Cala la percentuale dei ricoveri dell’ospedale della Valdinievole, segno di filtro clinico efficace e attenzione all’appropriatezza
Pescia – Più accessi, meno ricoveri. È il segnale che arriva dal Pronto soccorso di Pescia dove cresce la domanda di cure e, contemporaneamente, migliora la capacità di rispondere con appropriatezza, senza ricorrere al ricovero quando non necessario.
Nel 2025 il Pronto soccorso dell’ospedale della Valdinievole ha registrato 35.778 accessi, in aumento rispetto ai 34.270 del 2024. La distribuzione dei codici resta stabile, con un lieve incremento dei casi più gravi e una riduzione dei codici minori. Un dato che conferma il ruolo del presidio come riferimento per le urgenze reali.
A fronte dell’aumento degli accessi, cala la percentuale di ricoveri. Nel 2025 sono stati 4.520, pari all’11,9%, contro i 4.684 del 2024 (13,7%). Un risultato che indica un filtro clinico efficace e una maggiore attenzione all’appropriatezza.
«Questi numeri raccontano il lavoro quotidiano dei medici di un Pronto soccorso che serve il territorio della Valdinievole con oltre 120mila abitanti e non solo – spiega il dottor Gianluca Buffini, direttore del Pronto soccorso del Santi Cosma e Damiano –. Valutare bene, decidere in sicurezza e ricoverare solo quando necessario è una tutela per i pazienti e per l’ospedale».
Il bacino di utenza, però, va ben oltre la Valdinievole. Il Pronto soccorso di Pescia serve un territorio molto vasto che ha visto accedere anche pazienti provenienti dalle province, oltre che di Pistoia, anche di Firenze e Prato con accessi che hanno raggiunto le 931 unità (2.60%). Si sono registrati anche accessi di pazienti provenienti dalle province di Lucca, Pisa, Livorno, Massa per un totale di 4.480 pazienti (12,52%).
Si registrano anche 77 accessi da residenti in provincia di Napoli, un dato curioso sull’attività del servizio.
Un passaggio chiave del 2025 è stata la riapertura, a marzo, dell’Osservazione breve intensiva. In pochi mesi sono stati trattati 450 pazienti: l’81% dimesso, solo il 19% trasferito in reparto. A questo si affiancano l’Osservazione medica (Ama) e l’Obi chirurgica, che hanno ridotto i tempi decisionali e i ricoveri impropri. Dal 22 dicembre 2022 a oggi, l’Obic ha seguito 840 pazienti, con oltre la metà dimessi o gestiti senza ricorso al ricovero ordinario.
«Il Pronto soccorso è una porta sempre aperta e deve funzionare in rete con tutto l’ospedale – sottolinea la dottoressa Giuditta Niccolai, direttrice del presidio ospedaliero Santi Cosma e Damiano di Pescia –. I risultati del 2025 dimostrano che investire su osservazione clinica, integrazione tra reparti e personale dà risposte concrete ai cittadini».
Sul fronte delle risorse umane, nel 2025 sono entrati sei nuovi medici: due a tempo indeterminato, uno in formazione e tre con contratto libero professionale. In un contesto di carenza nazionale, anche questo è un segnale di tenuta e di impegno.