Roma, 28 mag.- Circa 500 medici da tutta Italia hanno partecipato alla manifestazione indetta oggi dal Sindacato Medici Italiani davanti al Ministero della Salute, a Roma, per dire no alla riforma della medicina generale proposta dal ministro Orazio Schillaci. Partendo dal no alla retribuzione per obiettivi e alla deroga dei blocchi contrattuali. mantenere la piena validità di tutto il blocco contrattuale nazionale e regionale sino al subentro di nuovi accordi. No alle equivalenze unilaterali: bloccare le equiparazioni forzate, con affidamento delle cure primarie a specializzazioni ospedaliere, carattere di branca (geriatria , neurologia, cardiologia etc.).No al ruolo unico.
Diciamo sì, invece, all’istituzione della scuola di specializzazione in Medicina Generale come valorizzazione professionale ed incentivazione per i giovani professionisti. Sì al rilancio della medicina dei servizi, modificando l’art. 8 del D.L 502/92, quale canale prioritario per l’attivazione delle Case di Comunità, con immediata riapertura dell’ area e nuova attribuzione di titolarità proprio per le CdC.
Al termine del presidio, una delegazione è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto del Ministero della Salute, Marco Mattei. Le richieste avanzate, fa sapere il sindacato, sono state recepite e, in virtù di questo confronto, la prossima settimana si terrà un ulteriore incontro per ridefinire la bozza di decreto legge.
“Lo spirito del nostro sindacato è propositivo ma, allo stesso tempo, può essere fermamente oppositivo. Se non saremo ascoltati, non escludiamo lo sciopero con la chiusura degli ambulatori”, ha dichiarato la Segretaria Generale del sindacato Pina Onotri.