mercoledì, 3 Giugno 2026

DE PALMA (NURSING UP): “ITALIA CONTINUA A CURARE SSN CON LE TOPPE”

“IL REPORT MONDIALE ICN E I NUOVI MODELLI EUROPEI CERTIFICANO IL FALLIMENTO DELLE MEZZE MISURE: INFERMIERI ITALIANI TRA I PIÙ POVERI DELL’OCCIDENTE, MENTRE ANCHE L’EST EUROPEO CI SUPERA SU STIPENDI, ORGANICI E VALORIZZAZIONE PROFESSIONALE”

ROMA, 27 MAGGIO 2026 – «Il Servizio sanitario nazionale assomiglia sempre più a un edificio pieno di crepe che si tenta di tenere in piedi con le toppe, mentre il resto d’Europa sta ricostruendo dalle fondamenta il valore delle professioni infermieristiche», afferma Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up. «E il nuovo report globale dell’ICN restituisce una fotografia impietosa delle incongruenze italiane».

L’ultimo rapporto internazionale dell’International Council of Nurses, Our Nurses. Our Future. Empowered Nurses Save Lives, pubblicato a maggio 2026 e rappresentativo di oltre 28 milioni di infermieri nel mondo, ribadisce che investire sugli infermieri significa rafforzare la crescita economica, aumentare la produttività dei sistemi sanitari, ridurre i costi della carenza di personale e rendere più resilienti ospedali e territori.

«In Italia, invece, continuiamo a chiedere sacrifici a professionisti sempre più impoveriti, esposti al burnout, alle aggressioni e schiacciati da una crisi strutturale che non viene affrontata con il coraggio necessario», prosegue De Palma.

I dati dell’ultimo OECD Health at a Glance, pubblicato nel novembre 2025, evidenziano che gli infermieri italiani percepiscono mediamente 48mila dollari annui contro una media OCSE di 61mila dollari, con un divario di circa 13mila dollari a parità di potere d’acquisto.

«Mentre molti governi europei trattano gli infermieri come una risorsa strategica nazionale, l’Italia continua a considerarli un costo da comprimere», denuncia De Palma. «Paesi come Polonia, Repubblica Ceca e Lituania hanno registrato incrementi retributivi reali compresi tra il 9% e l’11% annuo. In Polonia e Repubblica Ceca gli stipendi infermieristici superano del 50% la retribuzione media nazionale. Da noi, invece, gli infermieri restano tra i pochi lavoratori qualificati dell’area OCSE a guadagnare meno della media del proprio Paese».

Alle criticità economiche si aggiungono quelle organizzative. La Relazione della Corte dei Conti sul Documento di Finanza Pubblica, presentata in audizione il 28 aprile 2026, certifica che appena il 3,8% delle nuove strutture della sanità territoriale previste dal PNRR risulta pienamente operativo.

Il Nursing Up richiama inoltre alcuni modelli europei già attivi, come il modello Irlanda (Safe Staffing), sviluppato nell’ambito del progetto WHO Europe TSI avviato nel marzo 2025, che collega gli organici alla complessità assistenziale dei pazienti, e il modello Romania, richiamato nel Report WHO Europe sulla mobilità sanitaria del 16 settembre 2025, che ha contrastato l’emigrazione sanitaria attraverso investimenti sulle retribuzioni e sulle condizioni di lavoro.

«L’Italia non può continuare a perdere professionisti mentre forma competenze di altissimo livello che poi emigrano verso sistemi sanitari più attrattivi», conclude De Palma. «Servono norme sul calcolo scientifico degli organici, il pieno riconoscimento economico dell’esclusività professionale e lo sblocco delle carriere cliniche autonome. Diversamente continueremo a mettere toppe su un SSN sempre più fragile e impoverito».

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