venerdì, 22 Maggio 2026

Terapisti occupazionali ridefiniscono identità e competenze: nasce documento sul processo professionale

 A quasi trent’anni dal riconoscimento normativo della professione, i Terapisti occupazionali mettono a fuoco ruolo, metodo e competenze con il documento “Il processo di Terapia occupazionale”, redatto dalla Commissione di albo nazionale dei Terapisti occupazionali e approvato dalla Fno Tsrm e Pstrp in occasione della Giornata nazionale del Terapista occupazionale.

Il testo nasce a 29 anni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del profilo professionale, avvenuta il 24 maggio 1997, e punta a rendere più chiaro e comprensibile il lavoro svolto da questi professionisti nella presa in carico delle persone e nella promozione dell’autonomia. Il documento descrive infatti tutte le fasi dell’intervento: osservazione, valutazione, pianificazione, attuazione e verifica dei risultati, evidenziando modelli operativi, strumenti e decisioni clinico-professionali.

“Quando si parla di processo – spiegano dalla Commissione di albo nazionale – si intende un insieme coordinato di azioni collegate tra loro, svolte in modo logico, continuo e finalizzato al raggiungimento di un obiettivo o di un miglioramento”.

Al centro dell’attività del Terapista occupazionale vi sono le “occupazioni significative”, ovvero quelle attività quotidiane che danno senso alla vita delle persone, come cura di sé, studio, lavoro, relazioni sociali e tempo libero. L’obiettivo è promuovere salute, partecipazione e benessere attraverso interventi personalizzati, rivolti a persone di ogni età e condizione.

Oggi i Terapisti occupazionali operano in contesti sempre più diversificati: ospedali, servizi territoriali, salute mentale, neuroriabilitazione, geriatria, età evolutiva, assistenza domiciliare, scuole, comunità e progettazione di ambienti inclusivi.

“Se il profilo professionale è rimasto lo stesso dal 1997, nel tempo la pratica quotidiana del Terapista occupazionale si è evoluta, arricchendosi di nuove competenze, strumenti e ambiti di intervento”, afferma Michela Bentivegna, presidente della Commissione di albo nazionale dei Terapisti occupazionali. Una crescita resa possibile, sottolinea, “grazie alla formazione continua, all’aggiornamento scientifico, alla ricerca e alla capacità di recepire l’innovazione”.

Secondo la Commissione, il documento definisce in modo chiaro il “core” professionale e le aree di competenza consolidate della professione, rafforzandone identità e specificità. Valorizzare il Terapista occupazionale, conclude Bentivegna, significa investire in una sanità capace di rispondere alle sfide dell’invecchiamento della popolazione, della cronicità, della disabilità e dei nuovi bisogni sociali attraverso pratiche evidence-based e interventi sempre più personalizzati.

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