sabato, 6 Giugno 2026

Crisi infermieri, FIALS Lombardia replica a Bertolaso: “Lo diciamo da anni, servono investimenti veri”

 Le dichiarazioni dell’Assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso sulla carenza di infermieri e sulla necessità di rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie confermano quanto FIALS denuncia da tempo a tutti i livelli, regionale e nazionale.

FIALS Lombardia, in piena sintonia con la FIALS Nazionale, ritiene che sia arrivato il momento di smettere di rincorrere gli effetti della crisi e di intervenire finalmente sulle sue cause. La carenza di infermieri, ostetriche e professionisti sanitari non nasce oggi e non si risolverà con misure tampone. È il risultato di anni di mancati investimenti economici e professionali sulle donne e sugli uomini che ogni giorno garantiscono il funzionamento del Servizio sanitario nazionale.

«Lo diciamo da anni: non esiste alcuna emergenza improvvisa. La situazione attuale è la conseguenza di scelte che hanno progressivamente impoverito l’attrattività delle professioni sanitarie. Se oggi mancano infermieri, significa che per troppo tempo non si è investito adeguatamente su chi opera negli ospedali e nei servizi territoriali», dichiara Roberto Gentile, Segretario Generale di FIALS Lombardia.

Secondo il sindacato, l’ipotesi di incentivi economici per favorire l’accesso ai corsi di laurea può rappresentare un segnale positivo, ma non può essere considerata la soluzione del problema.

«Ben vengano le iniziative che aiutano i giovani a intraprendere il percorso infermieristico. Tuttavia il vero tema è un altro: come trattenere questi professionisti nel Servizio sanitario pubblico una volta conclusi gli studi. Se le condizioni economiche e professionali restano inadeguate, continueremo a registrare abbandoni, dimissioni e una crescente fuga verso altri settori o verso l’estero», prosegue Gentile.

Le parole di Bertolaso, che richiamano le responsabilità della politica nazionale rispetto alla mancata valorizzazione economica delle professioni sanitarie negli ultimi quindici anni, rappresentano per FIALS una conferma di una realtà denunciata da lungo tempo dal sindacato.

«La politica oggi prende atto di ciò che infermieri, ostetriche e professionisti sanitari vivono quotidianamente. La riduzione dell’attrattività dei percorsi formativi, la carenza di personale e le difficoltà nel garantire il ricambio generazionale sono il risultato di anni di sottovalutazione del ruolo strategico delle professioni sanitarie», afferma Gentile.

Per FIALS Lombardia, se davvero si vuole restituire attrattività alle professioni sanitarie, occorre affrontare il problema in modo strutturale.

«Servono stipendi adeguati alle responsabilità esercitate, una reale valorizzazione delle competenze, percorsi di carriera concreti e condizioni di lavoro che consentano agli infermieri, alle ostetriche e a tutti i professionisti sanitari di scegliere di restare nel Servizio sanitario pubblico. Tutto il resto rischia di essere soltanto un tentativo di gestire l’emergenza senza risolverla», sottolinea il Segretario Generale di FIALS Lombardia.

Gli infermieri, le ostetriche e tutti i professionisti sanitari hanno già dimostrato, soprattutto nei momenti più difficili, competenza, senso di responsabilità e spirito di servizio.

«Non possono continuare a ricevere soltanto attestati di stima e dichiarazioni d’intenti. Oggi servono scelte coraggiose, investimenti strutturali e un reale riconoscimento economico e professionale. Le promesse non bastano più. Servono fatti», conclude Gentile.

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