martedì, 9 Giugno 2026

LEISHMANIOSI. PROTEGGERE I CANI DAI PAPPATACI E FARE PREVENZIONE PER CONTRIBUIRE ALLA SALUTE DELLA COMUNITÀ

È quanto emerge dal convegno “La Leishmaniosi come paradigma dell’approccio ‘One Health’”, promosso dalla sezione Toscana della Società Italiana d’Igiene e dal Dipartimento “Scienze della Salute” dell’Università degli Studi di Firenze.

Si è da poco concluso il convegno scientifico “La Leishmaniosi come paradigma dell’approccio One Health”, promosso dalla sezione Toscana della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) – presieduta dal Prof. Paolo Bonanni – in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi di Firenze, diretto dalla Prof.ssa Vilma Pinchi.

Al centro dei lavori, la leishmaniosi, malattia parassitaria trasmessa dai flebotomi, o pappataci, che può colpire cane e uomo e che rappresenta un esempio concreto della necessità di integrare salute umana, animale e ambientale. L’iniziativa ha riunito Istituzioni nazionali e regionali, mondo accademico, Sanità pubblica, Medicina veterinaria, ricerca ambientale e rappresentanze professionali, con la partecipazione, tra gli altri, di rappresentanti del Dipartimento “One Health” del Ministero della Salute, Regione Toscana, Università di Firenze, Istituto Superiore di Sanità, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, ARS Toscana, Istituto per la BioEconomia del CNR e ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani).

“La leishmaniosi non deve creare allarme, ma attenzione – dichiara il Prof. Paolo Bonanni, Presidente della sezione Toscana della Società Italiana d’Igiene (SItI) – Il cane non trasmette direttamente la malattia all’uomo, ma può essere una sentinella importante del territorio. Proteggere i cani dai pappataci e fare prevenzione significa contribuire anche alla salute della comunità”. 

“I dati regionali confermano la presenza della leishmaniosi in Toscana e la necessità di rafforzare la sorveglianza integrando informazioni umane, animali e ambientali – aggiunge la Dr.ssa Claudia Cosma, dirigente medico dell’AUSL Toscana Centro – L’obbligo di notifica della leishmaniosi veterinaria in Italia, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 maggio ed entrato in vigore il 31 maggio, rappresenta un passo importante”.

“Promuovere una collaborazione reale tra Istituzioni, comunità scientifica e professionisti della salute è l’unica strada per trasformare la conoscenza in azione, soprattutto in casi come la Leishmaniosi. Come Boehringer sosteniamo iniziative come questa per costruire risposte condivise e sostenibili alle sfide sanitarie presenti e future” conclude il Dr. Emanuele Ferraro, Head of Pets di Boehringer Ingelheim Animal Health. 

Tra gli interventi istituzionali, quelli della Magnifica Rettrice Alessandra Petrucci, dell’europarlamentare Dario Nardella, di Maria Gabriella Perrotta per il Dipartimento “One Health” del Ministero della Salute e di Giovanna Bianco, responsabile Prevenzione, Salute e Sicurezza, veterinaria della Regione Toscana. Durante il convegno sono stati organizzati anche otto tavoli multidisciplinari che hanno lavorato su criticità, buone pratiche, proposte operative e questioni aperte nella prevenzione, sorveglianza e gestione della leishmaniosi. La restituzione dei lavori costituirà la base per un Position Paper condiviso, volto a rafforzare l’approccio One Health.
Il Comitato Scientifico del convegno è stato composto dal Prof. Paolo Bonanni (Presidente sezione Toscana della Società Italiana d’Igiene), dalla Dr.ssa Claudia Cosma (dirigente medico dell’AUSL Toscana Centro), dal Dr. Marco Del Riccio (ricercatore dell’Università di Firenze) e dal Prof. Ezio Ferroglio, ordinario di Parassitologia presso l’Università di Torino.

Notiziario

Archivio Notizie