Prato – L’ospedale Santo Stefano aderisce all’(H) Open day emicrania, l’iniziativa nazionale promossa da Fondazione Onda – Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e di Genere, con l’obiettivo di informare sulle opportunità terapeutiche oggi disponibili e favorire un accesso sempre più consapevole alle cure.
Per l’occasione, l’ospedale ha organizzato due ambulatori aperti per presentare alle donne con cefalea cronica le due tipologie terapeutiche. L’appuntamento, in programma per mercoledì 17 giugno dalle 14.30 alle 18.30, si svolgerà presso gli ambulatori 5 e 6 del Centro cefalee (dottor Enrico Grassi, dottor Gianluca Avino e dottor Simone Ferretti) e della Tossina Botulinica (dott.ssa Giulia Cagliarelli, dott.ssa Francesca Massaro e dott.ssa Claudia Del Gamba).
Per aderire è necessaria la prenotazione telefonando alla dott.ssa Carla Giorgi al numero 339 2473656 nelle giornate del 10, 11, 12 e 15 giugno, dalle ore 9.00 alle ore 17.00.
All’ospedale Santo Stefano di Prato, insignito di tre Bollini Rosa, è attivo da anni il Centro cefalee, diretto dal dottor Enrico Grassi, per la diagnosi e il trattamento delle diverse forme di cefalea. All’interno del percorso sono stati sviluppati servizi dedicati alle esigenze specifiche dei pazienti, tra cui un ambulatorio di genere rivolto alle donne nelle diverse fasi della vita (età fertile, gravidanza e menopausa) e un ambulatorio di transizione pediatrico-adulto, considerando che la cefalea può manifestarsi anche in età infantile e adolescenziale.
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha portato alla disponibilità di terapie innovative e specifiche per le forme croniche di emicrania. Inoltre, i pazienti selezionati possono accedere, attraverso il Centro cefalee, anche al trattamento con Tossina Botulinica.
L’emicrania è una malattia neurologica cronica che colpisce prevalentemente le donne e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, interessa circa il 12% della popolazione adulta mondiale, risultando la terza patologia più frequente e la seconda più disabilitante, con un impatto significativo sulla qualità della vita delle persone.
L’iniziativa rappresenta un’occasione di informazione e orientamento per tutte le donne che convivono con una patologia spesso invisibile, ma altamente invalidante, per la quale oggi sono disponibili percorsi di cura sempre più efficaci e personalizzati.