giovedì, 4 Giugno 2026

GAS RADON. 2026 SARÀ ANNO DECISIVO PER LE IMPRESE: MISURAZIONI E ADEMPIMENTI AL CENTRO DELLA PREVENZIONE

Fulvio Basili (Founder e Presidente del CdA Gruppo Ecosafety): «Il radon è un rischio invisibile ma concreto. Prevenzione, monitoraggio e conoscenza sono gli strumenti fondamentali per tutelare lavoratori e imprese»

ROMA, 2 GIUGNO 2026 – Invisibile, inodore e naturale, ma potenzialmente pericoloso. Il gas radon, elemento radioattivo presente nel sottosuolo, è destinato ad assumere un ruolo sempre più rilevante nel corso del 2026, anno in cui molte imprese saranno chiamate a confrontarsi con gli obblighi previsti dal D.Lgs. 101/2020 e con l’attuazione del Piano Nazionale d’Azione per il Radon 2023-2032, adottato con DPCM dell’11 gennaio 2024.

La normativa prevede un livello di riferimento pari a 300 Becquerel per metro cubo (Bq/m³) come concentrazione media annua nei luoghi di lavoro. Nei locali sotterranei, seminterrati e nei piani terra situati nelle aree prioritarie individuate dalle Regioni, i datori di lavoro sono tenuti a effettuare specifiche misurazioni e, in caso di superamento dei valori previsti, ad adottare adeguate misure correttive.

L’Istituto Superiore di Sanità continua a richiamare l’attenzione sulle evidenze scientifiche relative al radon, considerato la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo di sigaretta. Secondo quanto riportato dal Piano Nazionale d’Azione per il Radon 2023-2032 (PNAR), circa il 10% dei tumori polmonari in Italia sarebbe attribuibile all’esposizione al gas.

Il radon proviene principalmente dal terreno e può accumularsi negli ambienti chiusi raggiungendo concentrazioni elevate. Il rischio dipende da molteplici fattori, tra cui le caratteristiche geologiche dell’area, la tipologia dell’edificio e la ventilazione degli ambienti.

«Molte imprese ignorano che il problema possa riguardare direttamente i propri immobili», afferma Fulvio Basili, Founder e Presidente del CdA del Gruppo Ecosafety. «Il radon non si vede, non si percepisce e non produce segnali immediati. L’unico modo per conoscere realmente la situazione di un ambiente è effettuare una misurazione corretta e scientificamente validata».

Per supportare aziende ed enti nella gestione del rischio radon, Gruppo Ecosafety offre un percorso tecnico specializzato che comprende l’analisi preliminare degli ambienti, le misurazioni mediante rivelatori passivi a tracce nucleari di tipo CR-39 e la successiva valutazione da parte dell’Esperto in Radioprotezione.

La campagna di monitoraggio ha normalmente una durata annuale, con sostituzione semestrale dei dosimetri e analisi dei campioni in laboratorio. Al termine delle verifiche viene predisposta una Relazione di Radioprotezione con la valutazione dei dati rilevati e della dose equivalente assorbita dal personale.

Qualora emergano criticità, Gruppo Ecosafety è in grado di supportare il cliente nell’individuazione delle possibili misure correttive e nella successiva verifica della loro efficacia attraverso nuove campagne di monitoraggio.

Notiziario

Archivio Notizie