“Burocrazia va semplificata, servono nuovi modelli per garantire terapie ai pazienti”
Firenze, 24 giugno – “Occorre rivedere i percorsi e la gestione per l’accesso, la disponibilità e la governance dei farmaci nel Servizio Sanitario Regionale della Toscana. Percorsi e gestione da rivedere. Sono troppe le criticità che si riscontrano e che vanno corrette e cambiate”. Lo affermano i consiglieri regionali della Toscana, Jacopo Ferri e Marco Stella, che hanno presentato un’interrogazione urgente sul tema. “In merito a temi specifici inerenti il processo di accesso a nuovi farmaci – evidenziano Ferri e Stella – il confronto tra Regione Toscana e il mondo farmaceutico/medico sembra aver evidenziato come anche il nostro sistema regionale sia troppo articolato e burocratizzato e, spesso, poco trasparente. Ciò ha peraltro come conseguenza il rallentamento dell’accesso alle terapie da parte del paziente. Urge una revisione delle procedure, tale da puntare ad affermare nuovi modelli orientati alla semplificazione amministrativa finalizzata a garantire un appropriato e veloce servizio al cittadino”.
Nell’interrogazione, i due consiglieri chiedono al presidente della Giunta ed all’assessore competente di riferire “sul perché Regione Toscana, a differenza di quanto avvenga altrove, non individui i Centri abilitati alla prescrizione dei nuovi farmaci dandone comunicazione pubblica, sul perché gli elenchi di tali Centri (sottoposti a monitoraggio Aifa e ad aggiornamenti) non siano resi accessibili mediante contestuale pubblicazione sul sito regionale”, ma anche “quali siano gli atti e le forme con i quali si provveda ad approvazione formale e alla pubblicizzazione delle abilitazioni dei Centri autorizzati al rilascio di piani terapeutici di un determinato farmaco. In quanto non se ne rinviene evidenza”.
Ferri e Stella chiedono di sapere, inoltre, “perché la Regione non si avvalga – allo scopo di facilitare l’accesso al farmaco, qualora si tratti di autorizzare principi attivi per cui sono già stati individuati dei centri prescrittori – della facoltà di autorizzare direttamente e centralmente i Centri medesimi, senza passare dai Dipartimenti interaziendali del farmaco (come prescrive la DGR n. 746/2025). Così determinando rischio di disomogeneità di accesso alla terapia sullo stesso territorio regionale” e “perché i tre Dipartimenti Interaziendali del Farmaco non siano tra di loro funzionalmente coordinati” e anche “perché non siano rinvenibili documenti ufficiali che riportino i procedimenti e le conclusioni a cui essi giungano in merito alle richieste di acquisto di nuovi farmaci. Così che accada che si riscontrino duplicazioni di attività da parte dei tre dipartimenti sugli stessi farmaci, ma anche differenti valutazioni sullo stesso farmaco, con conseguente disparità di accesso alle cure da parte del cittadino”.