Domenica 17 maggio 2026 si celebra la XXII Giornata Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa, una condizione molto frequente e spesso silenziosa. Nella maggior parte dei casi non dà sintomi evidenti, ma nel tempo può danneggiare cuore, cervello, reni e vasi sanguigni. Proprio per questo viene spesso definita un “killer silenzioso”. Se non riconosciuta e curata aumenta il rischio di infarto, ictus, scompenso cardiaco, fibrillazione atriale, insufficienza renale cronica e altre complicanze cardiovascolari e cerebrovascolari. Anche in gravidanza i disturbi ipertensivi richiedono attenzione specifica, perché possono avere conseguenze importanti per la madre e per il bambino.
In occasione della ricorrenza di quest’anno, lunedì 18 maggio 2026 (dalle ore 15.00 alle 18.00) presso l’Ambulatorio dell’Ipertensione all’Ospedale di Cona (1E1), sarà possibile effettuare la misurazione gratuita della pressione arteriosa, con distribuzione di materiale informativo e indicazioni da parte di personale specializzato, senza impegnativa del medico curante. L’iniziativa segue l’evento del 27 aprile scorso in cui l’ambulatorio ha organizzato, all’interno dell’(H)Open Week sulla salute della Donna di Fondazione ONDA, un incontro aperto al pubblico per parlare delle problematiche dell’ipertensione in gravidanza e del rischio cardiovascolare a lungo termine nella donna con gravidanza complicata, ragionando su possibili percorsi di prevenzione dopo il puerperio e negli anni futuri.
A Ferrara la risposta clinica a questa patologia è affidata ad una rete integrata di professionalità. Un riferimento centrale è il Centro per la Diagnosi e la Cura dell’Ipertensione Arteriosa (Referente prof. Gian Luca Colussi), struttura ambulatoriale dell’Unità Operativa di Clinica Medica (diretta dal prof. Roberto Manfredini) e centro certificato della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA), che esegue visite specialistiche e monitoraggio pressorio delle 24 ore, collaborando anche con altri percorsi ospedalieri, compreso quello delle gravidanze a rischio. Secondo i dati del Centro vengono effettuate oltre 1.700 visite a pazienti con ipertensioni complicate o resistenti al trattamento farmacologico, in supporto ai Medici di Medicina Generale o su richiesta di altri specialisti ospedalieri. Il Centro svolge attività di diagnostica delle forme di ipertensione primaria e secondaria in collaborazione con l’Unità Operativa di Endocrinologia (diretta dalla prof.ssa Maria Chiara Zatelli) e con l’Ambulatorio di Diagnostica Vascolare (Referente dott.ssa Lisa Giusto) afferente all’Unità Operativa di Medicina Interna Ospedaliera 2 (Direttore dott. Piergiorgio Gaudenzi), e stabilisce il miglior approccio terapeutico per i pazienti affetti da ipertensione arteriosa. Inoltre, in ambito scientifico il Centro si concentra sulla ricerca degli effetti dei fenotipi e cronotipi ipertensivi sulla risposta farmacologica e sulla presenza e sull’evoluzione del danno d’organo cardiaco e renale in pazienti ipertesi e nelle donne con disturbi ipertensivi della gravidanza, con particolare attenzione alla cardiopatia ipertensiva e all’insufficienza renale cronica non proteinurica.
Accanto alla Clinica Medica, l’Unità Operativa di Cardiologia del Sant’Anna (diretta dal prof. Gabriele Guardigli) partecipa in modo determinante alla presa in carico dei pazienti ipertesi: tutti le persone ricoverati e afferenti agli ambulatori cardiologici vengono sottoposte a controllo pressorio, informate sulla corretta misurazione della pressione e trattate con terapia medica sia in prevenzione primaria sia, più frequentemente in questo contesto, in prevenzione secondaria nei pazienti già affetti da cardiopatia ischemica, valvolare e da scompenso cardiaco. Per i casi di ipertensione non controllata dalla terapia farmacologica, il Laboratorio di Cardiologia interventistica (dirett dal prof. Gianluca Campo) mette a disposizione anche la denervazione renale, procedura mini-invasiva riservata a pazienti selezionati nell’ambito di uno specifico percorso diagnostico-terapeutico assistenziale multidisciplinare che coinvolge cardiologia, centro dell’ipertensione e nefrologia, con il dott. Carlo Penzo, il prof. Colussi e la dott.ssa Alessia Bortot.
Il lavoro è completato da altre unità operative essenziali per la gestione del danno d’organo. La Nefrologia (Direttrice dott.ssa. Alda Storari) segue i pazienti con malattia renale progressiva e insufficienza renale cronica avanzata, condizioni nelle quali l’ipertensione può rappresentare una causa o una conseguenza del danno renale. L’Endocrinologia collabora con le altre unità nella gestione del danno d’organo cardio-nefro-metabolico specialmente connesso alle forme endocrine di ipertensione arteriosa. L’Oculistica (Direttore prof. Marco Mura), unità fondamentale per la diagnosi, la cura ed il monitoraggio nel tempo dei possibili danni retinici causati dell’ipertensione arteriosa. L’Ostetricia e Ginecologia (Direttrice facente funzioni dott.ssa Ruby Martinello), centro provinciale e regionale di terzo livello per le gravidanze a rischio, garantisce percorsi dedicati alle donne con disturbi ipertensivi della gravidanza, in integrazione con i servizi territoriali dell’Azienda USL.
In Italia l’ipertensione arteriosa interessa circa 3 adulti su 10, mentre valori pressori non ottimali riguardano quasi la metà della popolazione; la frequenza aumenta progressivamente con l’età. Anche nel territorio ferrarese il problema assume un rilievo significativo: nel Profilo di Salute 2024, riferito ai 242.520 assistiti della provincia di Ferrara nel 2023, risultano 24.726 assistiti con esenzione per ipertensione arteriosa senza danno d’organo, pari al 10,2%, e 8.869 con esenzione per ipertensione arteriosa con danno d’organo, pari al 3,66% del totale degli assistiti in provincia.
Controllare regolarmente la pressione arteriosa, ridurre il sale, mantenere un peso adeguato, muoversi ogni giorno, non fumare, limitare l’alcol, effettuare controlli periodici dei principali fattori di rischio cardiovascolare, soprattutto nelle donne che hanno avuto una gravidanza complicata da disturbi ipertensivi, e seguire con costanza le cure prescritte sono scelte semplici ma decisive per la salute. L’ipertensione si può prevenire, riconoscere e curare: farlo in tempo significa proteggere cuore, cervello, reni e qualità della vita.