venerdì, 5 Giugno 2026

Stop riforma MG. SMI ringrazia colleghi che hanno supportato azione finalizzata a confronto istituzionale e a bloccare provvedimenti calati dall’alto

Roma 5 giu.- La riforma della medicina generale, voluta dal Governo e dal Ministro della Salute Schillaci sembrerebbe arenata, così come riportato da organi di stampa. Non è stata fatta alcuna azione di lobbying da parte della categoria, così come riportato da notizie stampa, semplicemente è prevalso il buon senso. Lo ribadiamo: siamo aperti a un cambiamento reale che, attraverso la tutela dei professionisti, sia rispettoso dei diritti dei cittadini.

Una riforma non concertata con i professionisti avrebbe rischiato di desertificare ancora di più l’assistenza territoriale con il pericolo di dimissioni massive da parte del personale in servizio. Apriamo subito un confronto e un percorso di ascolto con le istituzioni per individuare, provvedimenti che valorizzino la professione, come la specializzazione in medicina generale e che introducano  tutele reali per un lavoro che è sempre più declinato al femminile. La tutela della salute dei cittadini passa attraverso il rispetto dei diritti dei medici, così Pina Onotri, Segretario Generale  Sindacato Medici Italiani.

In questi mesi lo abbiamo detto: una riforma di così vasta doveva essere fatta  con i medici e non nonostante i medici. Abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere l’abolizione del  Ruolo Unico che riteniamo troppo rigido e incompatibile con i giusti equilibri di vita e lavoro.

No al debito orario coatto dei medici di medicina generale  nelle case di comunità. No alla retribuzione per obiettivi. Si al rilancio della medicina dei servizi. Si al  contratto a dipendenza per i medici Specialisti in Medicina generale. Sì al  completamento orario su base volontaria. Sì alla difesa e rivalutazione della quota capitaria complessiva anche come strumento per il mantenimento dell’autonoma organizzazione degli studi periferici. Si a nuove  tutele per i medici di famiglia (ferie, diritto alla maternità, riconoscimento dell’infortunio sul lavoro).

Ringraziamo tutti i colleghi che manifestando con noi il 28 maggio scorso  hanno contribuito ad arrestare per il momento l’ipotesi di riforma.

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