mercoledì, 13 Maggio 2026

Rovereto (TN). Giornata Internazionale dell’Infermiere al Teatro Zandonai

Ancora una volta la Giornata Internazionale dell’Infermiere, quest’anno accompagnata dal claim Nati per prendersi cura, formati per eccellere, ha saputo toccare le corde giuste.
In questo caso, forse più che mai, quelle dell’emotività, della passione per la propria professione che coniuga dimensione scientifica e relazionale, ma anche delle difficoltà e delle sfide che infermiere e infermieri affrontano quotidianamente nei diversi contesti assistenziali.
Al teatro Zandonai di Rovereto, “sold out” per l’occasione, nella serata dell’11 maggio si è tenuta la consueta celebrazione per una Giornata che rappresenta un valore fondamentale per la categoria. All’assemblea degli iscritti che ha preceduto l’evento si è fatto il punto sul presente e sul futuro della professione, attraverso dati, prospettive e riflessioni legate alle politiche professionali e al sistema sanitario. Ma durante la celebrazione è stato dato spazio soprattutto alle emozioni. Quest’anno infatti la collaborazione con l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Forlì e Cesena ha permesso all’OPI Trento, organizzatore dell’evento, di approcciare alla Giornata in un modo nuovo e mai sperimentato prima: attraverso una rappresentazione teatrale.
Le stagioni della cura – Principi e valori del nuovo codice deontologico dell’infermiere è lo spettacolo che l’OPI romagnolo ha portato in scena. Un successo, come testimoniato dai tantissimi applausi durante e al termine della performance. Ad inizio serata, i saluti delle autorità: l’assessore alla transizione ecologica e all’ambiente del Comune di Rovereto Ruggero Pozzer, il presidente di OPI Trento Daniel Pedrotti, l’assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina e la presidente di OPI Forlì-Cesena Silvia Mambelli.

Fra i presenti anche il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini e il consigliere Claudio Cia, il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Trento Giovanni De Pretis, la presidente dell’Ordine dei Tecnici Sanitari, di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione Barbara Cristofolini, la presidente della Consulta provinciale della Salute Elisa Viliotti, la presidente dell’Ordine della Professione di Ostetrica Serena Migno, il presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari Marco Ghedina, il vicepresidente dell’Ordine dei Fisioterapisti Alberto Frisanco.

“Il titolo di quest’anno, Nati per prendersi cura, formati per eccellere, racchiude l’essenza più profonda della nostra identità professionale. Parla infatti delle radici della nostra scelta: la responsabilità verso la cura della persona e della comunità”. Così il presidente dell’Ordine Daniel Pedrotti nel proprio intervento davanti ad un’attenta platea. “Un titolo che richiama ciò che la professione è diventata e continua ad essere, cioè competenza, responsabilità e capacità di eccellenza all’interno dei sistemi sanitari e sociosanitari sempre più complessi – ha aggiunto. – Questa giornata assume inoltre un significato particolare. Ricorrono i cento anni dal Regio Decreto-legge 15 agosto 1925, n. 1832, che ha attivato le scuole-convitto professionali per infermiere. Un passaggio fondamentale, l’inizio della strutturazione della formazione infermieristica nel nostro Paese”.

Pedrotti ha poi sottolineato con forza l’importanza della categoria rappresentata: “La professione infermieristica non è un ruolo accessorio del sistema salute, ma uno dei suoi pilastri. Il titolo della Giornata è stato scelto per affermare con chiarezza che la qualità dell’assistenza, la continuità della cura e la sostenibilità del sistema sanitario dipendono in modo decisivo dalla valorizzazione delle competenze infermieristiche, dalla loro autonomia e dalla capacità di lavorare in integrazione con tutte le altre professioni. Il futuro della sanità, in Trentino come nel resto del Paese, si gioca sulla capacità di costruire un sistema realmente integrato in una logica di responsabilità condivisa”.
Un appello, infine, alla tutela del diritto alla salute: “In questo contesto, l’infermieristica è chiamata non solo a esserci, ma a essere protagonista consapevole dei processi di innovazione. Quando tutto è in silenzio, noi assistiamo. E quando tutto è complesso, noi decidiamo. Noi ci siamo per risolvere i problemi ed esigiamo di essere coinvolti per contribuire a innovare il sistema salute. È una responsabilità che sentiamo forte, per continuare a garantire un diritto fondamentale: il diritto alla salute, oggi messo a rischio”.

Durante la prima parte dell’evento hanno preso la parola i diversi rappresentanti del mondo infermieristico e di quello politico presenti in sala. Per primo l’assessore alla transizione ecologica e all’ambiente del Comune di Rovereto Ruggero Pozzer che da “padrone di casa” ha introdotto brevemente la serata. Spazio poi alle altre voci.

“La Giornata Internazionale dell’Infermiere è l’occasione per ribadire che la qualità della nostra sanità poggia sulla competenza e sull’umanità di questi professionisti – ha aggiunto l’assessore provinciale alla salute e politiche sociali, Mario Tonina. – Le infermiere e gli infermieri sono i veri protagonisti della prossimità territoriale e ci possono aiutare in un obiettivo per noi fondamentale, quello della prevenzione, ovvero la necessità di intercettare i bisogni di salute ben prima che diventino emergenze. Il ruolo dell’infermiere è poi parte integrante del percorso che stiamo costruendo con il Polo Universitario: una scelta strategica per integrare stabilmente assistenza, formazione e ricerca. Dobbiamo poi guardare avanti con realismo: di fronte all’invecchiamento della popolazione, la sfida della sostenibilità si può affrontare con il modello territoriale, con le Case della Comunità e un’integrazione socio-sanitaria sempre più forte. In questo quadro, il nostro impegno è tradurre le riforme in servizi accessibili, garantendo gratificazione professionale anche attraverso i rinnovi contrattuali e gli incentivi alla formazione. Grazie alla nostra Autonomia e alla futura realizzazione del nuovo Polo Ospedaliero, vogliamo che l’infermiere sia messo nelle migliori condizioni per operare, assicurando che la sanità trentina resti un’eccellenza capace di adattarsi ai nuovi bisogni della comunità”.

“Abbiamo voluto utilizzare il teatro come mezzo per trasmettere principi e valori contenuti nel Codice deontologico, nonché i valori della vita che la professione infermieristica vive ogni giorno – ha concluso la presidente dell’OPI Forlì-Cesena SilviaMambelli. – Il nostro lavoro rappresenta un evento formativo sicuramente inusuale, promosso in collaborazione con l’Associazione teatrale Sicomoro di Forlì per diffondere i contenuti del Codice Deontologico quale guida dell’agire professionale e reclutando colleghi infermieri che lavorano ogni giorno in corsia, con la convinzione che non c’è miglior attore che può interpretare gli episodi di vita che le persone con problemi di salute si trovano ad affrontare accompagnati dalle cure dell’infermiere. Oggi più che mai si ritiene utile e fondamentale rafforzare il ruolo importante delle relazioni nel processo di cura, promuovendo e diffondendo ad iscritti e cittadini l’immagine dell’infermiere ed il valore che questa professione ha all’interno del sistema sanitario”. 

Le stagioni della cura
Tantissimi applausi per il momento clou della serata: lo spettacolo teatrale Le stagioni della cura – Principi e valori del nuovo codice deontologico dell’infermiere portato in scena dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Forlì e Cesena, interpretato magistralmente da infermiere ed infermieri e con la regia di Laura Mazzotti. Un testo teatrale originale pensato per intrecciare due percorsi paralleli: da un lato quello dell’infermiere, con un focus sulla scelta della professione e fino alla sua piena maturazione, dall’altro quello della malattia dal suo primo sintomo e durante tutta la sua evoluzione. Una rappresentazione divisa in quattro atti, come le stagioni: la primavera simbolo della vocazione, l’estate dell’azione e del confronto, l’autunno della consapevolezza ed infine l’inverno come invito alla riflessione, alla fine e alla rinascita. Un “viaggio” in cui la relazione diventa cura e la malattia un’esperienza condivisa. Lo spettacolo, soprattutto, è un omaggio alla professione infermieristica e ai suoi valori fondanti, come richiamati all’interno del codice deontologico: rispetto, responsabilità, prossimità e dignità. 

I numeri della professione infermieristica
In Italia sono 461.452 gli infermieri e infermieri pediatrici. In Trentino gli iscritti all’albo sono in costante aumento e, al 31 dicembre 2025, hanno raggiunto quota 4.648, con un saldo di +87 nel 2025 (199 iscrizioni contro 112 cancellazioni). Negli ultimi tre anni il trend è positivo: 4.498 nel 2023, 4.561 nel 2024 e 4.648 nel 2025. Gli infermieri sono 4.607, mentre gli infermieri pediatrici sono 41. La componente femminile resta prevalente, con 3.862 donne (83%) contro 786 uomini.
Un tema critico riguarda l’invecchiamento della professione con l’apice dei pensionamenti che arriverà fra 4-5 anni: 637 infermieri hanno tra 56 e 60 anni, 772 tra i 51-55 e 506 tra i 46-50 anni. Complessivamente, il 41% degli infermieri trentini ha tra 46 e 60 anni, il che significa che nei prossimi quindici anni circa 2.000 professionisti usciranno dalla professione, con una media di 130 all’anno. A questi si aggiungono le dimissioni volontarie verso il privato e il vicino Alto Adige.
Dal 2020 al 2025 gli infermieri libero-professionisti sono aumentati da 166 a 229 con un incremento del 38%. Positivo il dato relativo agli infermieri giovani: 599 tra 26 e 30 anni e 591 tra 31 e 35 anni, pari al 25,6% degli iscritti. Altro elemento incoraggiante è che, a fronte di un calo medio nazionale delle domande di accesso al Corso di Laurea in Infermieristica (-11,1% rispetto all’anno accademico precedente), la sede di Trento ha registrato un aumento significativo dei candidati in prima scelta, segno dell’attrattività della formazione universitaria delle professioni sanitarie provinciale. Sul piano della dotazione territoriale, la provincia di Trento si attesta a 7,9 infermieri ogni mille abitanti, valore in lieve aumento e superiore alla media italiana (6,9), ma ancora inferiore alla media OCSE (9,2). La carenza strutturale stimata in Provincia di Trento è di circa 250 infermieri, cui si aggiungono 180-200 infermieri di famiglia e comunità come previsto dal DM 77/2022 e da modulare in relazione ai modelli assistenziali e organizzativi, per un fabbisogno complessivo stimato tra i 430 e i 450 professionisti.

Notiziario

Archivio Notizie