Si è concluso il periodo di quarantena dell’uomo sottoposto a disposizioni contumaciali in quanto individuato come contatto a rischio di una passeggera risultata positiva all’Hantavirus e successivamente deceduta. Al termine della vicenda, arriva il ringraziamento a tutti i professionisti e agli enti coinvolti nella gestione dell’emergenza, condotta nel pieno rispetto della privacy della persona interessata.
Un riconoscimento particolare è stato rivolto al Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 6 Euganea, diretto dal dottor Luca Sbrogiò, il cui personale ha coordinato ogni fase del percorso con professionalità, competenza e attenzione alla persona, curando sia gli aspetti sanitari sia quelli legati alla permanenza dell’ospite durante il periodo di isolamento.
Parole di apprezzamento sono state espresse anche nei confronti del personale della struttura ricettiva che ha ospitato il soggetto in quarantena e di tutte le figure dell’Ulss 6 Euganea e delle altre istituzioni coinvolte, che hanno operato in sinergia garantendo supporto operativo e umano.
L’esperienza ha rappresentato una concreta dimostrazione della capacità del sistema sanitario e istituzionale di attivarsi rapidamente di fronte a situazioni complesse. Determinante è stata l’applicazione del programma di accoglienza e gestione del rischio, sviluppato in costante raccordo con la Regione del Veneto e con il Ministero della Salute.
Secondo quanto evidenziato dall’azienda sanitaria, la positiva gestione del caso è stata resa possibile anche grazie alle attività di formazione, simulazione ed esercitazione svolte regolarmente nell’ambito del Piano Pandemico Influenzale (PanFlu). Un lavoro di preparazione che ha consentito di trasformare l’addestramento preventivo in una risposta immediata ed efficace una volta ricevuto l’allerta da parte delle autorità sanitarie nazionali e regionali.
La conclusione della quarantena rappresenta quindi non solo il termine di una procedura sanitaria particolarmente delicata, ma anche la conferma dell’efficacia della rete di prevenzione territoriale e della collaborazione tra le diverse componenti del sistema sanitario. Un’esperienza che, oltre agli aspetti clinici e organizzativi, ha messo in evidenza il valore delle relazioni umane, dell’assistenza e dell’attenzione alla persona nei momenti di maggiore fragilità.