Nel primo anno di attività la struttura thienese, che ospita con finalità educative e riabilitative minori con fragilità psichica, ha lavorato a pieno regime sia per quanto riguarda l’accoglienza in regime residenziale, sia ospitando un numero crescente di iniziative all’interno dello spazio socio-culturale.
Il tutto grazie ad una donazione dell’imprenditore Ambrogio Dalla Rovere tramite
la Fondazione di Comunità Vicentina per la Qualità di Vita e con la gestione della Cooperativa Radicà
Un anno dopo la sua inaugurazione, avvenuta il 21 marzo 2025, Casa Dalla Rovere è molto più di una scommessa vinta: è una struttura che è già diventata un prezioso punto di riferimento sia per l’attività di accoglienza in regime residenziale, sia per le tante iniziative ospitate dal spazio socio-culturale al suo interno.
Più in dettaglio, i 10 posti letto previsti per adolescenti tra i 12 e i 18 anni sono stati rapidamente occupati, a conferma della necessità per il territorio di una struttura con queste caratteristiche. Si tratta infatti di adolescenti in condizioni di fragilità psichica, con contesti familiari che faticano a garantire il necessario supporto, generalmente segnalati dai servizi di Neuropsichiatria Infantile delle Aziende socio-sanitarie e dai servizi di Tutela Minori e che vengono ospitati per un percorso educativo e riabilitativo con una durata variabile tra 6 mesi e 2 anni.
«Per ogni ospite vi è un progetto di intervento educativo individuale – spiega Mariasole Autiero, coordinatrice pedagogica della struttura, la cui gestione è stata affidata alla Cooperativa Radicà -, non vi è uno standard. Spesso si tratta di giovani e giovanissimi con percorsi scolastici irregolari e bisogni educativi speciali: l’obiettivo è riavvicinali ad una socialità positiva e dare loro gli strumenti per costruire o ricostruire il loro progetto di vita. Con questa finalità cerchiamo di sostenere la loro frequenza scolastica, mentre quando non è possibile gli ospiti vengono inseriti in progetti di avvicinamento al lavoro, ad esempio tramite tirocini. Soprattutto con gli ospiti più grandi lavoriamo molto per aiutarli a scoprire i loro talenti e insegnare loro a creare un curriculum e a comportarsi in modo appropriato in un contesto professionale. In questo primo anno di attività queste modalità hanno dimostrato di essere funzionali: un ragazzo si è inserito effettivamente nel mondo del lavoro, un altro sta facendo un tirocinio, un’altra ospite invece alla fine di questo anno scolastico dovrebbe ottenere il diploma».
Parallelamente, lo staff di Casa Dalla Rovere – composto da responsabile clinica, psicoterapeuta, educatori, infermieri e oss – crea per gli adolescenti ospitati anche altre occasioni di socialità e scoperta dei loro talenti, attraverso laboratori e la proposta di varie attività: «Si tratta di adolescenti che spesso non sanno quello in cui sono bravi e che piace a loro – aggiunge la dott.ssa Autiero -, dunque è importante che abbiamo la possibilità di sperimentare nuove esperienze: attività creative, musicali e artistiche, o praticare uno sport. Per queste attività siamo riusciti a creare una rete di volontari che ci aiuta a offrire loro un ventaglio molto ampio di proposte».
Proprio il contesto sociale ha dimostrato una grande capacità di accoglienza nei confronti di Casa Dalla Rovere e dei suoi giovani ospiti: «Naturalmente per loro è molto importante evitare l’etichettamento e in questo devo dire che il quartiere e tutta la comunità Thiene ci è stata di straordinario supporto – aggiunge Mariasole Autiero -, perché c’è stata davvero una bella accoglienza da parte di tutti, dai vicini di casa ai tanti gruppi ai quali i nostri ospiti partecipano attivamente: dal Grest ai gruppi giovani, dall’ACR alla sagra dove i ragazzi hanno lavorato come volontari».
Questa accoglienza positiva è confermata anche dal gran numero di attività ospitate presso lo spazio socio-culturale che è parte integrante di Casa Dalla Rovere: «Nel giro di pochi mesi si è affermato come uno spazio adibito ad una grande varietà di iniziative e che intreccia molte relazioni con scuole e territorio – racconta Alberto Carollo, vicepresidente della cooperativa Radicà -. Ospitiamo attività di coaching e supporto all’orientamento scolastico e lavorativo, ma anche percorsi educativi per gli adolescenti a rischio di dispersione scolastica, con attività sia individuali che di gruppo. Dallo scorso autunno sono partiti anche diversi laboratori, nell’ambito del progetto IN-CHILL, sempre con finalità educative e di promozione della socializzazione: dalla fotografia ai manga, fino a laboratori espressivi. Sono tutte opportunità per rispondere ai bisogni dei giovani, offrire loro la possibilità di sperimentare nuovi interessi, acquisire fiducia in se stessi, costruirsi reti sociali alternative rispetto a quelle del loro contesto abituale e superare eventuali difficoltà personali. Come spazio socio-culturale di Casa Dalla Rovere ospitare questo tipo di iniziative permette sia di promuovere il benessere degli adolescenti e della comunità tutta, valorizzando lo scambio tra generazioni».
«Registriamo con grande soddisfazione – commenta Nicol Gastaldello, coordinatrice della Fondazione QuVi – il riscontro positivo che sta avendo il progetto di Casa Dalla Rovere, che conferma il fabbisogno del territorio che avevamo riscontrato in fase di progettazione di questo intervento. Voglio ricordare infatti che tutto è nato a partire dalla volontà di Ambrogio Dalla Rovere di mettere a disposizione per uno scopo solidale quella che era stata la sua casa di famiglia. Recepita questa richiesta, come Fondazione ci siamo attivati per sondare con gli attori del territorio quali potevano essere i bisogni della comunità, rilevando appunto l’interesse e l’opportunità di una struttura dedicata ai giovanissimi con fragilità psichiche. Non si è trattato dunque di un intervento calato dall’alto, ma di un progetto che è partito dalla generosità di un donatore associata all’ascolto della comunità: i risultati raggiunti da Casa Dalla Rovere in questo primo anno dimostrano tutta la validità di questo modello».