionale della Puglia e all’Assessore alla Sanità.

“Chiediamo un tavolo di confronto immediato,” concludono Mesto e Galizia. “Vogliamo trasparenza sui provvedimenti sanzionatori previsti nei confronti di quei manager che permettono il perdurare delle agende chiuse e l’attivazione immediata dei percorsi di tutela per i pazienti”.

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