È stata presentata questa mattina, nell’area di accoglienza dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, la campagna “NONSCUOTERLO!”, finalizzata a sensibilizzare sui rischi della Sindrome del Bambino Scosso e sulle corrette pratiche di prevenzione. La SBS è una grave forma di trauma cerebrale che deriva dallo scuotimento violento, anche solo per
pochi secondi, di un bambino in tenera età in risposta a un pianto inconsolabile percepito come insostenibile. Tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, infatti, il pianto dei lattanti raggiunge il periodo di massima intensità e può assumere caratteristiche tali per durata e imprevedibilità da innescare grande esasperazione nel genitore o in chi si sta occupando del bambino.
I neonati in questa fascia d’età sono particolarmente vulnerabili, ma la Sindrome del Bambino Scosso può colpire fino ai due anni di vita compromettendo per sempre il futuro e la crescita del bambino; i danni sono gravissimi, tra cui cecità, tetraplegia, disturbi dell’apprendimento e del coordinamento motorio e in 1 caso su 4 il coma o la morte.
“I genitori, in una situazione di stress, a volte solo per il pianto inconsolabile del bambino, scuotono il neonato in questo modo possono creare condizioni molto gravi dal punto di vista neurologico. In caso si effettui questo movimento in modo violento, è necessario contattare subito il pediatra o rivolgersi al Pronto Soccorso perché i danni possono essere irreparabili. Non bisogna aspettare che si presentino sintomi come sonnolenza, vomito o inappetenza”, spiega Francesco La Torre, reumatologo dell’Ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari e vicepresidente della Società Italiana di Pediatria – Sezione Puglia.
“A volte il pianto di un neonato non ha una reale motivazione – aggiunge Isabella Berlingerio, psicologa dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari – ma può comportare ansie nei genitori o nei caregiver. Quindi il mio consiglio, qualora ci si trovi con un neonato che piange in modo inconsolato, escludendo tutte le motivazioni principali, ma vi trovate in una situazione di stress e siete a casa o soli, mettetelo in luogo sicuro, allontanatevi e magari chiamate qualcuno che possa aiutarvi”.
Per la campagna sono previsti infopoint con operatori sanitari e monumenti storici illuminati di arancione: appuntamenti a Bari in piazza Umberto I, il 12 aprile dalle 09 alle 12 e a Gravina, in piazza Plebiscito, il 12 aprile dalle 09 alle 12. Medici, infermieri e volontari incontreranno i genitori e caregiver per distribuire materiali informativi e le simboliche palline antistress arancioni della campagna, che ricordano l’importanza di fermarsi e mantenere il controllo nei momenti di maggiore difficoltà.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito della III edizione delle Giornate Nazionali “Shaken Baby Syndrome”, promosse dalla Fondazione Terre des Hommes, con il coinvolgimento della Società Italiana di Pediatria (SIP) e della SIMEUP. Maggiori informazioni nel comunicato in allegato.