Un rafforzamento concreto dei servizi sociali e socio-sanitari dedicati alle famiglie, agli anziani, alle persone con disabilità e a chi vive situazioni di fragilità: è questo l’obiettivo del Documento Attuativo Annuale 2026 del Piano di Zona 2023-2025, prorogato dalla Regione per l’anno 2026, approvato nei giorni scorsi dagli organismi istituzionali del territorio polesano e ora trasmesso alla Regione Veneto per il visto di congruità, dopo essere stato recepito con Delibera del Direttore Generale. Il Piano di Zona rappresenta lo strumento principale attraverso cui Comuni e Azienda ULSS programmano in modo condiviso gli interventi sociali e socio-sanitari, partendo dall’analisi dei bisogni reali della popolazione. Il documento nasce infatti dal lavoro dei Tavoli Tematici, suddivisi per area di intervento, che vedono il coinvolgimento di rappresentanze di Enti e Istituzioni diverse, compresi gli Enti del Terzo Settore del territorio e operano in sinergia con i Comitati dei Sindaci dei Distretti 1 e 2, a conferma di una governance territoriale partecipata e orientata alla collaborazione.
La programmazione per il 2026 si inserisce in un contesto demografico complesso, caratterizzato da una popolazione progressivamente più anziana, da una bassa densità abitativa e dalla presenza diffusa di piccoli Comuni, elementi che rendono fondamentale garantire servizi di prossimità accessibili e integrati. Proprio per rispondere a queste trasformazioni sociali, il Piano prevede un significativo potenziamento del servizio sociale professionale, con l’obiettivo di migliorare la presa in carico delle persone e assicurare interventi tempestivi e personalizzati.
Particolare attenzione è rivolta agli anziani, soprattutto non autosufficienti, attraverso il rafforzamento dei percorsi di assistenza domiciliare, dei progetti di autonomia e delle iniziative dedicate all’invecchiamento attivo, oltre allo sviluppo di servizi di sollievo per le famiglie che assistono persone affette da demenza o patologie neurodegenerative. Parallelamente, vengono consolidati gli interventi a favore delle famiglie e dei minori, con interventi preventivi e di promozione del benessere volti al sostegno alla genitorialità, l’ampliamento dei servizi educativi per la prima infanzia e azioni mirate per i minori e adolescenti in situazioni di vulnerabilità sociale o con background migratorio. Il Piano dedica inoltre ampio spazio alle persone con disabilità, promuovendo percorsi di inclusione scolastica, abitativa e lavorativa e rafforzando il supporto ai caregiver familiari, riconosciuti come parte essenziale del sistema di cura. Proseguono anche le azioni rivolte alla salute mentale e alle dipendenze, con interventi orientati alla prevenzione, alla riabilitazione e al reinserimento sociale, valorizzando la collaborazione tra servizi sanitari, sociali e realtà del Terzo Settore. Un altro ambito strategico riguarda il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, attraverso il potenziamento del segretariato sociale, degli sportelli di ascolto e dei percorsi di accompagnamento e pronto intervento sociale per persone senza dimora o in condizioni di grave marginalità. Centrale rimane inoltre il tema delle dimissioni protette dagli ospedali, per garantire continuità assistenziale e prevenire situazioni di isolamento o ricoveri impropri.
Il Piano di Zona 2026 mobilita risorse per circa 7,5 milioni di euro provenienti da fondi europei, tra cui le risorse triennali del PNRR, fondi nazionali (Fondo Nazionale Politiche Sociali, Fondo Non Autosufficienza e Quota Servizi Fondo Povertà), fondi regionali e comunali, confermando un investimento rilevante sul welfare territoriale e sulla costruzione di risposte integrate ai bisogni della comunità.
“Il Piano di Zona rappresenta uno strumento fondamentale per costruire un welfare di comunità vicino alle persone e capace di intercettare precocemente i bisogni sociali e sanitari – commenta il Direttore Generale, Dott. Mauro Filippi – L’approvazione del Documento Attuativo 2026 conferma la forte collaborazione tra Azienda Ulss, Comuni e Terzo Settore e testimonia la volontà di rafforzare una rete territoriale capace di accompagnare le persone nei momenti di maggiore fragilità, supportando famiglie, anziani e comunità locali, coinvolgendo le persone nel proprio percorso di cura, con interventi concreti e sostenibili nel tempo”.