venerdì, 5 Giugno 2026

Valle d’Aosta. Studio realizzato su peridurale all’ospedale Beauregard pubblicato su rivista scientifica internazionale

LA PERIDURALE NON AUMENTA IL RISCHIO DI PARTO CESAREO

Uno studio realizzato presso l’Ospedale Beauregard di Aosta è stato accettato per la pubblicazione sulla rivista scientifica internazionale Journal of Anesthesia, Analgesia and Critical Care.

Il lavoro, dal titolo volutamente provocatorio che, richiamando i proverbiali uovo e gallina, si chiede “Chi viene prima, l’analgesia o il travaglio complicato?”, fornisce un cambio di prospettiva importante nel dibattito scientifico internazionale rispetto a uno dei temi più discussi nell’ambito dell’assistenza ostetrica: il possibile rapporto tra analgesia epidurale in travaglio e aumento del rischio di parto cesareo.

Gli studi ad oggi disponibili osservano un incremento dell’incidenza di parto cesareo nelle donne che ricevono l’analgesia peridurale in travaglio, e questo ha portato a credere in una correlazione diretta. I risultati valdostani smantellano questa ipotesi, suggerendo che, al contrario, quando una donna ha un travaglio più complesso e doloroso, quindi a rischio, sia semplicemente più propensa a chiedere la peridurale. Quindi, non sarebbe l’analgesia a provocare l’aumento del rischio di cesareo, come fino ad oggi teorizzato, ma sarebbero i travagli più complessi a richiedere maggiormente l’uso dell’analgesia. 

Nato come idea per la tesi di masterizzazione della Dott.ssa Elena Boris, anestesista, il lavoro si è ampliato fino a documentare oltre tredici anni di attività ostetrica e anestesiologica del Punto nascita regionale, arrivando a prendere in esame 1.905 donne al loro primo parto che avevano richiesto l’analgesia epidurale durante il travaglio.

La Dott.ssa Enrica Delfino, anestesista e primo autore dello studio, spiega: «Questo lavoro nasce dall’osservazione della nostra esperienza clinica quotidiana accanto alle donne in travaglio e dalla volontà di approfondire scientificamente un tema spesso oggetto di timori e convinzioni radicate. I risultati ottenuti confermano come l’analgesia epidurale, condotta sapientemente, rappresenti uno strumento sicuro ed efficace per accompagnare le donne nel percorso nascita, senza alterare la fisiologia del travaglio».

Il servizio di analgesia del parto – la cosiddetta “peridurale” – viene offerto in Valle d’Aosta da molti anni grazie alla presenza di un’équipe dedicata attiva 24 ore su 24, con l’obiettivo di aiutare le donne ad affrontare il travaglio attraverso un efficace controllo del dolore, nel pieno rispetto della fisiologia del parto.

Il parto cesareo urgente o emergente rappresenta invece un intervento chirurgico necessario quando si verificano complicazioni che possono mettere a rischio la salute della madre o del bambino. Comprendere se l’analgesia epidurale possa realmente influenzarne il rischio costituisce quindi una questione di grande rilevanza clinica e scientifica.

Il Direttore sanitario dell’Azienda USL, Dott. Mauro Occhi, sottolinea: «La logistica è un fattore penalizzante per chi lavora in Valle d’Aosta, ma non per la produzione e la diffusione delle idee. La pubblicazione di questo studio su una rivista internazionale rappresenta un importante riconoscimento per i professionisti della nostra Azienda e dimostra come anche una realtà territoriale possa contribuire in modo significativo alla produzione scientifica e all’innovazione clinica. Ricerca, assistenza e qualità delle cure devono procedere insieme, e questo risultato ne è un esempio concreto».

L’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi: «Questo risultato valorizza il livello professionale e scientifico presente nella sanità valdostana e testimonia l’importanza di continuare a investire nella formazione, nella ricerca e nelle reti di collaborazione con i principali centri nazionali e internazionali. Offrire servizi avanzati e basati sull’evidenza scientifica significa garantire alle donne e alle famiglie valdostane un percorso nascita sempre più qualificato, sicuro e vicino ai bisogni delle persone».

La complessità della stesura definitiva dello studio scaturisce da un lavoro articolato di collaborazione tra la Dott.ssa Enrica Delfino, anestesista, e gli statistici Dott. Emanuele Koumantakis e Dott.ssa Christine Rollandin, della Scuola di Specializzazione in Statistica Medica dell’Università degli Studi di Torino. Fondamentale anche l’aiuto delle Professoresse Milena Maule e Lorena Charrier (Università degli Studi di Torino) nell’elaborazione dei dati, che sono stati resi disponibili dall’intenso lavoro organizzativo del Dott. Roberto Giorgio Wetzl, attualmente docente presso la Scuola Europea di Anestesia Ostetrica EESOA e precedentemente Responsabile di Struttura Semplice per l’Anestesia Ostetrica dell’Ospedale Beauregard. Nella stesura è stata coinvolta la Dott.ssa Alessandra Consales, della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università degli Studi di Milano. I Dottori Luca Montagnani e Livio Leo, rispettivamente precedente Direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione e Direttore della Struttura Complessa di Ginecologia Ostetricia, hanno fornito le condizioni per poter lavorare in sicurezza e nella tutela della privacy delle pazienti, mentre i costi di pubblicazione sono stati coperti  dalla Fondazione IRCCS Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, grazie al lavoro di supervisione offerto dalla Dott.ssa Maria Lorella Giannì, Professore Associato dell’Università degli Studi di Milano.

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