mercoledì, 20 Maggio 2026

Ausl Piacenza. Chirurgia della tiroide, un percorso integrato e dedicato alla Chirurgia generale della Valtidone

Piacenza 20 maggio 2026 – Dalla diagnosi alla cura: le patologie della tiroide e delle paratiroidi a Piacenza seguono un percorso integrato e strutturato di presa in carico, che accompagna il paziente dall’accertamento della patologia alla terapia e, quando necessario, all’intervento chirurgico, nell’ottica di una rete assistenziale di qualità al servizio del cittadino.

La chirurgia della tiroide rappresenta, in casi selezionati, una tappa fondamentale nel percorso di cura di diverse patologie endocrine. All’Azienda Usl di Piacenza questo ambito è inserito in un modello organizzativo che consente ai pazienti di essere seguiti in modo coordinato, dalla diagnosi fino al periodo post-operatorio, restando vicino a casa e in un contesto di sicurezza clinica.

Nel contesto della riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale, e del percorso assistenziale per intensità di cura, dal febbraio 2025 l’attività di chirurgia endocrina, relativa a tiroide e paratiroide, è stata affidata in modo strutturato alla Chirurgia generale Valtidone, diretta da Massimiliano Mazzilli. Un passaggio che ha permesso di potenziare l’offerta chirurgica del presidio di Castel San Giovanni, mantenendo l’ospedale di Piacenza come riferimento per i casi di maggiore complessità.

“Le patologie della tiroide trattate chirurgicamente sono nella maggior parte dei casi di natura benigna – spiega Gerardo Palmieri, referente per la chirurgia tiroidea all’interno di Chirurgia Valtidone – quello che comunemente definiamo gozzo, cioè l’aumento di dimensioni della ghiandola Tiroide associato o meno a un quadro di alterata produzione ormonale ovvero ipertiroidismo e ipotiroidismo. Seguono come incidenza le patologie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto ed il morbo di Basedow. Una quota più ridotta è rappresentata dalle patologie tumorali, in particolare i carcinomi papillari e follicolari, che costituiscono la maggioranza dei tumori maligni tiroidei. La nostra attività chirurgica – aggiunge – si occupa anche del trattamento delle patologie delle paratiroidi, in particolare l’iperparatiroidismo primitivo, generalmente causato da adenomi benigni che determinano un’eccessiva produzione di paratormone”.

Elemento centrale del modello adottato dall’Ausl di Piacenza è il percorso di presa in carico, che parte dalla valutazione endocrinologica che consente di arrivare all’intervento con un’indicazione appropriata e condivisa. La collaborazione coinvolge in particolare l’Endocrinologia di Piacenza, diretta da Daniela Pancotti, e l’attività endocrinologica del presidio di Castel San Giovanni con Esther Centenara.

“Per facilitare l’accesso e ridurre i tempi di attesa – evidenzia il direttore Mazzilli – abbiamo strutturato un percorso integrato con l’istituzionalizzazione di ambulatori dedicati alla Chirurgia della Tiroide e Paratiroide, con cadenza bisettimanale, oltre alla possibilità di avere accesso immediato nei casi con sospetto oncologico, per garantire una valutazione tempestiva ed appropriata. L’accesso è garantito da un’apposita agenda creata per le necessità degli specialisti endocrinologi, e con loro condivisa, garantendo una presa in carico rapida e coordinata.  Il paziente così valutato e candidato ad intervento chirurgico, viene inserito in lista d’attesa ed il suo percorso prosegue con tutti gli accertamenti clinici e strumentali necessari, e valutazione finale da parte del gruppo del servizio di Anestesia aziendale di Ruggero Massimo Corso, per una puntuale stratificazione del rischio”.

Nei casi più complessi (come ad esempio voluminosi gozzi a sviluppo toracico o ad estensione cervicale profonda), il modello prevede la condivisione del caso con collaborazione diretta tra gli altri specialisti delle branche chirurgiche presenti in Azienda (chirurgo toracico e vascolare) oltre allo specialista Otorinolaringoiatra con il quale si collabora sinergicamente per quanto riguarda il trattamento delle patologie maligne che richiedono svuotamenti linfonodali laterocervicali. Il tutto coordinato con il team di Anestesia aziendale nell’ottica dei massimi standard di sicurezza.

Un approccio multidisciplinare che consente di modulare il trattamento sulla base delle caratteristiche del singolo paziente e di garantire una gestione completa all’interno della rete aziendale. “Il valore aggiunto di questo percorso – conclude Mazzilli – è la possibilità per le persone di trovare risposte qualificate vicino a casa, all’interno di un sistema organizzato e integrato. È un’opportunità concreta per il territorio e per i pazienti”.

Dal trasferimento dell’attività a Castel San Giovanni, avvenuto nel febbraio 2025, sono stati effettuati 65 interventi fino alla fine dello stesso anno. Dal gennaio ad aprile 2026 gli interventi sono stati 19, in linea con i bisogni del territorio e con le indicazioni provenienti dagli specialisti endocrinologi. I pazienti sono prevalentemente donne, con un rapporto di circa due a uno rispetto agli uomini, in linea con l’epidemiologia delle patologie tiroidee. L’età media si colloca tra i 40 e i 50 anni.

L’équipe della Chirurgia generale Valtidone è composta da quattro medici e un direttore, con competenze complementari. La chirurgia tiroidea è seguita in particolare da Gerardo Palmieri con Barbara Giubbilei nell’attività ambulatoriale, Giancarlo Giannone e Pierfausto Piccioni completano il team. Un’organizzazione che valorizza specializzazione, lavoro di squadra e sviluppo continuo dei percorsi assistenziali.

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