ROMA 5 MARZO 2026 – La nuova stagione contrattuale che si apre per il personale del Servizio sanitario nazionale rappresenta un passaggio decisivo per la valorizzazione di tutte le professionalità coinvolte nell’organizzazione e nella gestione dell’assistenza. Proprio mentre si avvia il rinnovo dei contratti per il triennio 2025-2027, torna però con forza il tema delle persistenti disparità che riguardano la Dirigenza delle Professioni Sanitarie.
UNA DIRIGENZA ANCORA PENALIZZATA NEL SISTEMA SANITARIO
Per Nursing Up, da tempo, la questione riguarda, da un lato, il profilo delle risorse economiche, dall’altro il riconoscimento effettivo del ruolo strategico che la dirigenza delle professioni sanitarie garantisce nella governance clinico-organizzativa del Servizio sanitario nazionale.
«Le criticità evidenziate da diversi dirigenti delle professioni sanitarie – afferma Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up – confermano ciò che denunciamo da tempo: permane una evidente asimmetria nel trattamento tra le diverse componenti della dirigenza sanitaria. Non è una questione corporativa, ma di equilibrio del sistema e di valorizzazione reale delle competenze».
IL NODO DELLE INDENNITÀ E DELLE DIFFERENZE CONTRATTUALI
Il punto più evidente riguarda il diverso trattamento economico e contrattuale rispetto ad altre aree della dirigenza sanitaria.
Le differenze nell’indennità di specificità sanitaria, ad esempio, restano molto ampie nonostante il crescente peso organizzativo e gestionale assunto dai dirigenti delle professioni sanitarie all’interno delle strutture ospedaliere e dei servizi territoriali.
«Oggi il funzionamento delle aziende sanitarie si fonda su modelli sempre più integrati e multiprofessionali – sottolinea De Palma – dove le responsabilità si distribuiscono tra diverse figure e il coordinamento tra professioni è decisivo per garantire qualità, sicurezza e continuità dell’assistenza. In questo scenario è difficile giustificare differenze così marcate nei riconoscimenti contrattuali».
STRUMENTI CONTRATTUALI NON RICONOSCIUTI
Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’assenza di alcuni istituti che caratterizzano altre dirigenze sanitarie.
La Dirigenza delle Professioni Sanitarie, infatti, è tra le poche a non poter accedere a strumenti come:
- -l’indennità di esclusività
- -la possibilità di svolgere attività libero-professionale
- -un accesso uniforme ai meccanismi di perequazione economica
Secondo Nursing Up, queste lacune, che sono solo parte degli strumenti mancanti, contribuiscono a creare una disparità strutturale non più sostenibile, soprattutto alla luce delle responsabilità organizzative e gestionali che questa dirigenza esercita quotidianamente nel funzionamento delle aziende sanitarie.
UN RUOLO CENTRALE NEI PROCESSI DI INNOVAZIONE DEL SSN
Il sindacato sottolinea inoltre che la Dirigenza delle Professioni Sanitarie rappresenta oggi uno snodo fondamentale nei processi di innovazione organizzativa del Servizio sanitario nazionale.
In questo scenario si inserisce anche l’evoluzione delle competenze avanzate e dei nuovi modelli professionali delle professioni sanitarie, che richiedono una governance organizzativa sempre più strutturata e una dirigenza pienamente riconosciuta nel suo ruolo.
Dalla gestione dei modelli assistenziali, alla digitalizzazione dei servizi sanitari, fino alla programmazione della sanità territoriale, il contributo di queste figure è sempre più determinante per garantire efficienza organizzativa e qualità delle cure.
IL RINNOVO CONTRATTUALE COME OCCASIONE PER COLMARE LE DISPARITÀ
«La contrattazione che si apre – conclude De Palma – deve diventare l’occasione per correggere distorsioni che si trascinano da troppo tempo. Non chiediamo privilegi, ma il riconoscimento pieno di una dirigenza che contribuisce ogni giorno alla qualità dell’assistenza e alla tenuta del sistema sanitario pubblico».
Per Nursing Up, il prossimo rinnovo contrattuale deve rappresentare dunque un passaggio chiave non soltanto sul piano economico, ma anche sul terreno del riconoscimento istituzionale e organizzativo delle professioni sanitarie all’interno della dirigenza del SSN.