martedì, 28 Aprile 2026

Cheratocono: dal congresso mondiale di Firenze nuove prospettive per migliorare la vista anche con le lenti ICL

Dal confronto tra specialisti emerge anche il possibile ruolo delle lenti intraoculari impiantabili nella correzione dei difetti visivi legati alla patologia

Firenze, 27 aprile 2026 – Il cheratocono è una patologia della cornea che può compromettere in modo importante la qualità della vista, rendendo spesso difficile ottenere una correzione soddisfacente con i soli occhiali. Ma oggi, nei casi idonei con malattia stabile o stabilizzata, esistono nuove possibilità terapeutiche. È quanto emerso nel corso del 3rd World Keratoconus Congress, che si è svolto a Firenze e ha riunito specialisti internazionali con interventi dedicati alla diagnosi e al trattamento di questa patologia.

Tra i temi affrontati, anche il possibile impiego delle lenti intraoculari ICL, una tecnologia già consolidata nella correzione di miopia, astigmatismo e ipermetropia. In presenza di condizioni cliniche adeguate, le ICL possono rappresentare un’opzione per contribuire a correggere i difetti visivi legati al cheratocono e migliorare la qualità della visione. 

Il cheratocono modifica progressivamente la forma della cornea e può provocare una vista distorta, sdoppiata o poco nitida, con un impatto concreto sulla vita quotidiana, dalla guida al lavoro fino alle attività più semplici. Per questo la diagnosi precoce resta fondamentale: consente infatti di intervenire tempestivamente per rallentare o fermare l’evoluzione della malattia e, quando possibile, migliorare anche la funzione visiva.

Il cheratocono induce difetti visivi complessi, diversi dai comuni difetti di vista come miopia o astigmatismo, e spesso non correggibili bene con gli occhiali. Nei pazienti con cheratocono stabile o stabilizzato, le lenti ICL possono rappresentare un valido aiuto per migliorare la vista, a condizione che l’astigmatismo sia regolare oppure che la cornea sia stata precedentemente regolarizzata con un trattamento laser”, spiega il Professor Cosimo Mazzotta, Presidente del Congresso.

Le lenti ICL sono piccole lenti biocompatibili che vengono inserite all’interno dell’occhio attraverso una micro-incisione, senza modificare la struttura della cornea. L’intervento è rapido, mini-invasivo e generalmente consente un recupero visivo veloce. Tra i vantaggi più apprezzati vi sono l’elevata qualità della visione, la stabilità nel tempo e la possibilità, se necessario, di rimuovere o sostituire la lente in futuro. 

Uno degli enormi vantaggi dell’Icl è la stabilità nel tempo e negli anni, perché quando facciamo una chirurgia corneale andiamo a modificare la cornea, che è un organo del nostro corpo, un tessuto che, pertanto, va incontro a piccole modificazioni e cambiamenti nel corso della vita. Le ICL al contrario, sono lenti che, rispetto ad altre tecniche, hanno indubbiamente il vantaggio di essere più stabili nel tempo. È ovvio che l’ICL è inserita all’interno di un occhio che stabile non è, però, se noi cominciamo con un trattamento stabile, a quel punto l’unica piccola variabile sarà l’occhio nel quale è stata inserita. Ma anche lì un vantaggio della lente inraoculare è la reversibilità o l’aggiornabilità: se tra 15, 20 o 30 anni il paziente ne avrà necessità, potremo cambiare facilmente l’ICL vecchia con una di potere aggiornato”, sottolinea il dottor Andrea Russo, Responsabile del Gruppo Refrattivo Italiano.

Gli specialisti ricordano che non tutti i pazienti con cheratocono sono candidati all’impianto delle ICL: la scelta dipende dalla stabilità della malattia, dalla forma della cornea e da una serie di esami diagnostici approfonditi. Proprio per questo il percorso deve essere sempre personalizzato e affidato a centri con esperienza specifica.

Il messaggio emerso dal congresso di Firenze è chiaro: grazie all’innovazione e a un approccio sempre più personalizzato, anche chi convive con il cheratocono può oggi guardare con maggiore fiducia a nuove opportunità per migliorare la propria qualità visiva.

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