Il Prof. Carlo Tremolada (Image Regenerative Clinic): «Evitare il rimbalzo tra specialisti: serve una figura che integri le competenze e costruisca un percorso realmente personalizzato».
La tecnologia Lipogems alla base della chirurgia su misura attraverso l’utilizzo di tessuto autologo, cioè dello stesso paziente.
Milano – Superare il modello frammentato delle cure e costruire percorsi coerenti e integrati, con un medico di riferimento capace di coordinare competenze diverse, accompagnando il paziente lungo tutto l’iter di cura. È in questa direzione che la medicina su misura è chiamata a evolversi, come dimostra l’esperienza clinica del Professor Carlo Tremolada, Medico Chirurgo Plastico e Maxillofacciale, figura di primo piano nella medicina e chirurgia estetica e tra i principali esponenti della medicina rigenerativa a livello internazionale, fondatore di Image Regenerative Clinic. «Il lavoro di squadra è fondamentale, ma il paziente deve essere seguito da un medico di riferimento. Non è il paziente che deve passare da uno specialista all’altro, bensì il medico che deve dialogare con i colleghi e costruire un percorso multidisciplinare», dichiara Tremolada.
In questo quadro, la medicina su misura non riguarda solo la scelta del trattamento più adatto, ma anche la possibilità di affidare la persona a un processo di cura chiaro, continuo e coordinato, un modello che può incidere direttamente sulla relazione di fiducia tra medico e paziente. Secondo i dati dell’OECD, in Italia il 62% dei pazienti con patologie croniche dichiara di avere fiducia nel sistema sanitario, mentre il 78% riporta una buona qualità delle cure.1 Si tratta di indicatori che, nel loro complesso, restituiscono una valutazione positiva dell’esperienza di cura, in un contesto in cui cresce l’attenzione alla qualità, alla personalizzazione degli interventi. Senza dimenticare, poi, il tema della continuità dei percorsi assistenziali, rilevante in diversi ambiti della medicina, soprattutto nelle situazioni più complesse, dove diventa essenziale garantire coerenza e integrazione tra i diversi livelli di cura.2
Se l’oncologia rappresenta uno degli ambiti più avanzati della medicina su misura, si riconferma centrale la costruzione di percorsi integrati e continui coordinati da una figura clinica di riferimento. È in questo quadro che si inserisce l’esperienza di Tremolada e il suo lavoro nella medicina rigenerativa, dove la personalizzazione non si esaurisce nella scelta della tecnica, ma si estende all’intero processo di cura e alla gestione del paziente nel tempo. «Nel nostro approccio, grazie alla tecnologia da noi brevettata Lipogems, la medicina su misura riguarda soprattutto la parte chirurgica. Utilizziamo tessuto autologo, cioè dello stesso paziente. Il tessuto adiposo viene trasformato in un innesto che mantiene la sua natura ma contiene un’elevata quantità di cellule staminali e microvasi, con un effetto di potenziamento delle normali capacità rigenerative», spiega.
In questa prospettiva, l’intervento rappresenta solo una parte di un’impostazione più larga, mirata a integrare valutazione clinica, condizioni biologiche e capacità di risposta individuale. «È un approccio più ampio, che tiene conto anche dell’ambiente in cui operano cellule e tessuti e delle capacità rigenerative dell’organismo». La logica è quella di lavorare sulle risorse già presenti nell’organismo, orientando le scelte terapeutiche in funzione delle caratteristiche della persona e della sua capacità di recupero. «L’obiettivo è potenziare ciò che è già del paziente, identificare i punti di forza, correggere i punti deboli e fare in modo che sia in grado di recuperare e guarire. È un approccio che rappresenta prima di tutto una vera e propria filosofia di cura».
È proprio questa visione a rendere centrale il tema dell’organizzazione: un unico medico di riferimento chiamato a integrare competenze diverse, dialogare con gli specialisti e restituire un quadro di cura coerente e comprensibile. Non si tratta solo di coordinamento, ma di costruire un percorso continuo, in cui le diverse fasi – diagnosi, intervento e follow-up – siano lette come parti di un unico processo.
In questa capacità di tenere insieme dimensione clinica e organizzativa si gioca una delle espressioni più concrete della medicina su misura. In termini concreti, i risultati sono evidenti: «A parità di terapia, un’impostazione personalizzata e interdisciplinare porta a livelli di soddisfazione e di guarigione significativamente più elevati», conclude il Prof. Carlo Tremolada.