lunedì, 23 Marzo 2026

Epatite A, i consigli della Asl Brindisi

Alla luce dell’attuale situazione epidemiologica nella regione Campania, dove dall’inizio dell’anno sono stati segnalati oltre 150 casi di epatite A legati – come da ultime notizie – anche al consumo di frutti di mare crudi, si richiama l’attenzione su una patologia infettiva che, pur presentando nella maggior parte dei casi un decorso benigno, richiede comportamenti responsabili per limitarne la diffusione.

Che cos’è e come si trasmette

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata da un virus che si trasmette per via oro-fecale, principalmente attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati oppure tramite contatto diretto con persone infette. È associata a condizioni igieniche non adeguate, come la manipolazione degli alimenti con mani non pulite, scarsa igiene personale e ad alcuni comportamenti sessuali a rischio. Solo raramente sono stati osservati casi di trasmissione tramite trasfusioni di sangue o prodotti derivati. Il contagio può avvenire anche prima che compaiano i sintomi, perché il virus è presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell’esordio clinico; il periodo di incubazione varia in genere da 15 a 50 giorni.

I sintomi a cui prestare attenzione

Possono variare da lievi a più evidenti e includono febbre, malessere, perdita di appetito, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero (colorazione giallastra di occhi e pelle). Nei bambini, soprattutto sotto i 6 anni, l’infezione è spesso asintomatica; negli adulti o nelle persone affette da malattie epatiche croniche preesistenti i sintomi sono invece più frequenti e talvolta possono manifestarsi in forma grave fulminante, potenzialmente letale.

Come prevenire l’infezione

Alcuni semplici comportamenti consentono di ridurre in modo significativo il rischio di infezione:

• lavare accuratamente le mani con acqua e sapone, soprattutto prima di mangiare o cucinare e dopo l’uso dei servizi igienici, dopo il cambio del pannolino e dopo aver assistito una persona malata;

• evitare contaminazioni tra alimenti crudi e cotti, utilizzando utensili e superfici pulite;

• consumare cibi ben cotti, evitando in particolare molluschi crudi o poco cotti;

• acquistare alimenti solo da rivenditori autorizzati, accertandosi della provenienza e conservazione;

• lavare accuratamente frutta e verdura e consumare i frutti di bosco surgelati solo dopo cottura;

• utilizzare acqua sicura e controllata;

• evitare di preparare cibo per altre persone in presenza di sintomi compatibili con epatite o disturbi gastrointestinali, fino a valutazione medica;

• adottare comportamenti sessuali sicuri.

La vaccinazione rappresenta uno strumento efficace e sicuro di prevenzione, in grado di garantire una protezione duratura nel tempo. In Puglia è offerta attivamente a tutti i bambini a partire dai 12 mesi di età ed è inoltre raccomandata per categorie a rischio, tra cui soggetti con patologie epatiche croniche, pazienti con coagulopatie che richiedono terapia a lungo termine con emoderivati, soggetti a rischio per esposizione professionale, persone che fanno uso di sostanze, uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e viaggiatori in aree a rischio.

“Informarsi correttamente è il primo passo per adottare comportamenti consapevoli e ridurre il rischio di infezione – dichiara il dottor Stefano Termite, direttore del Dipartimento di Prevenzione Asl Brindisi -. La vaccinazione, il rispetto delle norme igieniche e la gestione sicura degli alimenti (come il consumo di frutti di mare, acquistati da filiera controllata e documentata dall’etichetta di tracciabilità, dopo cottura per almeno 4 minuti) rappresentano strumenti fondamentali. Un’attenzione particolare è rivolta agli operatori del settore alimentare, per i quali l’adozione di tutte le misure preventive, compresa l’astensione dal lavoro in presenza di sintomi, risulta essenziale per evitare contaminazioni e contribuire alla tutela della Salute Pubblica”.

Notiziario

Archivio Notizie