L’Azienda USL della Valle d’Aosta informa la popolazione in merito al focolaio di Ebola segnalato nelle scorse settimane nella Repubblica Democratica del Congo e successivamente anche in Uganda.
La malattia è una grave infezione virale trasmessa attraverso il contatto diretto con sangue, secrezioni o altri fluidi corporei di persone o animali infetti. Il periodo di incubazione varia da 2 a 21 giorni e i sintomi iniziali possono includere febbre, stanchezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola, seguiti, nei casi più gravi, da disturbi gastrointestinali, insufficienza d’organo e manifestazioni emorragiche.
Secondo i dati comunicati all’Organizzazione Mondiale della Sanità, nella Repubblica Democratica del Congo sono stati registrati 246 casi sospetti e 80 decessi. L’OMS e le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando attentamente l’evoluzione della situazione, supportando le attività di contenimento dell’epidemia e di sorveglianza epidemiologica.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ad ora non raccomanda restrizioni ai viaggi o al commercio verso i Paesi interessati dall’epidemia. Particolare attenzione è tuttavia richiesta alle persone che, per motivi di lavoro, cooperazione internazionale o altre esigenze, si recano nelle aree coinvolte dal focolaio epidemico.
L’Azienda continuerà a seguire l’evoluzione della situazione epidemiologica in collaborazione con il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e le autorità competenti, garantendo alla popolazione un’informazione tempestiva e basata sulle evidenze scientifiche disponibili.
INFORMAZIONI PER LA POPOLAZIONE
L’epidemia allo stato attuale preoccupa solo chi opera o transita nelle aree colpite, e non rappresenta un’emergenza diretta sul territorio italiano.
Misure di prevenzione:
- evitare i viaggi non indispensabili nelle aree in cui sono in corso epidemie attive
fino alla cessazione dell’epidemia. Nei paesi interessati invece è consigliata l’igiene delle mani e la protezione delle vie respiratorie: lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone o soluzioni alcoliche, e utilizzo di mascherine a protezione delle vie aeree nei locali chiusi affollati.
Indicazioni per chi viaggia in zone a rischio:
In Italia sono attivi due canali ufficiali di sorveglianza, che vanno conosciuti e all’occorrenza attivati:
- Presso il Ministero della Salute è operativo un sistema di gestione delle
comunicazioni per chi rientra dai Paesi a rischio, o per chi vi abbia soggiornato nei 21 giorni precedenti la data di segnalazione dell’emergenza;
- Presso l’USMAF (Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera) è attivo un sistema di registrazione e profilassi sanitaria per tutte le persone provenienti dai Paesi a rischio.
Le azioni suggerite dalle autorità sanitarie sono essenzialmente tre:
- valutare trasferte e spostamenti già programmati verso la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda, rinviando quelli non essenziali fino a cessazione dell’epidemia;
- Informare in modo corretto i soggetti coinvolti in attività internazionali, con comunicazioni che evitino sia sottovalutazioni che allarmismi, e che indichino chiaramente sintomi da monitorare, comportamenti da tenere in caso di esposizione sospetta e canali da attivare.