mercoledì, 18 Marzo 2026

Modena. A Baggiovara nuovo elettromiografo grazie alla generosità della famiglia del dottor Mauro Lugli

Servirà a costruire percorsi riabilitativi personalizzati per pazienti con patologie neurologiche o con disturbi funzionali dell’arto superiore, quali spasticità, retrazioni o distonie

Modena, mercoledì 18 marzo 2026 – Un nuovo Elettromiografo di ultima generazione è stato donato dalla famiglia del dottor Mauro Lugli, già Presidente del Tribunale di Modena dal 2002 al 2010 e scomparso nel 2024, alla Medicina Riabilitativa dell’Ospedale Civile di Baggiovara. Verrà utilizzato dall’Ambulatorio Spasticità e Laboratorio di Analisi del Movimento della Medicina Riabilitativa per definire percorsi riabilitativi personalizzati in pazienti con patologie neurologiche o con disturbi funzionali dell’arto superiore, quali spasticità, retrazioni o distonie. Si è trattato di un dono importante, con un investimento di 26.000 euro che ha consentito l’acquisto di un’apparecchiatura di ultima generazione. 

Desidero ringraziare di cuore la signora Hilda Paguni, moglie di Mauro Lugli, per la grande sensibilità dimostrata – ha esordito l’Ing. Luca Baldino, Direttore Generale di AOU di Modena – nel sostenere la nostra Medicina Riabilitativa in un settore fondamentale come le patologie della mano che a Modena vantano una lunga tradizione. Questa apparecchiatura di ultima generazione è in grado di farci fare un grande passo in avanti nella capacità di predisporre percorsi riabilitativi personalizzati, e quindi più efficaci, per i nostri pazienti”. 

L’idea di questa donazione – ha commentato Hilda Paguni, vedova di Mauro Lugliè nata dalla collaborazione con Ivonne Pavignani, Presidente di AISM alla quale mi lega una lunga conoscenza nata grazie a mio marito. Avevo da tempo desiderio di donare qualcosa agli ospedali modenesi e Ivonne mi ha fatto conoscere il dottor Jacopetti che mi ha spiegato l’importanza di questo elettromiografo per i pazienti colpiti da sclerosi multipla che hanno necessità di monitoraggi costanti del loro stato muscolare”.

L’elettromiografia ad ago dinamica è una tecnica specialistica che analizza l’attività dei muscoli durante l’esecuzione reale di un movimento, permettendo di osservare come e quando i muscoli si attivano. Questo approccio consente di individuare attivazioni muscolari anomale che spesso non emergono con gli esami tradizionali eseguiti a riposo – ha ricordato la dottoressa Giovanna Fabbri, Direttore Medicina Riabilitativa dell’Ospedale di Baggiovara – Nei pazienti con spasticità o alterazioni complesse del movimento, secondarie a patologie neurologiche quali ictus, mielolesioni, paralisi cerebrali infantili, sclerosi multipla e malattia di Parkinson, l’elettromiografia ad ago dinamica fornisce informazioni fondamentali per comprendere i meccanismi patologici del movimento. In particolare, nei percorsi di chirurgia funzionale dell’arto superiore, questi dati permettono di orientare con maggiore precisione le scelte terapeutiche, come il trattamento con tossina botulinica, fenolo o l’intervento chirurgico”. Ai ringraziamenti della dottoressa Fabbri si è unita anche la dottoressa Paola Cavallini, coordinatrice dei tecnici di riabilitazione.

L’impiego dell’elettromiografia ad ago dinamica si inserisce all’interno di percorsi riabilitativi strutturati e personalizzati, nel rispetto dei criteri di appropriatezza diagnostica e terapeutica – ha aggiunto il dottor Marco Jacopetti, medico riabilitatore dell’Ospedale Civile – Questo approccio consente una presa in carico multidisciplinare del paziente e supporta decisioni cliniche basate su valutazioni funzionali oggettive, con l’obiettivo di garantire trattamenti mirati, efficaci e proporzionati ai reali bisogni della persona”.

L’Ambulatorio Spasticità e il Laboratorio di Analisi del Movimento della Medicina Riabilitativa prosegue il lavoro avviato e condotto per molti anni dal dottor Stefano Cavazza, a cui è intitolato. Direttore della Medicina Riabilitativa dal 2011 sino alla prematura scomparsa, nel 2019, fu lui a introdurre per primo a Modena l’uso dell’elettromiografia in ambito neuroriabilitativo per rilevare alterazioni nell’attivazione dei muscoli nei pazienti con esiti di lesioni neurologiche. Oggi l’attività è condotta dal dottor Marco Jacopetti e dal dottor Stefano Righi, in collaborazione con le dottoresse Lucia D’Auria e Nicoletta Falcone. Nell’ambito di questo percorso vengono inoltre effettuate valutazioni congiunte con il neurologo, favorendo un approccio multidisciplinare alla presa in carico del paziente. A questo si affianca l’attività dell’ambulatorio tetraplegia, condotto dal dottor Giuseppe Caserta, chirurgo della mano, con il supporto dei medici dell’ambulatorio spasticità. In questo contesto vengono valutati casi complessi di alterazioni del movimento dell’arto superiore e i pazienti selezionati vengono quindi sottoposti a intervento presso la chirurgia della mano dal dottor Caserta stesso. In tale percorso, l’elettromiografia rappresenta uno strumento fondamentale per definire con maggiore precisione il planning chirurgico. L’ambulatorio offre valutazioni dei pattern complessi di movimento di arto superiore e inferiore, percorsi di chirurgia funzionale, inoculi di tossina botulinica, blocchi nervosi anestetici e fenolici per la diagnosi e il trattamento della spasticità: l’elettromiografia si inserisce in tutti questi percorsi per aumentarne l’appropriatezza e guidare le scelte terapeutiche. L’ambulatorio effettua oltre 300 visite l’anno, in costante crescita, e collabora con altre strutture dell’Area Vasta Emilia Nord, con un bacino di utenti in ampliamento anche oltre la provincia.

Strumenti diagnostici avanzati come questo elettromiografo rappresentano un tassello fondamentale per migliorare la presa in carico dei pazienti neurologici – il dottor Vittorio Rispoli, Neurologo della Neurologia diretta dalla professoressa Jessica MandrioliLa possibilità di integrare valutazioni neurofisiologiche più precise all’interno dei percorsi riabilitativi consente di affinare la diagnosi funzionale, rafforzare la collaborazione tra Neurologia e Medicina Riabilitativa e orientare in modo più mirato le strategie terapeutiche. Desidero quindi esprimere un sincero ringraziamento alla famiglia del dottor Lugli per questo gesto di grande sensibilità”.

L’integrazione tra sanità e sociale è l’anima viva e più genuina del principio di sussidiarietà e sostenibilità del nostro sistema salute – ha aggiunto il dottor Giuseppe Caserta, Chirurgo della Chirurgia della Mano del Policlinico, diretta dal dottor Andrea Leti AcciaroSia quando si esprime nell’azione dei singoli cittadini, sia quando si avvale dell’azione del terzo settore, essa è l’espressione più concreta di una collaborazione che è il cuore della Sanità come patrimonio della comunità a servizio del cittadino che supera una narrazione della Sanità come servizio per utenti, il sempre più ampio coinvolgimento delle associazioni e del volontariato, più o meno organizzato, è l’humus su cui alimentare la Sanità universale e libera che oggi abbiamo grazie anche a questi gesti d’amore per la collettività“. 

Notiziario

Archivio Notizie