sabato, 11 Aprile 2026

RINNOVO CONTRATTO 2025-27 SANITÀ. CECCARELLI (COINA): “BENE APERTURA DEL TAVOLO, MA SENZA VALORIZZAZIONE ECONOMICA IL CONTRATTO RISCHIA DI RESTARE INEFFICACE”

«Il vero tema non è solo l’inflazione: senza investimenti strutturali sugli organici e senza una reale valorizzazione economica delle competenze, il sistema non regge»

ROMA, 10 APRILE 2026 – In vista dell’avvio delle trattative per il rinnovo del contratto del comparto sanità 2025–2027, convocato per il 22 aprile dall’Aran, il COINA (Sindacato delle Professioni Sanitarie), per voce del segretario nazionale Marco Ceccarelli, analizza il nuovo atto di indirizzo della Conferenza delle Regioni, evidenziando criticità strutturali ancora irrisolte.

PRIMI SEGNALI POSITIVI, MA NON ANCORA SUFFICIENTI

«L’apertura del confronto rappresenta un passaggio necessario – dichiara Ceccarelli – così come è positivo il riconoscimento politico dell’emergenza soprattutto infermieristica e l’avvio di una riflessione su modelli organizzativi più moderni».

L’atto di indirizzo introduce infatti elementi di attenzione su:

-conciliazione vita-lavoro 

-age management 

-flessibilità organizzativa 

-revisione dei profili professionali 

e prevede risorse dedicate (480 milioni dal 2026 e ulteriori 208 milioni per l’indennità di tutela del malato).

«Tuttavia – prosegue Ceccarelli – si tratta di misure ancora parziali, spesso differite nel tempo e prive di reale esigibilità immediata».

SALARI E VALORIZZAZIONE: IL VERO NODO IRRISOLTO

Per il COINA, il punto centrale non è solo l’adeguamento all’inflazione, ma soprattutto la mancata valorizzazione economica delle competenze professionali.

Gli incrementi previsti (+5,4%) si traducono in aumenti limitati in busta paga, senza incidere in modo significativo sull’attrattività della professione.

«Il problema reale – evidenzia Ceccarelli – è che oggi, esempio lampante, un infermiere con elevate responsabilità, competenze avanzate e funzioni sempre più complesse continua a non essere adeguatamente riconosciuto sul piano economico».

Il contratto, infatti:

-non valorizza in modo concreto le competenze avanzate 

-non differenzia adeguatamente i livelli di responsabilità 

-non costruisce un sistema premiante realmente attrattivo 

«Senza una vera valorizzazione economica delle competenze – sottolinea – non si trattiene personale e non si rende la professione competitiva».

CARENZA DI PERSONALE: L’EMERGENZA STRUTTURALE IGNORATA

Il tema più critico resta quello degli organici, soprattutto infermieristico.

Il sistema sanitario registra:

-una carenza interna di 65–70 mila infermieri 

-un divario di circa 175.000 unità rispetto agli standard europei (-24%) 

-oltre il 60% del personale in condizioni di sotto organico 

«Questi numeri – afferma Ceccarelli – spiegano da soli perché il sistema è in affanno: turni massacranti, riposi non garantiti e crescente difficoltà nel mantenere standard assistenziali adeguati».

Secondo il COINA, il contratto non introduce:

-un piano straordinario di assunzioni 

-misure concrete per trattenere i professionisti 

-strumenti efficaci per ridurre il carico di lavoro 

«Si continua a sostenere il sistema sul senso di responsabilità degli operatori, ma questa non è più una strategia sostenibile».

COSTO DELLA VITA: UN ELEMENTO DA CONSIDERARE, MA NON RISOLUTIVO

Il tema dell’inflazione resta presente, ma non rappresenta l’unico fattore critico.

«L’erosione del potere d’acquisto esiste – precisa Ceccarelli – ma il vero problema è strutturale: senza stipendi adeguati alle responsabilità e senza prospettive di crescita economica, il sistema perde attrattività a prescindere dall’andamento dei prezzi».

SICUREZZA E CONDIZIONI DI LAVORO ANCORA FRAGILI

Restano aperte criticità rilevanti:

-circa 18.000 aggressioni annue 

-infermieri pari al 55% delle vittime 

-formazione spesso non retribuita 

-pause e riposi non sempre garantiti 

-livelli di precarietà fino al 15–20% 

Il vincolo dell’invarianza finanziaria continua a limitare interventi concreti.

DISUGUAGLIANZE TERRITORIALI E RISCHI DI DISCREZIONALITÀ

L’ampio margine lasciato ai bilanci aziendali rischia di determinare:

-differenze fino al 20–30% nei trattamenti accessori 

-progressioni economiche non uniformi 

-possibili distorsioni applicative 

SENZA PERSONALE E SENZA VALORIZZAZIONE NON C’È RIFORMA

«Si parla di innovazione, digitalizzazione e nuovi modelli organizzativi – conclude Ceccarelli – ma senza personale sufficiente e senza una reale valorizzazione economica delle competenze, qualsiasi riforma resta sulla carta».

LA SFIDA DEL 22 APRILE

«Il confronto del 22 aprile deve rappresentare una svolta reale – conclude Ceccarelli – fondata su tre pilastri imprescindibili:

-investimenti strutturali sul personale 

-valorizzazione economica concreta delle competenze avanzate 

-misure efficaci per rendere attrattive le professioni sanitarie 

Senza questi elementi, il rinnovo contrattuale rischia di non incidere sulla tenuta del Servizio sanitario nazionale e sulla vita quotidiana dei professionisti».

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