Cagliari, 07/03/2026 – Questa mattina, nella sala della Terza Commissione del Consiglio Regionale, la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde ha partecipato all’incontro con una delegazione dei Comitati sardi per la sanità pubblica, insieme al presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, alla presidente della Commissione Sanità Carla Fundoni e ai capigruppo del Consiglio regionale.
All’incontro erano presenti anche alcuni sindaci e amministratori locali che hanno accompagnato la delegazione dei comitati, tra cui Isili, Atzara, Riola Sardo, Baratili San Pietro, Samugheo e Ula Tirso.
Il confronto ha rappresentato un momento di ascolto e dialogo sui principali problemi che riguardano la sanità nei territori dell’isola. Nel corso dell’incontro la presidente Todde ha raccolto le preoccupazioni e le proposte avanzate dai comitati e dagli amministratori locali, condividendo l’importanza di un metodo di lavoro basato su confronto costante, dati trasparenti e verifica concreta dei risultati.
“La situazione della sanità in Sardegna non è semplice e nasce da problemi e decisioni stratificate nel corso di decenni – ha spiegato la presidente –. Le riforme che si sono succedute nel tempo hanno spesso indebolito i territori e interrotto il raccordo tra ospedali e servizi territoriali. Per questo è necessario ripartire dai fatti, dai dati e da un confronto continuo con le comunità”.
Nel corso del confronto sono stati illustrati alcuni dei principali avanzamenti registrati negli ultimi mesi.
Sul fronte dei medici di medicina generale, alla fine del 2024 in Sardegna mancavano circa 560 professionisti. Oggi ne mancano 478 considerando anche gli incarichi a tempo determinato; senza questi incarichi il numero è pari a circa 500. Un piccolo passo avanti, ma le sedi carenti sono diminuite. La Regione ha inoltre sottoscritto un accordo con i medici di base introducendo un incentivo di 2.000 euro al mese per chi aprirà un ambulatorio nelle sedi più disagiate, circa cento in tutta l’isola. Parallelamente è stato avviato un lavoro con i sindaci dei territori interessati per mettere a disposizione locali e servizi a supporto dell’attività dei medici.
Un capitolo centrale riguarda gli investimenti del PNRR per il rafforzamento della sanità territoriale. In Sardegna sono previste 50 Case della comunità: i cantieri risultano avviati in 47 strutture su 50, con uno stato di avanzamento dei lavori pari al 94%, rispetto al 20% registrato a giugno 2024. Per quanto riguarda gli Ospedali di comunità, i cantieri sono stati avviati in tutte le 13 strutture previste, con l’obiettivo di arrivare a 11 ospedali operativi entro giugno 2026. Alcune difficoltà dipendono dalla struttura degli appalti del PNRR, che spesso prevedono un unico aggiudicatario per molti cantieri e possono rallentare i lavori.
Sul piano del personale sanitario, nel 2025 sono entrati nel servizio sanitario regionale 1.500 infermieri e 982 dirigenti medici tra concorsi, mobilità e stabilizzazioni. Si tratta di un passo avanti importante, anche se ancora lontano dal fabbisogno complessivo del sistema sanitario regionale. La Regione ha inoltre reso disponibili alle ASL 25 milioni di euro per le indennità del personale impegnato nei pronto soccorso.
Prosegue anche il percorso di superamento dei medici a gettone: è in corso una procedura che porterà 52 medici di pronto soccorso all’interno del servizio sanitario regionale. La copertura dei turni viene garantita anche attraverso prestazioni aggiuntive, con l’obiettivo di completare gli organici nel più breve tempo possibile. È stato inoltre chiesto ad Ares di predisporre ulteriori concorsi per rafforzare la presenza di medici nei pronto soccorso.
Tra i temi affrontati anche quello delle liste d’attesa, su cui la Regione sta lavorando attraverso una revisione e pulizia dei dati, il recall dei cittadini, una migliore organizzazione delle agende e un monitoraggio più puntuale della spesa delle risorse stanziate.
Infine, la presidente ha ricordato il lavoro in corso per dotare la Sardegna di un nuovo Piano sanitario regionale, assente da anni, strumento necessario per definire in modo chiaro l’organizzazione della rete ospedaliera e territoriale. Parallelamente è in fase di definizione anche la carta dei servizi delle Case della comunità, che indicherà in modo trasparente ai cittadini le prestazioni disponibili nelle strutture.
“Abbiamo ascoltato con attenzione le richieste e le preoccupazioni espresse dal coordinamento dei comitati – ha concluso la presidente Todde –. La nostra volontà è lavorare insieme per costruire una buona sanità pubblica, basata su un metodo chiaro: confronto con i territori, condivisione dei dati e misurazione dei risultati. Solo così possiamo capire, con i fatti, se stiamo migliorando davvero i servizi per i cittadini e intervenire dove le criticità restano aperte”.